In Corsica è vietato l’uso della lingua italiana – è il 4 agosto 1859

La Corsica era diventata francese dopo la fine della breve esperienza del governo di Pasquale Paoli, il liberatore dell’isola dal giogo genovese.

L’antica potenza marinara, non potendo pagare l’aiuto militare fornito dai francesi nel tentare di riconquistarla, fu costretta a vendere a questi il diritto sul governo del territorio. (in realtà l’insolvenza di Genova era stata organizzata a tavolino, ma questa è un’altra storia)

Le forze corse capitolarono di fronte all’esercito francese, a cui si erano alleati anche i numerosi nemici di Paoli, dopo la battaglia di Ponte Nuovo, il 9 maggio 1769.

Nel corso del XIX secolo però Napoleone III si era schierato con il regno di Sardegna nella guerra d’indipendenza per l’unificazione della penisola. Per evitare che l’isola insorgesse in futuro o volesse far parte del neonato stato italiano, vietò l’uso della lingua italiana, mentre nello stesso momento il nizzardo e la Savoia passavano in mani francesi come ricompensa per l’aiuto fornito durante il conflitto.

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