L’incredibile lettera di un legionario romano alla famiglia

Nonostante siano passati quasi 2000 anni dalla sua scrittura , potrebbe sembrare in realtà che questa missiva sia stata scritta dai nostri nonni o papà durante i conflitti mondiali. Contenuta in un papiro, ritrovato 150 anni fa in Egitto ad Tebtunis, è stata solo recentemente tradotta dal greco.

Pannonia_SPQR

Pannonia – Rosso scuro

Uno studente dottorando dell’Università di Rice, Grant Adams, ne ha infatti svelato il contenuto e riportato in vita il messaggio, scritto dal soldato Aurelio Polione (Aurelius Polion). Egli si trovava di stanza in Pannonia, lontano da casa, e serviva la Legio II Auditrix. Sembra avesse qualche problema in famiglia e da come si evince nella sua lettera pare volesse richiedere un permesso per poter risolvere i propri problemi. (In parte la lettera risulta illegibile, da come si può vedere nell’immagine sottostante al testo)

(traduzione tratta dal sito: http://zweilawyer.com/2014/12/22/la-lettera-di-un-legionario-romano-alla-famiglia-iii-secolo/comment-page-1/#comment-273864)

Aurelius Polion, soldato della Legio II Auditrix, a suo fratello Heron, alla sorella Ploutou, alla madre Seinouphis la panettiera e signora (?), tanti cari saluti. Prego giorno e notte che voi godiate di buona salute, e omaggio sempre tutti gli dei da parte vostra. Io non smetto di scrivervi, ma voi non pensate mai a me. Ma io faccio la mia parte scrivendovi sempre e non smettendo mai di stare vicino a voi con la mente e con il cuore. Eppure non mi scrivete mai per dirmi della vostra salute e di come ve la cavate. Sono preoccupato per voi, perché sebbene riceviate spesso lettere da me, non avete mai risposto, così non posso sapere come voi … mentre ero in Pannonia vi ho spedito (delle lettere), ma mi avete trattato come un estraneo … sono partito … e voi siete felici che (?) … l’esercito.  Io non ho … voi … per l’esercito, ma io … sono andato via da voi. Vi ho mandato sei lettere … proverò a ottenere un permesso dal comandante e verrò da te in modo che tu possa capire che sono tuo fratello… Ho chiesto (?) niente a voi per l’esercito, ma vi ho delusi perché sebbene vi abbia scritto, nessuno di voi (?) … ha considerazione. Sentite, vostro (?) vicino … sono tuo fratello. Anche voi, rispondetemi … scrivetemi. Chiunque di voi …, inviate il suo … a me. Salutate mio padre Aphrodisios e mio (?) zio (?) Atesios … sua figlia … suo marito e Orsinouphis e i figli della sorella di sua madre, Xenphon e Ouenophis conosciuto anche come Protas … gli Aureli

retro della lettera

ai figli e a Seinouphis la panettiera … da (?) Aurelius (?) Polion, della legione II Adiutrix … dalla (?) Pannonia Inferior (?) … Consegnata a Acutius(?) Leon(?), veterano della legione … da parte di Aurelius Polion, soldato della legione II Adiutrix, affinché la possa inviare a casa.

Aurelius-Polion-Letter

University of California / Berkley’s Bancroft Library

Da come si evince dal testo, la lettera fu consegnata ad un soldato veterano per essere portata a casa. Non sfugge lo stato di ansia di Aurelio; a quel tempo non esisteva internet né un modo veloce di viaggiare, dunque comunicare con un posto lontano migliaia di chilometri poteva richiedere settimane se non mesi. Si tratta di un mondo che per certi aspetti oggi ci è completamente sconosciuto ma che tuttavia conserva in sé gli stessi identici sentimenti. Non sapremo mai se il soldato sia riuscito ad arrivare a casa, abbracciare la sua famiglia e sistemare i suoi guai; non sono mai state ritrovate missive con un soldato Aurelius Polion come destinatario né probabilmente saranno mai ritrovate.

Quel che soprende però è l’attualità delle parole di Aurelio e la sua fragilità. Con la sua testimonianza sembra davvero che la testa e il cuore degli uomini non sia cambiati di molto negli ultimi millenni.

P.S. il soldato scrive in greco e non in latino poichè la lingua più usata nelle province orientali era proprio il greco. Secondo Grant Adams il testo è pieno di errori grammaticali (un ulteriore elemento di difficoltà per la sua traduzione); Aurelio era probabilmente abituato a scrivere in latino per via del suo ruolo nell’esercito e questa caratteristica sarebbe ben visibile nella sintassi usata, in alcuni casi più simile a quella latina che a quella greca.

Articolo di Stefano Borroni

Note autore

L’articolo orginale è comparso sul sito: http://news.rice.edu/2014/03/14/rice-grad-student-deciphers-1800-year-old-letter-from-egyptian-soldier/,

Un pensiero su “L’incredibile lettera di un legionario romano alla famiglia

  1. L’ha ribloggato su VITADIFRONTIERAe ha commentato:
    Una ricerca pubblicata nel 2012 sul “Bollettino della Società Americana di Papirologia”, volume 49, da parte dell’allora dottorando Grant Adams dell’Università di Rice, racconta un episodio curioso. Una lettera dal fronte di un soldato romano che tra il I e II secolo d.C. si trovava in Pannonia (attuale Ungheria). Questa storia è stata ripresa recentemente da Stefano Borroni sul blog “amantidellastoria” e proprio qui voglio riproporre il suo articolo. Una voce dal confine romano nell’est Europa.

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