10 cose da sapere su Ulysses S. Grant

1- La “S” nel nome di Grant non significa nulla.

Il suo vero nome completo era Hiram Ulysses Grant. La “S” è dovuta ad una trascrizione sbagliata di un deputato del Congresso dell’Ohio, Thomas Hamer, nel momento in cui Grant si iscrisse per partecipare a West Point. Grant cercò di cambiarlo, ma la “S” non venne rimossa e lui stesso la accettò. Scrisse nel 1844 una lettera alla futura moglie, Julia Dent, scherzandoci sopra: “Trovami un nome che cominci per S… sai, ho una “S” nel mio nome che non so per cosa stia!”

2- Era sfortunato negli affari.

Dopo dieci anni di ottimo servizio nell’Esercito e dopo aver combattuto nella guerra messicano-statunitense, nel 1854 viene congedato. I successivi 7 anni li passerà facendo vari lavori: contadino, agente immobiliare ed esattore, ma con insuccesso. Per un periodo dovette addirittura ridursi a vendere legna da ardere nelle strade di St. Louis e quando la Guerra civile americana scoppiò, stava ancora lavorando duramente nell’industria di cuoio e pellame della famiglia, in Illinois. Grant provò ad avviare un’azienda anche dopo aver fatto il suo mandato di Presidente alla Casa Bianca, ma con la stessa sfortuna: infatti, nel 1884 dichiarò la bancarotta per la sua agenzia finanziaria, fondata con suo figlio ed un uomo chiamato Ferdinand Ward, il quale mandò in fallimento il progetto poiché chiese ai suoi investitori grandi

quantità di denaro, delle quali non fece buon uso.

3- Vinse la prima grande offensiva dell’Unione durante la Guerra civile.

All’inizio della guerra non ricoprì ruoli importanti. Tuttavia, poco tempo dopo, venne messo a capo di un reggimento di volontari dell’Illinois e promosso a generale di brigata. Diede prova della sua condotta aggressiva nel febbraio 1862, quando fece capitolare 15’000 soldati confederati a Fort Donelson, in Tennessee. Pare che sia lì che abbia proclamato la famosa frase al comandante del forte: “Nessuna resa sarà accettata se non quella completa e incondizionata”. Infatti, fu la prima volta che le forze dell’Unione catturavano un’intera unità Confederata di grandi dimensioni. I soldati dell’Unione “inondarono” di sigari Grant, poiché pare che durante l’assalto ne stesse fumando uno. Prima della fine della guerra, Grant accettò la resa di altre due armate confederate: a Vicksburg, in Mississippi e ad Appomattox, in Virginia.

4- Era un alcolista.

I primi problemi con l’alcool si presentarono nei primi anni ’50, quando fu obbligato a dare le dimissioni dall’Esercito perché era stato trovato ubriaco in servizio. Riuscì a tenere a bada il problema per gli anni successivi, ma con lo scoppio della Guerra Civile Americana tornò a bere. Fu tenuto sotto controllo dal suo aiutante maggiore, il Colonnello John Rawlins (era astemio), ma tra i soldati si vociferava che Grant era solito essere ubriaco durante le battaglie. Il presidente Lincoln sembrava non essere preoccuatp dello scandalo: quando un gruppo di deputati del Congresso fece presente che Grant era un alcolista, Lincoln rispose chiedendo quale whiskey preferisse il generale Grant, aggiungendo, dopo la guerra: “Volevo saperlo, perché se il whiskey faceva combattere come combatteva il generale Grant, sarebbe stato nell’interesse di tutti distribuirlo.”

5- Odiava indossare le uniformi.

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Grant in Uniforme

Durante i suoi giorni a West Point prese parecchie note di demerito per l’uniforme sempre in disordine, un vizio che non perse anche quando era al comando dell’Esercito dell’Unione. Difficilmente portava la spada al suo fianco e quando andava al campo di battaglia, di solito indossava un cappello civile, aveva gli stivali infangati e una giubba da soldato semplice, con i ranghi da generale cuciti.

6- Avrebbe dovuto essere a teatro con Lincoln la notte dell’assassinio.

Era stato invitato da Lincoln in persona al Ford’s Theatre in quella fatidica sera del 14 aprile 1865, ma dovette rifiutare poiché lui e la moglie volevano andare a trovare i loro bambini in New Jersey. Venne a sapere della morte del presidente solo quando il treno si fermò. Grant descrisse quel giorno come “il più buio della mia vita” e si pentì non essere stato al fianco di Lincoln: sebbene anche lui fosse un potenziale bersaglio, si era convinto che in qualche modo avrebbe fermato John Wilkes Booth.

7- Difese il generale Robert E. Lee al processo per tradimento dopo la guerra.

Nell’aprile del 1865, quando Grant accettò la resa dell’armata del Northern Virginia del generale Robert E. Lee, permise ai soldati sudisti di tornare a casa e tenere anche i muli e i cavalli da poter usare nei campi. Grant pensava che essere clementi fosse una prerogativa per la pace negli Stati Uniti alla fine del conflitto e si infuriò quando venne a sapere che Lee e altri generali confederati vennero accusati di tradimento. “Preferirei dare le dimissioni piuttosto di eseguire qualsiasi ordine di arresto nei confronti di Lee e i suoi altri generali, almeno finché essi rispettano la legge”, disse al presidente Andrew Johnson, ad un incontro. Successivamente, per non perdere il supporto di Grant, Johnson fece cadere le accuse, seppur con riluttanza.

8- Non aveva esperienza politica prima di diventare presidente.

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Fu il diciottesimo presidente degli Stati Uniti

Nonostante fosse a capo dell’Esercito degli Stati Uniti, Grant era un novellino in politica al momento della sua elezione come 18° presidente degli Stati Uniti, avvenuta 1869. Prima che il partito Repubblicano lo nominasse come candidato, non aveva avuto alcun interesse nella politica. A causa della sua inesperienza, molte critiche furono mosse verso lui per i numerosi scandali della sua amministrazione e per la difficile situazione economica, critiche che lo stesso Grant riconobbe come vere. “E’ stata una mia fortuna – o sfortuna – essere nominato Presidente senza alcun tipo di esperienza prima. Date le circostanze, è ragionevole pensare che ci sono stati degli errori di valutazione e giudizio”, scrisse nel suo messaggio finale al Congresso.

9- Era responsabile per lo smantellamento del KKK durante la Ricostruzione.

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Il Ku Klux Klan

Dopo che il Ku Klux Klan, nato alla fine della guerra, cominciò ad uccidere e terrorizzare gli afroamericani nei tardi anni ’60, Grant, da presidente, mobilitò ingenti forze del Dipartimento di Giustizia al fine di catturare e processare i capi dell’organizzazione. Inoltre, nel 1871, fece passare il “Ku Klux Klan Act”: era una legge che gli permetteva di dichiarare la legge marziale nelle zone dove era presunta o certa l’attività dell’organizzazione. La legge venne applicata più tardi proprio nello stesso anno, quando Grant mandò dei soldati in South Carolina e cacciò molti membri del KKK fuori dallo Stato. Grazie ai suoi sforzi, l’attività del KKK diminuì drasticamente negli anni successivi. Solo a partire dal 1910 si ripresentarono in forze.

10- Mark Twain pubblicò le memorie di Grant.

Grant cominciò a scrivere i suoi ricordi più o meno nella metà degli anni ’80, dopo aver scritto una serie di popolari articoli a proposito delle sue esperienze nella Guerra Civile. Stava per firmare un contratto con una rivista quando Mark Twain, il celeberrimo scrittore, si presentò a lui e offrì un contratto molto più conveniente tramite il suo editore, “Charles L. Webster & Company”. Grant accettò l’offerta di Twain ed il libro venne finito qualche giorno prima che Grant morì di cancro alla gola, nel luglio 1885. “The Personal Memoirs of U.S. Grant” fu una delle opere più vendute quell’anno e venne definito da Twain e altri critici letterari come un capolavoro; oltre a ciò, venne venduto e letto moltissimo. Un anno dopo la pubblicazione del libro, Twain diede alla moglie di Grant, ormai vedova, ben 200’000$. Solo in quel momento la famiglia di Grant riuscì a recuperare il patrimonio perduto da Grant nei tentavi di avviare un’impresa gli anni precedenti.

Articolo di Lorenzo Naturale

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