Muore Cleopatra, è il 12 agosto del 30 a.C.

Molti conosco la storia della regina Cleopatra, l’ultima sovrana tolomea d’Egitto.

Il suo nome significava “gloria del padre” e nel corso del suo regno l’antica terra dei faraoni prosperò, grazie anche all’ala protettrice dell’impero romano. Cleopatra cercò di evitare che la sua terra, da nazione protetta potesse divenire una semplice provincia di Roma.

Tuttavia non si limitò a ciò; grazie all’estremo carisma e alla sua intelligenza (non pare fosse bellissima) riuscì a sedurre uomini importanti come Cesare e Marco Antonio, usandoli probabilmente come pedine del suo scacchiere.

Quando Ottaviano sconfisse Cleopatra e il suo amante presso la battaglia di Azio, il corso della storia cambiò probabilmente per sempre. Il grande sogno della sovrana di poter dominare l’impero svanì insieme alla sue numerose navi nelle acque greche, da dove ironia della sorte proveniva la stirpe della regina.

La storia fino a questo momento sembra chiara; Cleopatra credendo di aver perso lo scontro abbandonò il campo, facilitando la vittoria di Ottaviano. Secondo Svetonio Antonio raggiunse la propria consorte in mare aperto, mentre si ritiravano. A quanto pare però la regina ignorò completamente l’ex amico di Cesare.

Arrivati ad Alessandria d’Egitto, Antonio cercò di fermare lo sbarco di Ottaviano ricostruendo una forza in fretta e furia tuttavia una volta apparse le truppe romane, l’esercito di questi fuggì. Per Antonio questo era troppo, decidendo in seguito di suicidarsi per non cadere nelle mani del nemico.

Cleopatra al contrario della credenza comune non seguì l’ex compagno; cercò di sedurre Ottaviano, ma visto il rifiuto di questi, preferì uccidersi che non fare la fine di un semplice trofeo da esibire nelle strade di Roma.

A questo punto, secondo lo storico Christoph Schaefe, Cleopatra fu avvelenata da una mistura di cicuta, aconito ed oppio. Il morso dell’Aspide provocava infatti una morte troppo lenta in quanto il veleno dell’aspide paralizza le parti del corpo, a partire dagli occhi, prima di causare la morte. Il veleno non può sembrare dunque la soluzione “migliore”..

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