La prima guerra mondiale e l’uso dei gas come arma di distruzione di massa

Il 22 aprile 1915, sul Fronte Occidentale, nei pressi della cittadina belga di Ypres, già teatro di battaglia della Prima Battaglia di Ypres, cominciata il 21 ottobre 1914, un drammatico evento segnò quella giornata di primavera: la 45° divisione delle truppe algerine francesi, assieme all’87° divisione territoriale francese, vicino alla quale si trovava anche una divisione canadese, nei pressi di Langemarck, vennero investite da una densa nube d’un odore che ricordava quello della senape: era il tioetere del cloroetano, un gas vescicante a base di cloro, denominato successivamente iprite, richiamando il nome della località, o gas mostarda, per il suo odore. Infatti, i tedeschi, alle 17.30 di quel giorno rilasciarono, da circa 4000-5.730 bombole, su un fronte di circa sei chilometri, 168 tonnellate del gas, che nel giro di pochi minuti uccisero tantissimi soldati.

Soldati alleati nella battaglia di Ypres

Soldati alleati nella battaglia di Ypres

Le truppe algerine fuggirono aprendo un varco di 800 metri sulla linea del fronte. I tedeschi, muniti di maschere anti-gas (gli avversari dovettero, invece, ricorrere a fazzoletti imbevuti di urina, contenente ammoniaca, per proteggersi), avanzarono e fecero 2000 prigionieri, catturando anche 51 cannoni. Tuttavia, i tedeschi non approfittarono del vantaggio tattico, in primo luogo perché l’attacco era di natura puramente sperimentale, tant’è che non avevano nemmeno pensato di andare oltre il saliente di Ypres; in secondo luogo, non avevano riserve di gas sufficienti per procedere con successo attraverso il varco, approfittando del vantaggio.

Il giorno successivo i tedeschi, sempre nei pressi di Langemarck, rilasciarono il gas sulla divisione canadese che, pur combattendo valorosamente (si ricordi il Caporale Frederick Fisher, che ottene, alla memoria la Victoria Cross, più alta onorificenza dell’Impero Britannico e prima del suo reggimento) venne sopraffatta.

Il 24 aprile infuriava la Seconda Battaglia di Ypres, cominciata appena 2 giorni prima: l’artiglieria tedesca, assieme alle mitragliatrici, falciò numerosi soldati indiani e britannici che correvano nella terra di nessuno. Un altro canadese, il Sgt. Maggiore di compagnia Frederick Hall, ottene, alla memoria, la Victoria Cross, dopo essere uscito due volte da una trincea per soccorrere i compagni ed essere ucciso da una raffica al secondo rientro.

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Mitragliere belga

La stessa sera, il generale inglese Smith-Dorrien, in Europa con la BEF sin dalla battaglia di Mons, del settembre del 1914, si recò al Quartier Generale di Sir John French, comandante della BEF (British Expeditionary Force), pregandolo di sospendere gli attacchi. Tutto fu vano: la mattina dopo, altri 15.000 soldati indiani e britannici furono mandati all’assalto e uccisi in quanto le bandiere gialle che sventolavano, necessarie per farsi individuare dall’artiglieria alleata, furono viste anche da quella tedesca. Le truppe indiane, al centro dell’offensiva, si ripararono come potevano in campo aperto, mentre i tedeschi liberarono nuovamente i gas. Le truppe coloniali francesi, composte da senegalesi, ricevettero dunque l’ordine di effettuare un’azione diversiva ai fianchi inglesi, ma i gas li terrorizzarono a tal punto che spararono ai propri ufficiali e, in preda al panico, fuggirono e scapparono nelle retrovie, saccheggiando i magazzini e commettendo efferatezze sulle infermiere e sul personale medico.

Nello stesso giorno, un terzo canadese, il capitano medico Francis Scimager, venne decorato con la Victoria Cross: per 4 giorni operò nei pressi del campo di battaglia e, quando i tedeschi bombardarono l’ospedale da campo, Scimager organizzò uno sgombero dei feriti, portando in salvo personalmente un uomo in gravi condizioni. Tuttavia non ce la fece a proseguire, rimanendo quindi accanto al ferito e sotto il fuoco nemico, in attesa dei soccorsi.

2000 canadesi morirono in quei pochi giorni: tuttavia, il loro sacrificio, assieme alla difficoltà di utilizzo del gas da parte dei tedeschi, a causa dei venti incerti, permise alle truppe di resistere e bloccare l’avanzata dell’esercito del Kaiser.

Sebbene Lord Kitchener fosse furioso e commentò con asprezza la brutalità con la quale i tedeschi usarono i gas, ironicamente, il giorno dopo la sua dichiarazione ebbe il permesso da parte del Consiglio di Guerra di usare i gas contro l’esercito imperiale.

La devastazione nella città di Ypres

La devastazione nella città di Ypres

Una terribile arma di distruzione di massa viene a sfatare il mito della guerra breve, combattuta ancora con un’impostazione e logica ottocentesca.

Sir John French, riferendosi al 22 aprile, comunicò a Lord Kitchener, Segretario di Stato alla Guerra inglese: “Centinaia di uomini caddero in stato comatoso o in agonia.”

Scrive Erich Maria Remarque nel suo libro, Niente di nuovo sul fronte Occidentale: “Questi primi momenti con la maschera calata, decidono della vita e della morte di un uomo: sarà impenetrabile? Ho presenti le orribili cose viste all’ospedale: gli asfissiati, che soffocando giorno per giorno vomitano pezzo per pezzo i polmoni abbruciati.”

Articolo di Lorenzo Naturale

Fonti:
Martin Gilbert, “La Grande Storia della prima guerra Mondiale”
E.M. Remarque, “Niente di nuovo sul Fronte Occidentale”.

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