Ulteriori ragioni per cui il poeta greco Omero potrebbe non essere mai esistito

Quasi 200 anni fa, un pittore francese creò ciò quella che sarebbe divenuta una famosa descrizione del poeta Omero, nella quale viene dipinto come un Adone (Jean Auguste Dominique Ingres, “Apoteosi di Omero”, 1827, olio su tela, Louvre, Parigi).

se313All’ombra del Pantheon, il poeta si sistema tra una folla di campioni muscolosi, personaggi in abiti drappeggiati, uno dei quali suona l’arpa, che assiste alla sua incoronazione da parte di una figura alata.

Lo storico Adam Nicolson scrive a riguardo sul suo nuovo libro che Omero in questa visione era il prodotto di un nuovo momento nella storia greca, dinamico, politicamente pieno di inventiva e culturalmente fiorente. “Omero fu il poeta del boom”.

Tuttavia, sostiene lo studioso, questa immagine di Omero è poco accurata. L’opera glorifica tutte le antiquate teorie sul fatto che Omero fosse un genio e poeta cieco e illetterato il quale da solo creò due dei maggiori racconti nella storia dell’umanità: l’Iliade e l’Odissea.

Per quanto possa essere un’attraente rappresentazione, è più bella che vera. Omero forse non fu veramente esistito o, al massimo, non fu per nulla come noi lo ritraiamo.

Omero fu piuttosto un’idea, una manifestazione culturale, una finzione. “Omero è la fondazione di un mito, non un uomo del mondo naturale, ma del mondo del pensiero grazie al quale i greci definivano se stessi, un frammento della mentalità che fece ci loro ciò che furono” scrive Nicolson nel suo recente libro “Why Home Matters”.

In un intervista lo scrittore paragonò Omero a una imbarcazione vichinga. Fu un magnifico oggetto, solamente una cosa squisitamente fabbricata. E ancora nessuno dice che doveva esserci qualche incredibile inventore dietro. Egli emerse da una tradizione.

L’esistenza di Omero fu in dubbio per secoli e lo è tutt’ora. Infatti, c’è un campo d’indagine accademica che esamina tutto ciò che coinvolge Omero chiamato “La questione Omerica”.

Omero ha lasciato perplesso qualunque studioso che lo ha studiato per la semplice ragione che non c’è molto da studiare. Non ci sono affidabili informazioni storiche che lo riguardino.

“Chi fu Omero, se ci fu un Omero?” chiese martin West della Oxford University nel 2010. “Quando e dove visse? Poté un poeta produrre entrambi i poemi epici, o ci furono poeti differenti per ognuno? O ci fu in questo caso una successione di poeti o un sindacato di poeti e redattori? ”

Ma le ragioni supportate da Nicolson sono differenti dalla maggior parte. C’è un consenso generale tra gli studiosi sul fatto che Omero, ammesso che ce ne sia uno, visse durante l’VIII secolo a.C. Questa è già una conclusione problematica per gli accademici in quanto la più antica attribuzione a Omero di entrambi i poemi non può essere più indietro del 520 a.C. circa. Un secolo o più dopo che il poema venne ad esistere.

Nicolson, in ogni caso, dice che il gap di tempo intercorso tra la prima materializzazione del poema e l’emersione della pergamena fu realmente significantemente ampio. Sostiene che i poemi realmente nacquero attorno all’anno 2000 a.C., ovvero 1200 anni prima ciò che pensavano gli altri.

Due elementi supportano questa teoria. Nicolson dice che numerosi aspetti del lavoro omerico si dividono tra il continente europeo e parti dell’Inda e non hanno nulla a che fare con il continente greco o la regione egea. Ciò suggerisce che i lavoro fu davvero una confluenza di numerose storie che galleggiarono attraverso il tempo. Il che implica che queste abbiano tutte una radice comune, elementi di queste storie che sono citati attraverso molte terre.

Il secondo problema è con la descrizione dell’antica Grecia dell’Iliade. Nicolson dice che non è conforme con le condizioni esistenti nell’VIII secolo a.C. La ferocia descritta nell’Iliade riflette un periodo molto anteriore.

“Fuori da Troia c’è questo campo di barbari selvaggi, i greci. I greci sono i barbari omerici…Ogni idea di regole, leggi e amore non contavano nulla. L’unica cosa che aveva senso era la vendetta e l’autoaffermazione. E questo quadro della Grecia non ha senso se non più tardi del 1800-1700 a.C. circa”.

Quindi se i poemi epici derivano da un periodo molto anteriore di quanto avessimo pensato, dove si collocano? Che cosa significa la domanda di Nicolson “La questione omerica è morta?”. Sembrerebbe che la domanda, pure secolo dopo la loro nascita, ancora vive. Anche se un vero Omero non ci fu mai.

Articolo di Nicole Manfredda

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