La battaglia delle Termopili ; il sacrificio di Leonida e dei greci

Il 19 agosto del 480 a.C. aveva inizio la battaglia delle Termopili;

Cosa portò i persiani a spingersi fino in Grecia e perchè i greci si batterono per la propria libertà? Infine, quali sono le differenze della storia con le ricostruzioni hollywoodiane?

Il mondo di allora era molto diverso da quello di oggi: ad ovest vi erano le terre più povere ed arretrate, mentre ad est le terre più ricche e prosperose. La penisola italiana era ancora aldilà dal divenire uno scenario strategico importante; Roma languiva sotto il dominio della lega etrusca mentre nelle terre del nord imperversavano i celti e i germani. L’unica barriera tra il mondo civilizzato orientale e le culture primitive europee era costituito dai greci, essi stessi promotori della civilizzazione dell’occidente.

                                                                          La Grecia si contrappose all’egemonia persiana

L’imperatore Serse sognava da tempo di sottomettere le ricche terre di quel popolo ribelle che nell’anno precedente aveva causato non pochi problemi ai suoi soldati e al suo regno. Consolidato il controllo sulla Tracia e la Macedonia (territori a nord della Grecia), Serse decise di sistemare una volta per tutte i ribelli greci, offrendogli inizialmente un occasione per sottomettersi senza combattere. Come narrato nel recente film “300”, gli ambasciatori persiani chiesero simbolicamente “terra ed acqua” in segno di obbedienza. La risposta, come sappiamo, fu ovviamente negativa. Ad Atene i diplomatici furono costretti a subire un processo a cui seguì la loro esecuzione. A Sparta il supplizio arrivò senza neppure un processo. Era la guerra.

La notizia dell’attacco persiano arrivò tuttavia inaspettato per i greci; erano in corso le olimpiadi, mentre a Sparta si stavano festeggiando le Carnee, una festa durante la quale era considerato un sacrilegio scendere in battaglia. La situazione parve talmente disperata che una forze messa su in fretta e furia partì alla volta del passo delle Termopili, una strettoia dove il vantaggio numerico persiano avrebbe contato molto meno ed avrebbe infine consentito alla Grecia di organizzarsi in una difesa efficace.

Leonida si pose al comando di 300 soldati spartani, membri della scorta reale, e si incamminò verso il passo. Nel camminò riusci a reclutare altri 7000 soldati provenienti da tutte le principali città della Grecia. Ordinò a 1000 di questi di proteggere il sentiero montano che aggirava la sua posizione, poi si fermò ad aspettare l’offensiva persiana.

Non si ha certezza di quanti fossero veramente i soldati persiani; lo scontro ci viene narrato da diverse fonti storiche tra i quali Erodoto, Plutarco ed Eschilo. Tutti gli storici antichi sembrano però non concordare sul numero di effettivi al comando di Serse; il poeta Simonide parla di quattro milioni; Ctesia di Cnido afferma che il numero totale dei soldati persiani fosse pari circa a 800 000. è impossibile sapere con esattezza la quantità esatta. Le ricostruzioni logistiche e scientifiche concedono un numero abbastanza alto, tuttavia molto più limitato. Si va dalle 70.000 unità a qualche centinaia di migliaia. Non si sa inoltre se Serse portò con se tutte le guanigioni o ne lasciò alcune in Tessaglia e in Asia.

Inizialmente l’imperatore persiano cercò di corrompere i greci, offrendogli terre e ricchezze, tuttavia Leonida rifiutò le regalie. Serse diede 4 giorni di tempo per decidere, dopodichè decise di attaccare. 10.000 soldati vennero inviati durante la prima giornata e nessuno di loro tornò vivo. La prima ondata persiana fu letteralmente spazzata via. Il secondo giorno fu il turno degli immortali, un esercito di leve scelte alle quali toccò tuttavia la stessa sorte della precedente spedizione.

Mentre Serse si stava disperando, per l’esercito persiano arrivò la soluzione inaspettata. Un uomo di Trachis di nome Efialte, rivelò all’esercito invasore l’esistenza del sentiero. Le truppe poste a difesa del passo arretrarono lasciando libero il passaggio e facendo in modo così che l’esercito spartano venisse accerchiato. All’alba Leonida tenne un consiglio di guerra dove venne deciso che alcune forze sarebbero rimaste a proteggere la ritirata al resto dell’esercito.

Leonida, i 300 spartani, gli iloti (scudieri dei soldati spartani) ed altre poche centinaia di unità si sacrificarono per permettere così ai greci di ritirarsi più a sud. A dispetto del film tuttavia Leonida non morì per ultimo, bensì cadde nelle prime fasi del terzo giorno.

 

In seguito, mentre Serse si godeva la propria vittoria pirrica saccheggiando e distruggendo la Beozia, le forze greche si riorganizzavano più forti e la flotta si preparava ad affrontare vittoriosamente quella persiana nelle acque di Salamina. I greci dimostrarono di essere un mondo diverso rispetto a quella persiano. Si contrapponevano per sempre due tipi di civiltà: una centralizzata ed imperiale, ed un’altra più libera e decentrata, quella delle polis greche. Una caratteristica che ancora oggi sembra alla base della nostra civiltà occidentale.

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