La battaglia che cambiò il corso della storia, la battaglia di Adrianopoli. è il 9 agosto 378 d.C.

Non tutte le battaglie sono gravide delle stesse conseguenze. Alcune si risolvono in un nulla di fatto, altre consegnano alla storia vinti e vincitori. Altre ancora determinano i canali entro cui si svolgeranno i prossimi scontri.

La battaglia di Adrianopoli ebbe un impatto del terzo tipo; l’impero non perse solo una battaglia, bensì per la prima volta nella sua storia, in seguito alle trattative di pace, dovette accettare che al suo interno si stabilisse una comunità di barbari su cui l’autorità politica dell’impero non poteva avere l’ultima parola. In poche parole erano indipendenti e ciò ne condizionò per sempre la sua storia.

I visigoti, in fuga dalle orde degli unni, avevano cercato infatti rifugio nei territori dell’impero. Un avvenimento come tanti altri erano accaduti nella storia dell’impero. Non era certo una novità l’insediamento di barbari all’interno dei territori romani. Il fenomeno era spesso in realtà incoraggiato dalle autorità dell’impero, spesso sempre più a corto di uomini.

Proprio questo motivo aveva spinto un perplesso imperatore Valente ad accettare le richieste di asilo da parte dei goti; le operazioni di ingresso furono tuttavia mal gestite. Molti barbari furono venduti come schiavi, mentre i rifornimenti destinati ad aiutare queste popolazioni in difficoltà furono sequestrati e rivenduti dai soldati stessi.

Ciò non fece che crescere le tensioni tra le due fazioni, finchè dopo il tentativo fallito dei romani di assassinare alcuni importanti capi gotici, non scoppiò la rivolta. Sconfitti ripetutamente (ad esempio a Marcianopoli) finalmente i romani cercarono vendetta.

Anche l’imperatore d’occidente Graziano stava giungendo in forze in soccorso dell’alleato orientale, tuttavia Valente era intenzionato a non condividere la propria vittoria con il collega occidentale e decise di agire da solo.

Mai scelta fu più sciagurata. 30.000 legionari perirono sul campo insieme all’imperatore, ai due comites (Sebastiano e Traiano), tre duces e trentacinque tribuni.

La sconfitta causò uno dei motivi principali per cui l’impero romano si sfaldò. Da questo momento in poi l’esercito romano si svuota infatti di effettivi locali per far uso sempre più di leve mercenarie germaniche. Tale fenomeno si acuirà nell’impero d’occidente, portando i barbari ad aver il controllo completo sull’esercito.

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