L’Uomo di Tollund

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Trovato negli anni 50 nello Jutland, è oggi sepolto nel museo Silkeborg in Danimarca

Si tratta del corpo mummificato di un uomo vissuto in Danimarca alcuni secoli prima di Cristo (375-210 a.C.). Il suo stato di conservazione risulta esser perfetto; non se ne conosce ancora il motivo, ma venne gettato con una corda attaccata al collo in una torbiera.
Qui la mancanza di ossigeno ha reso possibile al corpo di arrivare sino a noi quasi intatto.
Forse era un criminale, forse un sacrificio umano, non è possibile stabilirlo con precisione, ma sono state avanzate numerose ipotesi basate su alcune prove importanti; Si sa infatti che l’uomo aveva circa 40 anni quando fu impiccato. Il suo ultimo pasto, consumato almeno 12 ore prima di morire (era dunque a digiuno quando sospirò) era composto da cereali e verdure (niente carne). Insieme al cibo è stato ritrovato anche un fungo allucinogeno, l’Ergot, somministratogli per alterarne lo stato mentale.

La scoperta

il ritrovamento della mummia è stato del tutto casuale. Viggo ed Emil Højgaard, mentre si recavano a recuperare la torba da usare come combustibile per la loro stufa, incapparono nella mummia. Inizialmente credettero di aver scoperto un omicidio, avvenuto da poco tempo ed avvertirono la polizia. Lo stato del cadavere però fece sorgere un dubbio alle forze dell’ordine, le quali avvisarono l’archeologo P.V.Glob il quale riuscì a stabilire che il corpo apparteneva ad un uomo vissuto più di 2000 anni prima, ucciso e gettato nella torba come sacrificio.

Poche informazioni

Purtroppo di questa area non conosciamo molto; mentre nell’area Mediterranea le civiltà già conoscevano la scrittura, in queste zone non si era ancora sviluppata una conoscenza simile. La presenza di segale cornuta, trovata durante l’autopsia nel suo stomaco, sembrerebbe indicare ad esempio che la sua uccisione sia legata al culto della dea Nerthus, descritta da Tacito nelle sua opera “La Germania”. Quella dell’autore romano rimane però l’unica testimonianza autorevole sulla regione, se non si considerano i miti.

Nuove ricerche e nuovi ritrovamenti

Secondo una ricerca compiuta nel 2014 e pubblicata anche da National Geographic, oltre ai criminali fatti uccidere, gli individui sacrificati dovevano essere speciali.
Le fatture dei loro vestiti (di provenienza straniera) sembrano indicare che doveva trattarsi di persone importanti per la comunità, tali da meritare un culto religioso che probabilmente comprendesse il sacrificio umano. La ricercatrice danese Karin Frei Margarita aveva infatti affermato che: “In genere si sacrifica quello che ha significato e valore, e forse queste persone che avevano viaggiato a lungo erano considerate in modo particolare”.

Solo alcune settimane fa è stato ritrovato un nuovo sito sacrificale, sempre in Danimarca. Qui, in un villaggio neolitico a nord della capitale Copenaghen, sono stati ritrovati i resti di una donna e di otto cani, sacrificati in loco.

Articolo di Stefano Borroni

Fonte 1:  http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2014/07/22/foto/il_mistero_delle_mummie_danesi-2222163/1/

Fonte 2: http://archaeology.org/news/3797-151014-denmark-bog-dogs

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