Cacciatori di nazisti

“La caccia ai criminali nazisti è un mito. Di fatto, le potenze alleate li hanno attivamente ricercati solo tra il 1945 e il 1947. Appena comincia la Guerra Fredda, finisce tutto.”Il commento di Serge Klarsfeld, avvocato e storico romeno ottantenne, lasciano ben intuire le motivazioni che spinsero diversi civili, dagli anni ’60 in poi, ad iniziare una sorta di vera e propria “caccia” ai criminali nazisti scampati all’arresto post – bellico e ai processi di Norimberga.

Non sminuisce affatto l’importanza di questi processi, che anzi definisce “importantissimi specie per la documentazione”, ma sottolinea anche come, col calarsi della cortina di ferro, “nessuno volle più alienarsi l’opinione pubblica tedesca”.

Tuttavia ammette che, in seguito all’arresto e al processo di Adolf Eichmann, catturato dagli agenti del Mossad a Buenos Aires, dove si era rifugiato nel 1950 sotto falso nome, e condannato a morte a Gerusalemme nel 1961, i processi si erano riaperti anche in Europa, e di conseguenza erano aumentati anche i cosiddetti “cacciatori di nazisti”

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Simon Wiesenthal, noto cacciatore di nazisti

Lui lo sa bene, non solo perchè storico interessato alla deportazione degli ebrei francesi, ma perchè è egli stesso un cacciatore di nazisti.

Ma cosa lo ha spinto ad iniziare questo tipo di ricerche?

La sua storia inizia con un sacrificio: il padre, Arno Klarsfeld, nasconde la moglie e i due figli, Serge, di soli 8 anni, e Georgette, in un armadio durante una retata nazista a Nizza (dove la famiglia viveva) nel settembre 1943. Loro non vengono scoperti, ma lui viene deportato, e verrà poi ucciso ad Auschwitz il 12 novembre 1943, dopo aver preso a pugni un kapò.

Nel 1963 sposa Beate, figlia di un soldato della Werhmach di fede cristiana, divenuta famosa per lo schiaffo al cancelliere federale Kurt Kiesinger il 7 novembre 1968 a Berlino, a causa del suo passato nazista.

Dagli anni ’60, i due iniziano la loro personale caccia ai nazisti, portando a termine anche ritrovamenti importanti: Klaus Barbie, il cosiddetto macellaio di Lione, condannato poi all’ergastolo nel 1987, Kurt Lischka, gerarca della Gestapo stanato in Germania e condannato a soli 10 anni dopo un processo da lui ritenuto “l’unico processo esemplare” della Repubblica federale tedesca.

Ha svolto, inoltre, un ruolo decisivo nei procedimenti contro alcuni funzionari del regime di Vichy, tra cui Maurice Papon, Paul Touvier, Jean Leguay e Renè Bosquet.

Forse ancora più famoso di Serge Klarsfeld, Simon Wiesenthal, venuto a mancare nel settembre 2005, che avrebbe svolto un ruolo chiave nell’identificazione ed arresto di oltre mille nazisti, tra cui Adolf Eichmann.

Senza voler sminuire una figura tanto importante anche nel processo di recupero della memoria, è necessario riportare come, negli ultimi anni, diversi storici abbiano cercato di ridimensionarne i racconti e i risultati, sfociando quasi, a mio avviso, nell’ingiuria fine a se stessa, come l’articolo dello storico inglese Guy Walters, nel quale Wiesenthal viene definito uno “showman” (l’articolo è riportato tra le fonti, così da permettere a chiunque voglia di farsi un’idea in merito).

Ma come agiscono questi “cacciatori di nazisti”?

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Il film “bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino, romanza le vicende di chi cercò nel dopoguerra di trovare i tedeschi colpevoli di numerose atrocità

Non certo utilizzando la violenza: un loro principio di base è la ricerca della “giustizia, non vendetta” (titolo anche di libro di Wiesenthal).

L’idea dei cacciatori di nazisti che agiscono stile “Bastardi senza gloria” (film del 2009 diretto da Quentin Tarantino) è alquanto utopistica, nonostante Serge Klarsfeld non si sia risparmiato in atti dimostrativi discutibili per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica.

Tuttavia, il lavoro di chi cerca criminali nazisti è per lo più una logorante ricerca archivistica, basata sullo spoglio di documenti anagrafici, elenchi telefonici e altre fonti di questo tipo.

Una volta trovato il criminale fuggitivo, i “cacciatori” fanno in modo di segnalarlo alle autorità, perchè provvedano all’identificazione ufficiale, all’arresto ed al processo.

Un ruolo importante è svolto anche dal Simon Wiesenthal Center, il quale ha rilanciato, nel 2013, l’“Operazione last chance” chiedendo ai cittadini tedeschi di cooperare nella cattura degli ultimi gerarchi ancora ricercati, tutti ormai più che novantenni.

Chiara l’opinione di Serge Klarsfeld sui processi ai nazisti ormai molto anziani:

“Beh, a novant’anni non ti difendi bene come a cinquanta o sessanta. Il fisico cede. Soprattutto la memoria. Avrà presente il processo di qualche anno fa all’ucraino John Demjanjuk, guardiano nel campo di Sobibor… Lo portarono in aula in barella, perdeva bava dalla bocca, non disse una parola. Certo, si può giudicare più il crimine che il criminale. Ma, ridotto così, in quel vegliardo si faceva fatica a ritrovare il carnefice”.

Per quanto discutibile, la dichiarazione di Klarsfeld lascia intendere un suo desiderio di giustizia che tuttavia non è da ottenersi a tutti i costi, trasforrmando le “vittime” in carnefici per un cieco desiderio di vendetta.

In conclusione, sembra interessante riportare una curiosità storica e cinematografica: il film “Bastardi senza gloria” non racconta una storia di pura invenzione.

Un gruppo di rifugiati ebrei-americani della Germania nazista, infatti, effettivamente oltrepassarono le linee nemiche per provare a farsi giustizia: Hans Wijnberg, viene mandato in America, da adolescente, per sfuggire all’aggressione nazista, mentre Fred Mayer e la sua famiglia fuggono dalla Germania all’inizio della guerra. Entrambi vengono arruolati nell’esercito degli Stati Uniti e sono reclutati nell’OSS, i servizi segreti americani. Ma per portare a termine la missione, denominata Operazione Greenup, che prevedeva di indagare sulla roccaforte nazista nelle Alpi austriache, hanno bisogno di un uomo che sia all’interno dell’esercito austriaco. Quell’uomo è Franz Weber, un ex ufficiale del Wehrmacht austriaco.

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I coniugi Serge e Beate Klarsfeld

Per una ricostruzione più dettagliata dell’operazione si rimanda ad un film tv basato su di essa, con Federico Mayer e gli altri agenti sopravvissuti e familiari, intitolato The Real Inglorious Bastards.

In tale occasione, Wynberg e Mayer si sono reincontrati in una discussione via webcam. Hans Wynberg è morto il giorno dopo la sua intervista per la produzione.

Articolo di Giulia Battistotti

Fonti:

http://andreacarancini.blogspot.it/2013/02/simon-wiesenthal-e-la-sua-scia-di.htm (dove viene riportato, tradotto, l’articolo di Guy Walters)

http://www.raistoria.rai.it/articoli/la-cattura-di-eichmann/12984/default.aspx

http://tvzap.kataweb.it/news/73298/rai-storia-ecco-chi-erano-i-veri-bastardi-senza-gloria-di-quentin-tarantino/

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=58&sez=120&id=51805

http://www.operationlastchance.org

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