Le droghe dell’antica America

Dai funghi allucinogeni ai cactus, fino ai clisteri di infusi alcolici e alle pelli di rana essiccate; nell’antica America la lista di sostanze psicotrope era più ampia di quanto si pensasse, almeno secondo un recente studio.

Secondo l’autore dello studio, Francisco Javier Carod-Artal dell’ospedale Virgen de la Luz di Cuenca (Spagna), le persone che vivevano nell’America centrale prima dell’arrivo degli Europei utilizzavano queste droghe principalmente nella medicina e durante alcuni rituali; con “America centrale” o “Mesoamerica” si intende la parte di territorio che si estende dal sud dell’attuale Messico fino a nord di Panama.

Maya_sacrificio_umano

La potente civiltà Maya, famosa tuttavia anche per i sacrifici umani.

Alcune di queste droghe sono ancora utilizzate per scopi medici nelle comunità indigene; sono i guaritori che si prendono cura di queste piccole società umane, vista la difficoltà incontrata dai nostri sistemi ospedalieri a raggiungere le isolate zone in cui vivono.
Carod-Artal sostiene inoltre che spasmi, depressione, emicrania e varie altre malattie vengano curate tramite rituali a base di diverse droghe.

Esaminiamo da vicino alcune di queste sostanze.

Balchè e clisteri rituali:

I Maya, la cui civiltà ebbe il massimo sviluppo tra III secolo a.C e X secolo d.C., erano soliti consumare un intruglio piuttosto tossico (chiamato Balchè) durante alcuni rituali di divinazione, cercando in tal modo di entrare in comunicazione con gli spiriti.
La “pozione” era costituita da un infuso di corteccia della pianta chiamata Lonchocarpus longistylus unito a miele prodotto da api nutrite con l’ergina, una sostanza che causa alterazione dei sensi e della memoria.

I rituali di divinazione erano rivolti alla comunicazione con gli spiriti, che avrebbero dovuto dare spiegazioni di eventi particolari (eclissi, carestie, pestilenze, guerre…); la bevuta di balchè era accompagnata da occasionali fumate di tabacco e dalla somministrazione di clisteri (costruiti con argilla e bucce di zucca) di soluzioni alcoliche mescolate ad altre sostanze psicotrope.

Funghi sacri

Secondo lo studio in questione i mesoamericani conoscevano più di 50 tipi di funghi allucinogeni, tutti contenenti la psilocina e la psilocibina, sostanze alla base di droghe sintetiche come la LSD.
I rituali concernenti i “funghi sacri” erano più estesi e molto più antichi di quelli già citati: se ne trovano tracce anche in Messico e sembra che abbiano almeno 3000 anni.

Secondo il libro “Storia generale delle cose della Nuova Spagna” del missionario spagnolo Fray Bernardino de Sahagun (XVI secolo), l’ingerimento di questi funghi causava imprevedibilmente delle visioni spaventose o divertenti: dai rapporti del NIDA (National Institue of Drugs Abuse) sappiamo che la psilocina colpisce i riflessi motori, il comportamento e la percezione del tempo.
Durante l’assunzione è possibile anche cadere vittima di attacchi di panico e di psicosi: all’abuso di questa sostanza sono state collegate malattie psichiatriche e amnesie definitive.

Cactus allucinogeni:

Un’altra fonte d’intossicazione era il peyote(il pane degli dei). Si tratta di un cactus contenente circa 60 composti allucinogeni, inclusa la famosa mescalina, usata sopratutto per preparare speciali bevande.

Lophophora Williamsii var. Nuevo Yucatan in flower

Una Lophopora Williamsii (Peyote)

Lophophora

L’uso rituale del peyote risale a circa 5000 anni fa, addirittura alla preistoria.
Sono state trovate tracce della bevanda sia in Messico che nelle caverne di Shumla (Texas).

Le persone che assumono la sostanza riportano in genere allucinazioni visive piene di colori (visioni caleidoscopiche), sensazioni di leggerezza oltre ad un’alterata percezione dello spazio e del tempo.

Secondo l’istituto nazionale americano sull’abuso di droghe, sia il peyote che lo psilocibe distruggono sia le interazioni neurali che i neurotrasmettitori; il peyote può causare un incremento della temperatura del corpo e il battito cardiaco oltre a movimenti scordinati, estrema sudorazione e comparsa di pustole sul viso.

Droghe con pelle di rana:

Una delle droghe più singolari era ricavata dalla pelle di una speciale rana. Le sue ghiandole salivari producono una sostanza tossica chiamata bufotoxina.

Alcuni storici vissuti nel XVI secolo (poco tempo dopo l’arrivo in America degli europei), ci descrivono un rituale nella quale i Maya aggiungevano tabacco e pelle di rana nelle loro bevande alcoliche per renderle più potenti.

L’erba del diavolo:

La Toloache è un tipo di erba descritta come “Erba del diavolo” ed è stata impiegata per secoli ad uso medico. Con essa si curavano infatti ferite da guerra e contusioni; era usata anche nei riti di passaggio, durante i quali si doveva perdere conoscenza.

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La pianta Toloache

Un ultimo uso ipotizzato è quello nei sacrifici umani. Le vittime sacrificali venivano così stordite e rese docili; ciò spiegherebbe dunque la facilità con cui le popolazioni mesoamericane compissero i propri sacrifici umani.

Articolo di Giulio Garlaschi

fonte: http://www.livescience.com/49074-hallocinogens-drugs-early-mesoamerica.html

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