La dichiarazione di Stoccolma (1972)

La prima conferenza convocata dall’ONU per discutere dei problemi ambientali e la successiva Dichiarazione di Stoccolma è stato il primo passo verso la creazione di una sensibilità ambientalista a livello mondiale ed è rimasta il punto di riferimento fino a Rio ’92.

Qualche dato. La Dichiarazione venne formulata tra il 5 e il 16 giugno 1972 durante una conferenza che vide la partecipazione di 113 Paesi (108 membri dell’ONU). Non parteciparono a tale incontro l’URSS e tutti i Paesi nell’orbita sovietica appartenenti al Patto di Varsavia.
E’ abbastanza interessante osservare come uno dei principali Paesi che detengono tutt’ora il monopolio della produzione di petrolio nel mondo (basti pensare alle grandi aziende enrgetiche come Gazprom) non abbia partecipato alla prima conferenza sull’ambiente.
La Dichiarazione si compone di due parti:
-il Preambolo, composto da 7 articoli in cui vengono elencate le idee principali su cui si muove la conferenza
-la Dichiarazione vera e propria, composta da 26 principi fondamentali

L’obbiettivo stesso della Dichiarazione viene spiegato nell’introduzione dove si parla di “..insipirare e guidare i popoli del mondo verso una conservazione e miglioramento dell’ambiente umano”.
Il tema centrale dell’elaborato finale è tuttavia l’uomo. Egli è al centro di ogni discorso, di ogni frase. La responsabilità sull’ambiente appatiene solo a lui.
Ecco perchè all’articolo 1° del Preambolo si afferma che “l’uomo è al tempo stesso creatura e artefice del suo ambiente” mentre all’articolo 5° si dice che “..di tutte le cose al mondo gli uomini sono le più preziose”.
Non confondiamola con un’esaltazione dell’antropocentrismo, per niente. Anzi, l’uomo viene posto al centro del discorso proprio per sottolineare l’importanza del suo ruolo all’interno dell’ambiente e il senso di responsabilità che deve seguire ogni suo gesto.

Analizzando la Dichiarazione vera e propria, risalta l’articolo 1°: “L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’uguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti […] egli ha il dovere solenne di proteggere e migliorare l’ambiente a favore delle generazioni future”.
E’ interessantissimo questo articolo. In due frasi vengono utilizzate due espressioni bellissime: il diritto a condizioni di vita soddisfacenti e il dovere solenne di proteggere l’ambiente. Quando mai nella storia in una Dichiarazione avevamo sentito parlare di questi temi?
Ma proseguiamo con l’analisi degli articoli più importanti.
All’articolo 4° si utilizza un’altra espressione bellissima: “L’uomo ha particolare responsabilità nella salvaguardia e nella saggia amministrazione del patrimonio ambientale”, e poco più avanti si afferma il principio fondamentale della bio-economia (quella teoria in seguito sviluppata dall’economista rumeno Nicholas Georgescu-Roegen che unisce in maniera inscindibile lo sviluppo sostenibile con la crescita economica): “La conservazione della natura […] deve pertanto avere un posto importante nella pianificazione per lo sviluppo economico”.
Dopo aver incoraggiato la lotta all’inquinamento e l’arresto dello scarico di sostanze tossiche e aver condannato il colonialismo e il razzismo si afferma la necessità di una “..concezione integrata e sviluppata delle pianificazioni dello sviluppo” (articolo 13°).
Un’altra espressione molto interessante la troviamo all’articolo 21°: “Gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le loro risorse secondo le loro politiche in materia di ambiente”.
Terminiamo con l’articolo 26°, senza dimenticarci che siamo ancora nel 1972 (non c’è ancora stato Seveso, Chernobyl, Fukushima..): “All’uomo e al suo ambiente devono essere risparmiati gli effetti delle armi nucleari e di tutti gli altri mezzi di distruzione di massa. Gli Stati devono tentare di raggiungere un accordo […] per la eliminazione e la completa distruzione di tali armi”.

Per una completa lettura del testo: http://www.arpal.gov.it/…/Dichiarazione_di_Stoccolma.pdf

Guglielmo M.

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