Il massacro di Bear River – il più grande massacro di Nativi Americani della storia nordamericana

Pochi conoscono l’episodio di Bear River, quando la milizia del Terzo Volontari della California dell’Esercito degli Stati Uniti, al comando del Colonnello Patrick E. Connor fece piazza pulita di circa 300 shoshone del nord-ovest. Nessuno sa con precisione dove si svolse la battaglia, se non la data: “29 gennaio 1863”. Così è riportato su una fredda targa posta recentemente a commemorazione dei caduti. Alcuni nativi americani riuscirono a scappare e sopravvivere, potendo così infine raccontare l’accaduto. 

shoshone

Accampamento Shoshone – fonte: http://www.farwest.it/?p=145

Si sa che in quel tempo l’uomo bianco era davvero arrabbiato con i nativi americani. Scriveva Peter Skene Ogden: “Quale sarà la ricompensa per questi poveri miserabili nell’aldilà io non posso pretendere di dirlo ma sicuramente non potranno trovarsi in uno stato più miserabile di questo”. Gli Shoshone, affamati ed accusati di essere responsabili di disordini nella zona, vennero colpiti dalla dura reazione delle autorità. Effettivamente alcuni di loro commettevano alcuni furti, tuttavia gli shoshone erano divisi in diversi gruppi; le autorità statunitensi non fecero alcuna distinzione ed inviarono un corpo di spedizione pronto a punire i ( presunti) responsabili. Invece di chiedere un colloquio con il capotribù ed obbligare la tribù alla consegna dei colpevoli, il colonnello Patrick E. Connor decise di attaccare i nativi senza fare tanti complimenti. Gli indiani vennero colti alla sprovvista. Chi non ebbe la “fortuna” di morire subito, venne torturato ed umiliato. Così fu per un leader, Capo Bear Hunter, preso a calci e torturato, ed a cui infine, fu passata una baionetta attraverso le orecchie. Morirono non solo uomini, ma anche donne e bambini, deliberatamente massacrati.

Nonostante ciò, invece che occupare un posto rilevante nella memoria degli statunitensi, l’accaduto è ormai stato dimenticato dai più. Così alcuni scienziati, aiutati dagli storici e dai discendenti ancora in vita degli shoshone stanno cercando di ricostruire i fatti e di trovare segni della battaglia. A partire dall’agosto dell’anno scorso è in atto una grande campagna di ricerca e scavi, il cui principale obiettivo è il ritrovamento dell’effettivo luogo in cui si svolse la battaglia.

Gli archeologi hanno utilizzato tre mappe geografiche e storiche, oltre a tecniche di scavo per poter ritrovare anche l’antico villaggio shoshone e così da poter erigere una placca commemorativa in loco.

Così ha commentato uno degli archeologi: “gli Shoshone probabilmente finirono le munizioni e vennero sopraffatti dai volontari della California.”. La battaglia durò in tutto quattro ore e costò la vita anche a 23 soldati statunitensi.  I testimoni hanno descritto alcuni shoshone fuggire nel Bear River ghiacciato, dove alcuni sono annegati ed altri congelati, mentre un bambino è stato , trovato il giorno dopo vivo, arroccato su un albero, in quello che sembrava essere un tentativo di proteggersi. Finora un gradiometro magnetico ha trovato un grande quadrato nero, “simile a quello di un piano-casa “. Il sito sarà scavato il mese prossimo, di concerto con il popolo Shoshone; i risultati saranno resi pubblici a novembre o dicembre.

Articolo di Stefano Borroni

Fonte notizia: http://www.newser.com/story/212113/scientists-study-lost-site-of-largest-native-american-massacre.html

per approfondire battaglia di Bear River: http://www.farwest.it/?p=145

Un pensiero su “Il massacro di Bear River – il più grande massacro di Nativi Americani della storia nordamericana

  1. Una pagina della storia americana che non conoscevo . . . come al solito a rimetterci sono stati i più deboli e gli innocenti di cui non interessava niente a nessuno. Purtroppo ancora oggi, con altri armi e con altre modalità, a distanza di moltissimi anni, si perpetrano barbarie ed atrocità ai danni di popolazioni indifese ed inermi. Quando l’uomo riuscirà ad evolvere veramente?

    Un saluto

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