Cosenza, è iniziata la ricerca del tesoro di Alarico

Il suo valore è stimato intorno ai 275 miliardi di Euro. Cassiodoro nel V secolo sostenne fosse stato seppellito nel letto del fiume Busento insieme ad Alarico, famoso capo dei visigoti che nel 410 d.C. mise a ferro e fuoco e Roma.

Sempre secondo gli storici Alarico era in procinto di salpare insieme al suo esercito per l’Africa ma la morte sopraggiunse prima che i suoi piani potessero avversarsi. La flotta da lui preparata per invadere le provincie nord-africane, granaio dell’impero, venne dispersa e distrutta da una tempesta. Morì poco tempo dopo, mentre si trovava nei pressi di Cosenza. In seguito, dopo aver fatto deviare temporaneamente il corso del fiume, i suoi sudditi lo seppellirono qui insieme al leggendario tesoro. Come per Attila, si racconta che coloro che presero parte ai lavori furono uccisi per non far rivelare il luogo della sepoltura.

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Alarico fa il suo ingresso a Roma nel 410 d.C.

Lo storico Jordanes descrisse le ricchezze sepolte: 25 tonnellate d’oro e 150 d’argento, oltre a migliaia di gioielli preziosi e monili, frutto del sacco di Roma. Non è improbabile che si tratti del tesoro più grande del mondo, visto che Roma, centro dell’impero, riuscì per otto secoli a restare inviolata. Una ricchezza che fino ad oggi non è mai stata scoperta, neppure dai tedeschi i quali durante l’occupazione della penisola nella seconda guerra mondiale, inviarono niente di meno che il capo delle SS naziste, Heinrich Himmler a compiere ricerche.

La scoperta potrebbe fruttare (dal lato economico), qualcosa come il 15-20% del PIL italiano, ma rappresenterebbe anche una delle scoperte archeologiche del secolo. Per il momento non dobbiamo certo immaginarci una corsa all’oro, il sindaco Mario Occhiuto ha infatti affermato che il costo delle ricerche si limita per ora a poche decine di migliaia di euro (coperte dai privati) anche se si stanno cercando nuovi sponsor e fondi. Largomento infatti è piuttosto spinoso, in quanto non si è sicuri che il tesoro esista veramente.

il geologo Giuseppe Rota, impegnato nei lavori ha spiegato alla stampa che “ll progetto di ricerca del sito si articolerà in quattro parti su altrettanti ambiti territoriali che coinvolgono i comuni di Cosenza, Carolei e Mendicino, nell’area che corrisponde alla confluenza dei fiumi Crati e Caronte nel Busento. La prima fase è quella della indagini storiche e della rilevazione aerea, cui seguono le analisi delle immagini e le indagini di superficie, per poi passare alla ricognizione geofisica del terreno, con microonde, elettricità e sondaggi geomagnetici” (Il Giornale).

Articolo di Stefano Borroni

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cosenza-partono-ricerche-tesoro-alarico-1185399.html

http://www.ilquotidianoweb.it/news/societa-cultura/741561/Cosenza–partono-gli-scavi-in.html

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