Mussolini e l’illusione dell’Italia come l’ago della bilancia internazionale

Il 7 gennaio del 1935 Mussolini e il ministro francese Pierre Lavall firmarono gli accordi italo-francesi. I trattati prevedevano uno spostamento territoriale a favore dell’Italia al confine tra Libia e Ciad e un’ulteriore concessione in Somalia.

La Francia dichiarò inoltre il proprio non interesse verso l’Etiopia, un paese da tempo membro della società delle nazioni, e per questo protetto dal diritto internazionale. Mussolini tuttavia interpretò il disinteresse francese come l’assenso alle mire espansionistiche italiane nella regione e decise di avviare ben presto la conquista dell’impero etiope.

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Mussolini, conscio del fatto che le concessioni ottenute fossero un regalo dalla Francia per consolidare il fronte anti-tedesco, decide di sfruttare la situazione a vantaggio della penisola. Sapendo che Inghilterra e Francia avevano bisogno dell’aiuto italiano per limitare i piani di Hitler, aveva deciso di attuare una politica internazionale con l’Italia come ago della bilancia. In cambio del proprio appoggio il nostro paese avrebbe dovuto ricevere delle compensazioni territoriali, negate in precedenza dalla non completa applicazione del trattato di Londra.

L’abbandono del tavolo delle trattative durante la conferenza di Versailles aveva infatti permesso a Francia ed Inghilterra l’intera spartizione delle colonie tedesche in Africa, mentre l’Italia ne era rimasta completamente esclusa. Per far capire che non scherzava, Mussolini incontrò più volte Hitler e fece capire ai propri alleati che un rifiuto non era contemplato. L’Italia avrebbe pesato sullo scenario internazionale, sopratutto nell’area mediterranea.

Sprezzante delle offerte fatte da Lavall ed Ohare (primo ministro inglese), i quali promisero all’Italia buona parte dell’Etiopia in cambio della pace, Mussolini invase l’Etiopia.

I piani italiani cozzarono sopratutto contro le resistenze degli inglesi, gelosi della propria supremazia. Non solo le concessioni tardarono ad arrivare, l’Italia venne colpita dalle sanzioni economiche per colpa dell’invasione in Etiopia. Ogni velleità di proseguire con questa linea strategica cadde definitivamente con l’amicizia politica che Mussolini incominciò a coltivare nel 1936 con il Reich. Dichiarò pochi mesi dopo la fine del conflitto etiope il disinteresse italiano sull’Austria, facendo capire apertamente a Hitler che l’Italia non si sarebbe più opposta ai piani tedeschi. Aveva così fine il sogno velleitario di un’Italia al centro dello scacchiere internazionale ed aveva inizio il sodalizio italo-tedesco.

Articolo di Stefano Borroni

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