La battaglia che cambiò le sorti del mondo: la battaglia d’Inghilterra

Il 13 agosto del 1940 avevano inizio i bombardamenti e le incursioni aree tedesche sull’isola britannica; scopo dell’azione militare era la sopraffazione della forza aerea inglese (la R.A.F, Royal Air Force).

Il raggiungimento dell’obiettivo era necessario per poter vanificare la superiorità navale inglese ed infine lanciare l’operazione Leone Marino, grazie alla quale Hitler pensava di poter invadere l’isola e porre fine al conflitto. La Francia si era già arresa a giugno e l’Inghilterra restava sola a fronteggiare la minaccia nazista, la guerra sembrava dunque ormai prossima alla conclusione, tuttavia il Fuhrer non aveva fatto i conti con la tenacia e la resistenza dei britannici.

Nei cieli dell’isola ogni giorno stormi di caccia e bombardieri si fronteggiavano, inconsapevoli protagonisti di una delle battaglie più importanti della seconda guerra mondiale. Forse la più decisiva al pari di Stalingrando. In entrambi i casi la Germania non riuscì a raggiungere i propri obiettivi a causa della strenua resistenza opposta dai suoi nemici.

Nonostante gli sforzi della Luftwaffe, la forza aerea tedesca, gli inglesi riuscirono nell’intento di fermare gli assalitori. La strategia tedesca si concentrò eccessivamente sui bombardamenti terroristici sulle città, compiendo un grave errore di valutazione e lasciando il tempo alle forze inglesi di riprendersi. L’utilizzo del radar, sconosciuto ai tedeschi, permise inoltre agli inglesi di usare le proprie forze in maniera consapevole e precisa. Difendersi dove necessario ed arrivare nel posto giusto al momento giusto furono le chiavi di volta che permisero all’Inghilterra di non cedere alla potenza nazista.

Il colpo inferto alla Germania fu enorme. La Luchtwaffe non si riprese mai del tutto; molti piloti tedeschi venendo abbattuti infatti venivano catturati, mentre quelli inglesi cadendo in territorio alleato potevano al contrario tornare a far parte della propria aviazione. Già in settembre Hitler ordinò di rimandare l’operazione ad una data imprecisa del futuro. Le analisi effettuate nel dopoguerra mostrano che tra luglio e settembre la RAF perse 1.023 caccia, mentre gli aerei persi dalla Luftwaffe furono 1.887.

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