La gioventù Hitleriana

La Gioventù Hitleriana (Hitler-Jugend) è stata un’associazione paramilitare fondata nel 1926 dal Partito Nazional-socialista tedesco sulle ceneri del JdN scomparso dopo il fallito colpo di Stato del ’23 e dopo l’incarcerazione di Adolf Hitler, al fine di istruire i giovani all’ideologia nazista. Il progetto rientra nel programma di costruzione dell’uomo ariano nello stesso ordine di idee che aveva caratterizzato il comunismo in Russia, con il Komsomol (1918), e il fascismo in Italia, con l’istituzione dei Balilla e dei Figli della Lupa (1926).

Lo stesso Hilter nel discorso del 23 dicembre 1933, , definisce le direttrici a cui si deve ispirare l’organizzazione giovanile. Egli infatti afferma che la “debolezza deve essere spazzata via […] Io voglio una gioventù brutale, tiranna, intrepida e crudele. La gioventù deve essere tutto questo […] Così io creerò il nuovo ordine“.

Il motto della Gioventù Hitleriana è: Blut und Ehre (sangue ed onore). La struttura definitiva e obbligatoria, regolamentata il 6 marzo 1939, prevede 4 categorie separate:

  1. maschi tra 10 a 14 anni nel Deutschen Jungvolk (DJ)

  2. maschi 14 e 18 anni nella Gioventù hitleriana (HJ)

  3. femmine tra 10 a 14 anni nel Jungmädelbund (JM)

  4. femmine tra 14 e 18 anni nella Bund Deutscher Mädel (BDM)

L’associazione, subordinate alle SA (Sturmabteilung), è guidata inizialmente da Adolf Lenk (1903-1987) e Kent Gruber (1904-1943). Il vero responsabile delle politiche di indottrinamento della Hitler-Jugend è tuttavia Baldur Benedikt von Schirach (1907-1974), il quale sarà processato a Norimberga e condannato a 20 anni di carcere. Durante la seconda guerra mondiale la struttura dell’organizzazione giovanile subirà una forte gerarchizzazione e nel 1941 von Schirach sarà sostituito da Artur Axmann (1913-1996), più vicino alle direttive politiche del Führer. L’organizzazione terminerà di esistere con il crollo del nazismo alla fine della guerra nel 1945.

E’ possibile riscontrare alcuni riferimenti e cenni al tema dell’educazione giovanile in periodo nazista in uno dei capolavori italiani del neo-realismo, “Germania Anno Zero” (1948) di Roberto Rossellini, ambietato nella Berlino del secondo dopo-guerra.

 gioventu_hitlerianaNell’immagine vediamo i mebri della Hitler-Jugend mentre cacciano gli ebrei e altri “indesiderabili” dal suolo tedesco. 

Articolo di Guglielmo Motta

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