Ieyasu Tokugawa, il fondatore della terza ed ultima dinastia dello shogunato giapponese,

Lo shogun (letteralmente “comandante militare”) era la figura politica che dal 1192 al 1868 ha di fatto governato il Giappone; questa carica nasce grazie all’impresa del samurai Yoritomo Minamoto (nel 1192), che riuscì, dopo aver sconfitto i clan rivali in una sanguinosa guerra civile, a farsi riconoscere dall’Imperatore Go-Toba (troppo debole politicamente e militarmente per potersi opporre agli eserciti di Minamoto) come shogun: questo titolo conferiva il dominio su tutte le forze armate del paese, garantendo così un potere politico e amministrativo piuttosto ampio, che andava a sostituire quello esercitato dall’Imperatore fino a pochi anni prima.


Ieyasu nasce in piena epoca Sengoku, il 31 gennaio 1453, con il nome di Takechiyo Matsudaira, in un clan (il Matsudaira appunto) vassallo degli Imagawa, che dominavano una piccola regione nel Giappone orientale.
Trascorse parte dell’infanzia e quasi tutta l’adolescenza come ostaggio, mandato inizialmente dal padre (Hirotada Matsudaira, capoclan) agli Imagawa come pegno di lealtà, fu catturato dal clan rivale Oda, che in questo modo impose una tregua forzata ai nemici: successivamente fu liberato da un esercito Imagawa, che lo ricondusse nei propri territori, tenendolo come ostaggio fino ai 19 anni.

A 19 anni cambiò nome, diventando Motoyasu Matsudaira, e gli fu permesso tornare nella sua provincia d’origine, ma allo stesso tempo gli Imagawa ordinarono che guidasse il suo clan (di cui era diventato capo dopo la morte del padre) in alcune campagne militari contro gli Oda.
Motoyasu vinse alcune battaglie e riuscì a conquistare la fortezza di Marune, dove decise di stanziare le sue truppe: in questo modo evitò di far parte della rovinosa battaglia intrapresa dai suoi signori Imagawa, che tentarono di conquistare Kyoto (capitale imperiale), fallendo però miseramente.

giapponeA questo punto Motoyasu, nel 1560, vista la morte del capoclan Imagawa, decise di allearsi con Oda Nobunaga (nuovo capoclan degli Oda) e invase le province dei suoi vecchi signori: in poco tempo riuscì a sottometterli, ribaltando così il vecchio rapporto di vassallaggio.
A questo punto si dedicò a solidificare la struttura amministrativa dei propri territori, arrivando nel 1567 a chiedere all’Imperatore Ogimachi il cambio di nome per la propria famiglia, trasformando il suo nome in Ieyasu Tokugawa.

Nonostante la sua indipendenza, Ieyasu dipendeva ancora dal volere di Oda Nobunaga, che nel 1568 era riuscito a conquistare Kyoto e a diventare de facto il padrone del Giappone: decise allora di espandere i propri domini, alleandosi con il clan Uesugi contro i Takeda, che confinavano a nord-ovest: in una guerra durata dal 1571 al 1575 riuscì a sconfiggerli, integrandoli nella sua zona d’influenza.

Nel 1582 morì l’uomo più potente del Giappone, Oda Nobunaga, lasciando un grande vuoto di potere: Ieyasu, nonostante vantasse ormai un grande prestigio, decise di non provare a conquistare il potere, lasciando così campo libero a Toyotomi Hideyoshi, che in poco tempo riuscì a togliere di mezzo gli altri pretendenti e a prendere il controllo del Giappone.

Inizialmente i rapporti tra Hideyoshi e Ieyasu non furono dei migliori, si incontrarono in battaglia più di una volta, ma senza incrinare troppo i loro rapporti: nel 1590, quando Hideyoshi decise di assalire i territori del clan Hojo (alleati dei Tokugawa), Ieyasu decise a malincuore di appoggiarlo, probabilmente per dimostrare la sua lealtà.
In questo modo riuscì ad accordarsi con Hideyoshi, che in cambio delle ex-province Matsudaira e Imagawa gli concesse le 8 province del Kanto (dove si trova l’odierna Tokyo) appena strappate al clan Hojo; in questo modo Ieyasu si allontanava dal centro politico di Kyoto, ma guadagnava molta più autonomia.

Hideyoshi morì nel 1598 lasciando come erede il figlio Hideyori, coadiuvato da un consiglio di reggenza, del quale faceva parte anche Ieyasu.
Subito dopo la morte del leader, si iniziarono a determinare due fazioni, una guidata da Ieyasu (quella “orientale”) e l’altra di Ishida Mitsunari (capo di quella “occidentale”); la guerra cominciò nel giugno del 1600, con Ieyasu che incontrò in battaglia e sconfisse gli Uesugi (vecchi alleati, ora passati con Mitsunari).
Ad ottobre Ieyasu guidò le sue truppe ad occidente per sconfiggere definitivamente il rivale; venne a scoprire che due importanti alleati di Mitsunari, il clan Mori e quello Kobayakawa avevano intenzione di disertare o comunque di non rispettare gli accordi presi: Ieyasu decise quindi di attaccare fulmineamente la fazione occidentale, che aveva radunato le sue forze nei pressi di Sekigahara.

Le forze in campo erano quasi pari, ma quando sembrava che Ieyasu potesse essere sconfitto, i Mori e i Kobayakawa decisero di entrare al suo fianco, schiacciando Mitsunari e consegnando la vittoria nelle mani della fazione orientale.
Mitsunari e tutti gli altri leader occidentali furono giustiziati e nel 1603, Ieyasu ( all’età di 60 anni) ottenne finalmente il titolo di “shogun”, cioè capo militare e de facto sovrano del Giappone.
Dopo due anni di governo abdicò in favore del figlio Hidetada, continuando comunque a mantenere una certa influenza sulle vicende politiche; nella veste di Shogun ritirato trattò degli accordi commerciali con le Province Unite e la Spagna e nel 1613 firmò il decreto di espulsione dei cristiani (europei o giapponesi che fossero).

Nel 1616 si ammalò e morì, il 1 giugno all’età di 73 anni, a Edo (Tokyo).

Articolo di Giulio Garlaschi

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