Trovati nuovi tatuaggi sul corpo di Oetzi, la mummia di Similaun

Conservata a Bolzano, presso il Museo archeologico dell’Alto Adige, la mummia di Similaun o uomo di Similaun non smette di rivelare sorprese.

Trovato nel 1991 a poche decine di metri dal confine austriaco (tanto vicino da far nascere una disputa su chi dovesse prendere in custodia i preziosi resti), il corpo apparteneva ad un uomo vissuto tra il 3300 e il 3200 a.C., nella cosiddetta Età del rame. Per renderci conto della distanza storica che ci separa da Oetzi, così ribattezzato, basti pensare che la civiltà egizia era in quei tempi ai suoi albori, mentre l’Europa era ancora immersa nella preistoria.

Fu probabilmente uno degli ultimi esponenti di un ceppo di Homo Sapiens che si estinse; l’analisi del suo DNA non ha dato riscontri con nessuno dei popoli attualmente viventi sulla terra, anche se condivide parte del patrimonio genetico con Corsi e Sardi, probabilmente per via di antenati in comune. Morì sulle Alpi a 45 anni per una ferita provocata da una freccia che lo colpì alla schiena. Caricato forse in spalla da qualche compagno, morì e venne in seguito abbandonato tra i ghiacci. Qui le nevi ne ricoprirono i resti finchè grazie allo scioglimento dei ghiacciai, una coppia austriaca non ne ha eseguito accidentalmente il ritrovamento.

Sul suo corpo è stato possibile anche rivelare la presenza di numerosi tatuaggi (circa 50); questi non avevano uno scopo decorativo, erano infatti composti da semplici linee, poste in prossimità di alcuni punti in cui secondo i ricercatori soffriva di artrite. Una sorta di rimedio magico-curativo insomma, o addirittura i primi esempi di agopuntura.

Marco Samadelli, Marcello Melis, Matteo Miccoli, Eduard Vigl, e Albert R. Zink dopo aver scongelato il cadavere di Oetzi, lo hanno fotografo con una fotocamera ad alta risoluzione dotata di filtri per catturare immagini a raggi UV, visibili, e lunghezze d’onda infrarosse; in seguito le immagini sono state elaborate utilizzando un software speciale progettato per rilevare differenze di colore nella gamma spettrale non visibile, e hanno trovato un gruppo di tatuaggi non registrati in basso a destra della gabbia toracica della mummia che sono invisibili ad occhio nudo

Articolo di Stefano Borroni

fonte:http://www.archaeology.org/news/2918-150123-iceman-new-tattoos

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