Perchè gli europei sono bianchi

Gli Europei, prima di arrivare alla caratteristiche genetiche e somatiche distintive che li accomunano oggi, hanno dovuto passare attraverso un lungo processo di modificazione genetica. ‘Lungo’ per modo di dire: circa 8000 anni per l’esattezza, che per i tempi dei meccanismi genetici, dell’antropologia e della geografia, sono davvero insignificanti. Ciò è stato dovuto ad una massiccia immigrazione nel continente europeo da parte di varie popolazioni che, originariamente, erano di pelle scura e, per di più, intolleranti al latte.

Tale ipotesi è sostenuta da un confronto con il genoma di 83 ‘nostri antenati’ e quello di coloro che hanno occupato l’Europa recentemente e presentata all’84° congresso dell’American Association of Physical Anthropologists, che si è tenuto a St.Louis dal 25 al 28 marzo scorso. A sostegno della tesi, il team di ricercatori, sin dall’inizio del 2015, ha dimostrato che il vecchio continente è stato raggiunto da tre diverse popolazioni, le quali si sono incrociate tra di loro in più fasi consecutive e che poi le lingue indoeuropee sarebbero state importate nel nostro continente circa 4500 anni fa, dopo che la tribù nomade degli Yamnaya aveva lasciato le steppe per raggiungere il Mar Nero. Ma il gruppo non si ferma qui: vogliono andare oltre e capire quali geni, resistiti alla selezione naturale, ci hanno permesso di mutare così rapidamente. Secondo i genetisti Iain Mathieson e David Reich, sarebbero cinque i geni responsabili della base di alcune nostre caratteristiche, come la dieta, gli aspetti della corporatura e il colore della pelle. “Stiamo, ora, ottenendo un’immagine più dettagliata di come funziona la selezione naturale”, commenta al magazine scientifico Georgy Perry, genetista antropologico, non coinvolto nelle analisi.
“Il punto di partenza del team”, spiega la giornalista Ann Gibbson, “è stato quello di confermare la tesi di un altro report, secondo la quale 8000 anni fa i cacciatori e coltivatori europei non riuscivano a digerire lo zucchero presente nel latte, cosa comune –sorprendentemente- anche tra i primi contadini. La spiegazione di tutto ciò starebbe l’assenza della versione del gene LCT che permette agli adulti di assimilare il lattosio, un gene che mancava sia i coltivatori che arrivarono dal vicino Oriente 7800 anni fa, sia nei pastori Yamnaya. Sembrerebbe dunque che la tolleranza all’alimento si sia diffusa non prima di 4300 anni fa.” Per la statura, invece, c’è da fare un discorso più ampio. L’Europa del Nord e del Centro sono riconosciute per l’alta statura dei suoi abitanti. Ciò è dovuto ai geni, che sono stati favoriti e si sono sviluppati soprattutto dopo la migrazione degli Yamnaya. Contrariamente, circa 6000 anni fa in Italia e particolarmente in Spagna, forse per adattarsi alla dieta scarsa alle fredde temperature, la statura media era diminuita.

Tuttavia, il tratto più caratteristico dell’europeo odierno è, per l’appunto, il colore dell’epiderme, la nostra pelle: bianca. Ed è proprio qui che la cosa si fa interessante. Si suppone che gli europei odierni, arrivati dall’Africa circa 40.000 anni, avessero la pelle scura, adatta per le zone del pianeta particolarmente soleggiate. 8500 anni fa, due geni responsabili della depigmentazione dell’epiderme, precisamente il SLC24A5 e il SLC45A2, mancavano ai nostri antenati, sostiene la ricerca. E non è tutto: ulteriori studi effettuati a Motala, in Svezia, hanno trovato circa 7 persone con entrambe le particelle cromosomiche. Di più: avevano anche l’HERC2/OCA, responsabile della formazione degli occhi blu. In Nord Europa, oltre ad avere una statura più alta, gli abitanti erano di pelle chiara e con occhi chiari, mentre nel resto dell’Europa centrale e meridionale la pelle era ancora scura.
Dunque, come siamo arrivati ad avere la pelle chiara? Riassumendo: i primi agricoltori arrivati dal vicino continente portavano un carico di geni che davano alla pelle il colore bianco. Una delle due particelle si è diffusa in Europa quando i neo-colonizzatori si sono mischiati con i vecchi indigeni, portando anche le popolazioni meridionali ad avere la pelle chiara. Ma l’altro gene, l’SLC45A2? Quello, invece, si è affermato solo 5800 anni fa. “Tuttavia”, annota la giornalista, “la ricerca ha una lacuna: gli autori non spiegano per quale motivo quelle particelle cromosomiche siano state sottoposte alla selezione naturale.” La paleoantropologa Nina Jablonski, della Pennsylvania State University, sembrerebbe avere una risposta, almeno per quanto riguarda la pelle: la massimizzazione della vitamina D, utile per assorbire il calcio e il fosforo. “Questi dati sono molti interessanti perché, oltre ad aver dimostrato che il cambiamento è recente, ci hanno fatto capire i complessi meccanismi della selezione”, aggiunge la Jablonski. Chiude la giornalista, sintetizzando il discorso: “Le persone che vivono alle latitudini settentrionali spesso non ricevono abbastanza raggi ultra violetti per sintetizzarla. E la selezione potrebbe aver favorito due soluzioni genetiche per risolvere il problema: la diffusione della pelle bianca, che assorbe gli UV in modo più efficiente, o la tolleranza al lattosio capace di digerire gli zuccheri e la vitamina D naturalmente presenti nel latte”.

Articolo di Lorenzo Naturale

Fonti:

http://www.repubblica.it/…/ecco_perche_siamo_diventati_bia…/

http://en.wikipedia.org/wiki/Yamna_culture

http://en.wikipedia.org/wiki/HERC2

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3325407/

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