Perchè l’uomo da animale egualitario si è trasformato in un accentratore di potere?

Una ricerca scientifica prova a dare una risposta a questo quesito;

decine di migliaia di anni fa l’uomo era una specie estramente egualitaria; condivideva le proprie risorse con i propri compagni senza alcuna distinzione di censo o rango sociale. Poi improvvisamente, durante il neolitico, sembrano comparire delle differenze tra individui. Appare la proprietà privata e la competizione sociale.

Alcuni scienziati di lucerna hanno messo a punto un modello digitale che permette di aiutarci nella comprensione di questo fenomeno.

Un punto di base sembra essere la dimensione del gruppo; più il gruppo è piccolo, minore è la necessità di differenziare. La ricerca si spinge oltre.

Solo una teoria sembra però spiegare correttamente il fenomeno: quando gli individui cominciaro a controllare la natura, come ad esempio la costruzione di dighe o grandi sistemi di raccolta dell’acqua di acqua, un mezzo di controllo centrale è diventato necessario per evitare un ambiente di lavoro caotico. Come con qualsiasi gruppo di persone, i leader sorsero insieme con i seguaci associati. I capi sono stati quindi in grado di esercitare un’influenza perché entrambi i leader e seguaci sperimentarono un tenore di vita più elevato a causa della loro sforzi di collaborazione. Nel corso del tempo, in quanto i progetti crebbero , così lo fecero anche il numero di persone necessarie per la loro costruzione;il leader guadagnò dunque ancora più potenza.

fonte: http://phys.org/news/2014-08-simulates-neolithic-transition-egalitarianism-leadership.html#jCp

 

 

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