I 10 stati più piccoli d’Europa: quale la loro storia?

Da San Marino a Città del Vaticano, da Monaco a Cipro, le origini e la storia dei paesi più piccoli del vecchio continente. Seguiteci nel viaggio alla scoperta di come nacquero e del perchè oggi sono indipendenti

1) REPUBBLICA MONASTICA DEL MONTE ATHOS

Monastero di Simons Petras_jpg

Monastero di Simon Petras

È uno stato autonomo della Grecia, dotato di uno statuto di Flag_of_the_Greek_Orthodox_Church.svgautogoverno riconosciuto dalla Costituzione greca; attualmente ha una superficie di 335, 63 km2 e conta 1 811 abitanti, 1500 dei quali sono monaci ortodossi distribuiti in venti monasteri.
La capitale è Karyes.
È membro dell’Unione Europea a tutti gli effetti, anche se a un punto di vista fiscale il suo territorio è escluso dell’Imposta sul valore aggiunto mentre è compreso nell’area Schengen, anche se con alcue eccezioni rispettose delle tradizioni locali, anche se forse un po’ discutibili, come il secolare divieto di accesso alle donne.

La presenza di monaci nella regione del Monte Athos è attestata a partire dall’842, ed inizialmente erano per lo più eremiti che, appunto, cercavano l’isolamento in quel luogo isolato, che si riuniranno poi in colonie dall’862 circa. La comunità atonitica venne favorita dalla dinastia imperiale dei Comneni; fu invece perseguitata durante l’impero latino d’Oriente (1204-1261). Costituì, durante il XIV e XV secolo, il centro più importante del rinnovamento culturale bizantino, specie artistico, sotto i Paleologi; sottomessasi nel 1430 all’autorità del sultano, ebbe confermati privilegi e diritti tradizionali, dietro il pagamento di un tributo annuo. La partecipazione dei monaci ai moti greci per l’indipendenza del 1821 provocò la novennale occupazione militare turca del territorio, e successivamente la politica di penetrazione panslava degli zar russi condusse alla neutralizzazione della comunità monastica, col Trattato di Berlino del 1878. La Pace di Losanna del 1923 riconobbe sul Monte Athos la sovranità della Grecia, la quale, con lo statuto del 26 settembre 1926, riconobbe l’autonomia della Repubblica atonitica nell’ambito dello Stato ellenico, i cui poteri sono esercitati da un governatore. I venti monasteri sono retti attualmente secondo due sistemi: il cenobitico, proprio dei cenobi, dove denaro, vitto e vestito sono di proprietà collettiva e il governo è nelle mani dell’abate, e l’idiorritmico, relativo ai monasteri, i cui monaci si fanno pagare i servizi, e il potere è esercitato da una procura, organo collegiale oligarchico.

2) GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO
Unico granducato al mondo, è uno stato membro dell’Unione europea situato tra Germania, Francia e Belgio, senza sbocchi sul mare.
lussemburgo_6vz6r.T0Membro fondatore dell’Unione europea, della NATO, del Benelux e 2000px-Flag_of_Luxembourg.svgdelle Nazioni Unite, la sua capitale, l’omonima città di Lussemburgo, è la sede di numerose istituzioni e agenzie europee, oltre ad essere uno snodo finanziario di primaria importanza.
Ha una superficie di 2 586 km2 e conta 549 680 abitanti.

La sua storia inizia nel 963 con uno scambio tra il conte Sigfrido di Lussemburgo e l’abbazia di Saint-Maximin a Treviri sul Bock: sui resti di un “castellum” romano chiamato Lucilinburhuc (che significa “piccolo castello”), Siegfried fa costruire un castello, attorno al quale, nel corso dei secoli, si sviluppa una città fortezza.
Nel 1354 la contea del Lussemburgo viene elevata al rango di un ducato del Sacro Romano Impero. Con l’estinzione della dinastia dei Conti di Lussemburgo viene prima integrato nello stato borgognone di Filippo il Buono e successivamente passa agli Asburgo di Spagna, all’interno dei Paesi Bassi spagnoli, pur annessa temporaneamente da Luigi XIV nel 1684 al Regno di Francia.
Dopo il Congresso di Vienna del 1815 viene ricreato lo Stato del Lussemburgo, sebbene controllato dal regno dei Paesi Bassi, da cui si rende indipendente nel 1839, pur perdendo tuttavia parte del suo territorio in favore del Belgio (l’attuale Provincia del Lussemburgo); il Belgio era divenuto indipendente dai Paesi Bassi nel 1830, così rompendo la continuità territoriale, il che faceva del Lussemburgo un’enclave. Una grave situazione economica porta alla unione doganale con la Prussia con cui il Lussemburgo è indirettamente un membro della Zollverein nel 1842, e da cui uscirà solo nel 1918. Nel 1890, il Granducato passa alla Casa di Nassau-Weilburg: Lussemburgo e Paesi Bassi avranno d’ora in poi sovrani diversi.
Dopo l’occupazione tedesca nel periodo della prima guerra mondiale, i negoziati del Trattato di Versailles nel 1918 confermano l’indipendenza del paese. Nel maggio del 1940, la Germania nazista viola la neutralità del Lussemburgo e occupa il Granducato: il regime nazista considerava infatti il Lussemburgo come area tedesca (anche se i lussemburghesi erano contrari al regime). Il Paese, liberato dagli Alleati già nel settembre del 1944 dalle truppe statunitensi, fu rioccupato dalle armate naziste nel corso della controffensiva delle Ardenne.
Nel 1944 il paese aderisce al Benelux e nel 1948, il Lussemburgo è uno dei membri fondatori del Trattato di Bruxelles. Nel 1952 la città di Lussemburgo è diventata la sede della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). L’appartenenza alla Comunità economica europea è stata il punto di partenza di un’espansione economica caratterizzata da una forte immigrazione.
Nel 1995 la cittadina di Schengen ha acquisito fama internazionale in virtù del trattato che vi ebbe luogo, e che è alla base della libera circolazione all’interno dell’Unione europea.

3) PRINCIPATO DEL LIECHTENSTEIN
È racchiuso tra la Svizzera (Canton San Gallo a ovest, Canton Grigioni a sud) e l’Austria (Land Vorarlberg, a est); non ha liechtcosbocchi sul mare. La capitale è Vaduz. Burg_Gutenberg_-_Balzers-_LiechtensteinNonostante non confini direttamente con la Germania, è sempre stato da essa liberamente raggiungibile in maniera diretta, tramite la navigazione internazionale sul fiume Reno.
Non fa parte dell’Unione Europea e sul suo territorio viene utilizzato il franco svizzero.
Ha una superficie di 160 km2 e conta 38 842 abitanti.

Per secoli questo territorio, geograficamente lontano dagli interessi strategici dell’Europa, ebbe poco impatto sulla storia del continente. L’attuale dinastia prende il nome dal territorio che a sua volta deriva dall’omonimo Castello Liechtenstein, di cui la famiglia fu in possesso dal 1140 circa al XIII secolo e dal 1807 in poi. Attraverso i secoli, la dinastia acquisì nuovi territori, soprattutto in Moravia, nella Bassa Austria, in Slesia e in Stiria. La famiglia ottenne minuscole Signorie quali Schellenberg e la Contea di Vaduz (nel 1699 e nel 1712 rispettivamente).
Il 23 gennaio 1719 Carlo VI d’Asburgo decretò l’unione tra Vaduz e Schellenberg, ed elevò la locale contea a Principato con il nome di “Liechtenstein” in onore di Antonio Floriano del Liechtenstein. È in questa data che il Liechtenstein entrò ufficialmente a far parte degli Stati del Sacro Romano Impero.
Nel 1806, gran parte del Sacro Romano Impero venne invasa da Napoleone: l’Imperatore Francesco II abdicò e l’Impero venne sciolto. Come risultato, il Liechtenstein cessò di avere obbligazioni e a questo periodo si fa risalire la “sovranità indipendente” dello Stato. Dal 25 luglio 1806, quando venne fondata la Confederazione del Reno, il principe del Liechtenstein ne fu membro, vassallo de facto, come tutti gli altri stati aderenti, dell’Imperatore Napoleone Bonaparte, sino alla dissoluzione della Confederazione il 19 ottobre 1813.
Due anni dopo il Liechtenstein aderì alla Confederazione tedesca (20 giugno 1815 – 24 agosto 1866), presieduta dall’Imperatore d’Austria.
Sino al termine della prima guerra mondiale, il Liechtenstein fu sempre socialmente ed economicamente legato all’Impero Austriaco prima e a quello Austro-Ungarico poi. La devastazione economica subita durante il primo conflitto mondiale portò però il piccolo stato a concludere accordi monetari con la confinante Svizzera (che già ne curava la difesa dei confini). Al crollo dell’impero Austro-Ungarico, lo status venne sciolto da ogni residuo obbligo verso l’Austria.
Gli anni seguenti la prima guerra mondiale furono importanti per questo stato: nel 1921 fu varata la nuova Costituzione; nel 1923 il paese entrò in Unione Doganale con la Svizzera; nel 1924 il paese adottò come propria valuta il Franco Svizzero.
Questo periodo fu anche marcato da due gravi eventi: nel 1927 una terribile inondazione mise a dura prova l’economia del paese; nel 1928 il fallimento della “Sparkasse” (Cassa di Risparmio) del Liechtenstein, azzerò le riserve del locale Ministero del Tesoro.
Nel corso della seconda guerra mondiale, il Liechtenstein rimase neutrale e i suoi tesori e quelli della famiglia del principe vennero tratti in salvo a Londra. I principi del Liechtenstein vissero a Vienna sino all’Anschluss del 1938, che rappresentò un grave pericolo per il principato, dato che la condizione che ne aveva originato l’indipendenza era stata la rivalità tra Germania e Austria: venendo a mancare questa, veniva a mancare un prezioso bilanciamento di interessi esterni. L’espansionismo hitleriano rappresentò quindi un grave rischio, in quanto il Liechtenstein dal 1866 non aveva mai firmato un trattato di pace con la Prussia, e di conseguenza poteva considerarsi ancora in guerra con lo stato suo erede ovvero la Germania. Il più recente legame con la Svizzera scongiurò tale prospettiva.
Dopo la seconda guerra mondiale, la Cecoslovacchia, predecessore della Repubblica Ceca e della Slovacchia, agendo per sequestrare quelli che considerava possedimenti tedeschi, espropriò la totalità dei territori e dei possedimenti ereditari della dinastia dei Liechtenstein in Boemia, Moravia e Slesia. Queste espropriazioni a cui fu soggetta la famiglia sono ancora oggi discusse presso la Corte Internazionale di Giustizia, e includevano oltre 1.600 chilometri quadrati (dieci volte la dimensione del Liechtenstein) di terreno agricolo e foreste, oltre a svariati castelli e palazzi. Durante la Guerra fredda ai cittadini del Liechtenstein fu proibito di entrare nella Cecoslovacchia.
Un altro contenzioso si ebbe nel 1955 con il Guatemala a proposito di un tedesco cresciuto in Guatemala e divenuto cittadino del Liechtenstein, che fu arrestato come nemico al suo rientro in Guatemala.
Oggi, il Principe del Liechtenstein è uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato in circa 4 miliardi di dollari. Il popolo del principato detiene il più alto reddito procapite del mondo.

4) REPUBBLICA DI CIPRO
Cipro è la terza isola per estensione del Mar Mediterraneo, dopo Sicilia e Sardegna.
articleStato membro dell’Unione europea dal 1 maggio 2004, è situata 70 km a sud della penisola anatolica, a breve distanza dalle coste del Vicino Oriente (100 km) e 500 km a nord dell’Egitto.
La capitale è Nicosia.Flag_of_Cyprus_(1960-2006).svg

Le prime attestazioni di popolazioni insediate sull’isola di Cipro risalgono addirittura al 10.000 a.C.
Rimase sotto il dominio bizantino, salvo qualche incursione araba, dal IV secolo al 1191, quando, durante la terza crociata, Riccardo I d’Inghilterra conquistò l’isola contro Isacco Comneno di Cipro e la usò come base di rifornimento principale, dato che era relativamente al sicuro dai Saraceni. Un anno dopo venne venduta ai Cavalieri templari, che, a seguito di una sanguinosa rivolta, a loro volta la vendettero a Guido di Lusignano, che ne fondò un regno. Suo fratello e successore di Amalrico fu riconosciuto come re di Cipro da Enrico VI di Svevia. Nel XIV secolo divenne tappa dei pellegrinaggi in Terra santa.
Dopo la morte nel 1473 di Giacomo II, ultimo re Lusignano, la Repubblica di Venezia assunse il controllo dell’isola, mentre la vedova veneziana del defunto re, la regina Caterina Cornaro, esercitò formalmente il potere. Venezia annesse Cipro nel 1489, dopo l’abdicazione di Caterina: i Veneziani fortificarono Nicosia con la costruzione delle famose mura veneziane, usandola come un importante nodo commerciale. Durante il dominio veneziano, l’Impero Ottomano spesso fece incursioni nell’isola. Nel 1539 gli ottomani distrussero Limassol e quindi temendo il peggio, i veneziani fortificarono anche Famagosta e Kyrenia. Durante i quasi quattro secoli di dominio latino, esistevano a Cipro due comunità distinte, una greca e l’altra levantina. Nel 1571 venne occupata dagli Ottomani nonostante la resistenza degli abitanti di Nicosia e Famagosta.
In seguito alla guerra russo-turca (1877-1878) e al Congresso di Berlino, Cipro è stata affittata all’Impero Britannico che di fatto ha assunto la sua amministrazione nel 1878 (anche se, in termini di sovranità, è rimasto un territorio ottomano fino al 1914, insieme con l’Egitto e il Sudan) in cambio di garanzie che la Gran Bretagna avrebbe usato l’isola come base per proteggere l’impero ottomano contro un’eventuale aggressione russa. L’isola servì alla Gran Bretagna come base fondamentale militare nelle sue conquiste coloniali. Nel 1906, quando il porto di Famagosta fu completato, Cipro era un avamposto strategico navale che si affacciava sul Canale di Suez, la strada principale per l’India che era allora il possesso più importante d’oltremare della Gran Bretagna. A seguito dello scoppio della prima guerra mondiale e la decisione dell’Impero ottomano di aderire alla guerra a fianco degli Imperi centrali, l’impero britannico formalmente annesse Cipro, Egitto e Sudan il 5 novembre 1914.

Divenuta indipendente nel 1959, fu subito interessata da forti tensioni di carattere etnico, tanto che un colpo di Stato della maggioranza etnica greca fornì il destro alla Turchia d’intervenire militarmente, in base al Trattato di Zurigo, e di occupare una porzione di territorio assai più grande di quella su cui viveva la minoranza etnica turca. Nacque così la Repubblica Turca di Cipro del Nord, priva di riconoscimenti internazionale (salvo la Turchia) e di fatto strettamente legata ad Ankara.
Solo la parte greca dell’isola, in seguito ad un referendum del 2004 dall’esito negativo a causa della zona turca, contraria, ha potuto aderire all’Unione Europea.

5) CITTÀ DEL VATICANO

Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo Stato indipendente del mondo sia per popolazione (836 abitanti) sia per estensione territoriale (0,44 km²), 20150112140801-vaticanoma allo stesso tempo è anche al secondo posto in Europa per densità di popolazione. Flag_of_the_Vatican_City.svg
La Città del Vaticano è un’enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato vige un regime di monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale con a capo il papa della Chiesa Cattolica. La lingua ufficiale dello Stato è l’italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede.
Batte moneta propria, ma per effetto dell’unione doganale e monetaria con l’Italia adotta l’euro che negli otto tagli delle monete metalliche riportano nella faccia nazionale l’effigie del papa regnante, o comunque soggetti vaticani.
Il termine Vaticano deriva, secondo alcune fonti, tra cui l’autore latino Aulo Gellio, dal nome di un’antica divinità romana, Vaticanus; altri sostengono una sua derivazione dal verbo latino vaticinor, in italiano “predire”, supponendo che nella zona vi fossero diversi oracoli (luoghi di preghiera e predizioni del futuro).

Lo Stato della Chiesa, che per circa un millennio si era esteso su buona parte dell’Italia centrale, costituendo la base territoriale del potere temporale dei papi, fu integralmente annesso al Regno d’Italia nel 1870, quando i bersaglieri, il 20 settembre, penetrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia, astenendosi dall’occupare militarmente il solo rione Borgo. Il territorio lasciato al Pontefice si restrinse ulteriormente nei giorni successivi alla sola cerchia delle mura leonine, per richiesta dello stesso cardinale segretario di stato, Giacomo Antonelli, che paventava problemi di ordine pubblico e si faceva portavoce del rifiuto di Pio IX a diventare una sorta di sovrano di un solo rione; in realtà, ciò nascondeva l’intento di far pesare ancora di più la prigionia del Papa, sperando in una nuova restaurazione per recuperare tutto lo Stato Pontificio. Col Regio Decreto del 9 ottobre 1870 n. 5903 Roma fu ufficialmente proclamata capitale d’Italia e fu soppresso il potere temporale dei papi. Pio IX, sovrano spodestato militarmente, non dette né adesione né consenso all’occupazione italiana, e nemmeno alla legge delle Guarentigie, che fu proclamata unilateralmente dallo Stato occupante, nell’intento di mantenere e garantire l’indipendenza spirituale del Papa (ma non la sua sovranità) e la prosecuzione della sua missione religiosa; egli si considerò prigioniero in Vaticano, e non ne uscì mai più, pur continuando a esercitare il pontificato.
Nacque in questo modo la cosiddetta “Questione Romana”, che incise negativamente sui rapporti tra Regno d’Italia e Chiesa cattolica per 59 anni; per risolvere il problema ci furono lunghe trattative diplomatiche, durante le quali fu più volte ipotizzata la costituzione di un nuovo Stato, la cui estensione, a seconda delle proposte, variava dalla sola area a disposizione del Papa sin dall’ottobre 1870 ad un territorio esteso fino al mare o che comprendesse almeno un accesso al Tevere, come garanzia della possibilità di raggiungere i fedeli fuori d’Italia senza percorrere territorio italiano; o comunque si ipotizzava un territorio non troppo minuscolo che giungesse fino a Villa Doria Pamphilj. Tali ultime ipotesi vennero infine meno sia per la decisione di Mussolini di non cedere porzioni significative di territorio italiano sia per il timore di Pio XI di essere eccessivamente distolto da problemi temporali. La Questione fu infine risolta l’11 febbraio 1929, quando i due Alti Contraenti firmarono i Patti Lateranensi, con i quali si riconobbero reciprocamente il carattere di indipendenza e di sovranità, e che furono l’atto istitutivo dello Stato della Città del Vaticano, con il quale l’Italia riconosce al Papa la piena sovranità e indipendenza sulla sola ed esclusiva parte del territorio della città di Roma compreso nella cerchia delle mura Leonine, oltre che sulla Piazza San Pietro. Questo territorio, pur estremamente ridotto, è riconosciuto a livello internazionale e assicura così l’indipendenza sovrana della Santa Sede rispetto a qualsiasi altro potere politico. La convenzione finanziaria fornì i mezzi per l’autonomia economica della nuova formazione statale.
Nel 1948 i Patti furono riconosciuti nell’articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana.

6) MALTA:

situato a poche decine di chilometri dalle coste italiane, il paese è composto da un piccolo arcipelago di isole, abitate da Last-minute-Maltacirca 368.000 persone. Data la piccola estensione, 360 km quadrati, si tratta di uno degli stati più densamente abitati ed ha capitale la città La Valletta.

Fa parte della comunità europea e dal 2008 ha adottato l’Euro come moneta ufficiale

La sua storia si incrocia con tutti i principali popoli che nel corso dei secoli hanno dominato il Mediterraneo, dai fenici passando per i romani, i bizantini, gli arabi, i francesi ed infine gli inglesi. Famosa per essere stata anche proprietà dei Cavalieri Ospitalieri e per aver resistito agli attacchi dei turchi, passò al dominio inglese nel corso del XIX secolo, dopo che Napoleone ebbe occupato le isole maltesi. I britannici, in guerra con la Francia, ne presero possesso e non le lasciarono più fino il 21 settembre 1964, quando Malta ottenne l’indipendenza.

7) SAN MARINO

è una piccola repubblica situata tra le Marche e l’Emilia Romagna e conta 32.538 abitanti, con un’estensione di appena 61,19 km². Fortress_of_Guaita_2013-09-19 2000px-Flag_of_San_Marino.svgFa parte del Consiglio d’Europa.

Secondo la tradizione, la repubblica di San Marino è indipendente fin dalla sua nascita, avvenuta il 3 settembre 301 d.C, e ciò fa della repubblica la più antica al mondo. Nacque, sempre secondo le fondi antiche, quando un taglialena cristiano cercò rifugio sul monte Titano, mentre scappava dalle persecuzioni ordinate dall’imperatore Diocleziano e dando vita ad una piccola comunità cristana.

Riconosciuta come indipendente già nel 1291 dallo Stato Pontificio, la repubblica subì nel corso della sua storia alcune minacce alla sua indipendenza: durante l’età moderna fu Cesare Borgia a cercare di impadronirsi del territorio, mentre un secondo tentativo fu tentato nel 1739 dal cardinale Alberoni.

8) MONTENEGRO

Con una popolazione di 672.180 abitanti e una superficie di 13.812 km², il Montenegro rientra a pieno titolo nella categoria degli stati più piccoli e meno popolati. La sua capitale è Podgorica.2000px-Flag_of_Montenegro.svg

ta2La sua storia si fonde con quella dell’impero romano prima e con l’erede bizantino dopo. In seguito al declino dell’impero subisce l’invasione dei popoli slavi che conquistano la penisola balcanica. Il Montenegro ottiene nel Medioevo l’indipendenza e viene denominato Zeta, come principato serbo indipendente. Invaso dai turchi nel corso del XV secolo, riuscì a mantenere una parziale indipendenza, grazie all’intervento della Serenissima che esercitò la sua influenza nella parte costiera della regione, definita “Albania veneziana”

Con la fine dell’impero ottomano le carte in tavola si mischiarono nuovamente, fino al punto che il Montenegro divenne protagonista nelle guerre balcaniche di inizio 900 e che ne determinarono un notevole ingrandimento territoriale; tuttavia alla fine della prima guerra mondiale venne incorporata nel nuovo stato jugoslavo. Rimasta insieme a Belgrado anche dopo lo scioglimento della Jugoslavia con una repubblica denominata Serbia-Montenegro, è diventata infine indipendente nel 2006 attraverso un referendum passato per appena 2300 voti.

9) PRINCIPATO DI MONACO

è uno degli stati più piccoli al mondo in assoluto, con un territorio di appena 2km quadrati ed una popolazione che tuttavia supera i 35.000 abitanti. Ha adottato l’Euro come valuta ufficiale. 2000px-Flag_of_Monaco.svg

montecarloL’indipendenza viene fatta risalire al 1297, quando il guelfo Francesco Grimaldi, detto Malizia, si impadronisce del palazzo dei principi. Contesa a lungo dalle principali famiglie aristocratiche genovesi, con la protezione fornita dai sovrani francesi ha inizio nel 1489 un’indipendenza de facto, garantita per prima dal re di Francia Carlo VIII.

Travolta nel corso del 1500 dalle forze di Carlo V, ritrovò pochi decenni dopo la propria autonomia finchè nel 1612 i Grimaldi ottennero il titolo di principi e Monaco divenne legittimamente un principato. In seguito furono i Savoia a mantere indipendente il principato, finchè nel corso del risorgimento il Piemonte dovette consegnare il nizzardo e la Savoia alla Francia in cambio del proprio aiuto militare. Così facendo il principato rimase circondato solo da possedimenti francesi e ritornò sotto la protezione dello stato francese, fu  così infatti che durante il XIX secolo il principato assunse la lingua francese come propria.

10) ANDORRA

è il sesto paese più piccolo del mondo, con un’estensione di poco più di 468 km² ed una popolazione di appena 85000 persone circa. Flag_of_Andorra.svgNonostante non sia membro dell’Unione Europea la sua moneta è l’Euro e le sue normative sono in linea in genere con i regolamenti europei.

andorra-turistic-placeLa tradizione vuole che Andorra sia diventata indipendente già per mano di Carlo Magno, nel corso del VIII-IX secolo d.C. In realtà il piccolo stato deve la sua indipendenza si alla protezione francese, ma anche alla rinuncia della Spagna verificatasi dopo la spedizione fallita nel 1505. Attualmente è retta da due capi di stato: uno è il presidente della repubblica francese e l’altro è il vescovo della città spagnola di Urgell. Questa consuetudine nacque nel 1278, quando il conflitto tra il vescovo di Urgell e i francesi venne risolto dalla firma di un accordo (pareatge), che stabiliva come la sovranità di Andorra sarebbe stata divisa tra il francese Conte di Foix e il vescovo insediato a La Seu d’Urgell, nella regione spagnola della Catalogna. Quando la Francia smise di essere una monarchia per diventare definitivamente una repubblica, la rappresentanza passò ai presidenti della repubblica francesi.

Articolo di Stefano Borroni e Giulia Battistotti

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Un pensiero su “I 10 stati più piccoli d’Europa: quale la loro storia?

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