Monaci e guerrieri: l’Ordine dei cavalieri Ospitalieri di S. Giovanni

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Gerardo Sasso, I Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri.

Dopo il 476 d.C. e la dissoluzione dell’impero romano d’occidente in Europa si verificò un vuoto di potere seguito al crollo delle istituzioni romane; Ciò permise permise a vari soggetti di imporsi e sostituire l’Impero nelle sue funzioni. Uno di questi soggetti fu proprio la Chiesa cristiana.

Con l’Editto di Tessalonica del 380 d.C., la religione cristiana diventa ufficialmente la religione dell’Impero. Successivamente, altri editti andranno ad emancipare il potere temporale della Chiesa, legittimandola anche in compiti non religiosi. Sebbene questa emancipazione è più sentita nell’Impero romano d’Oriente, anche la parte occidentale ne è soggetta. E proprio qui la Chiesa si sostituisce alle istituzioni imperiali al momento del loro crollo. Infatti, i vari monasteri protessero la popolazione dalle varie incursioni barbare e preservarono la cultura trascrivendo le opere in numerosi manoscritti. In parole povere, la Chiesa stava svolgendo una parte di funzioni analoghe a quelle dell’ex-impero. Proprio in questo periodo essa si emancipò a tal punto da riuscire a dominare lo scenario geopolitico europeo per i successivi secoli, legittimando anche il potere temporale dei vari imperatori.

Le origini.

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Vessillo dell’Ordine, circa XIII° secolo

Nella sua funzione di protezione dei credenti, è qui che si colloca la funzione dei Cavalieri di S. Giovanni. Originariamente, l’Ospedale di S. Giovanni venne fondato circa nel 1066, sebbene fosse gestito da laici. Già dal 1080 si venne a fondare l’Ospedale di S. Giovanni, il cui compito era quello di proteggere i pellegrini in Terra Santa. L’Ospedale, inizialmente, fu affidato a dei monaci benedettini di S. Maria Latina di Gerusalemme.
Gerusalemme, presa nel 1099 dai Crociati, consentì all’Ospedale di emanciparsi lentamente dalla tutela dei benedettini. Nel 1113, papa Pasquale II ne riconobbe lo statuto quale congregazione religiosa autonoma e dotata di una serie di beni e ospedali annessi in Terrasanta e in Europa.

Lo sviluppo: da Ospedale ad Ordine religioso e militare.

Nel XII° secolo l’Ospedale cambiò profondamente sotto due aspetti: uno sul piano teologico; l’altro, invece, sul piano militare.

Rispetto al primo punto, la Regola benedettina, fino a quel momento osservata dagli Ospitalieri, fu progressivamente sostituita dalla Regola agostiniana. Nel 1120, il Maestro Gerardo Sasso, di formazione benedettina, morì e la supervisione dell’Ospedale da parte dei monaci benedettini di Santa Maria Latina e dalla Chiesa del Santo Sepolcro venne meno. Solo in quel momento, sotto la guida del Maestro Raimondo du Puy (1125-1158) venne redatta una Regola propria, influenzata da quella agostiniana e completata nei decenni e secoli successivi dagli statuti emanati dal capitolo generale dell’Ordine e da altri atti normativi.
Parallelamente al cambiamento teologico, l’Ospedale conobbe un’emancipazione militare. Infatti, tra il 1136 ed il 1142, gli Ospitalieri assunsero la difesa del castello di Bethgibelin e, successivamente, ricevettero il castello di Crac des Chevaliers dal conte di Tripoli. In più, gli Ospitalieri intervennero militarmente nel corso della Seconda Crociata (1146-1149) e, tra il 1164 ed il 1169, in Egitto sotto gli ordini di Amalrico I, re di Gerusalemme.

Tra la fine del XII° secolo e gli inizi del XIII° secolo esistono dei documenti che testimoniano un’ulteriore sviluppo dell’Ordine in senso militare: negli statuti promulgati dal maestro Ruggero Des Moulins nel 1182 si menzionano sergenti e cavalieri all’interno dell’Ordine; nel ventennio successivo, durante i magisteri di Goffredo de Donjon (1193-1202) e Alfonso di Portogallo (1203-1206), ulteriori statuti documentano la formale trasformazione degli Ospitalieri in un Ordine militare vero e proprio.

Nonostante la militarizzazione dell’Ordine, è bene ricordare che l’attività principale era quella di assistenza e cura dei pellegrini, tant’è che in origine gli Ospitalieri erano solo monaci; monaci che, con il passare del tempo, si addestravano anche a combattere. L’Ordine dei Templari e L’Ordine dei Teutonici, invece, sono nati come ordini militari e quindi erano guerrieri che si facevano monaci. Oltre a ciò, tra i due ordini sopracitati e gli Ospitalieri esiste un’altra distinzione, questa volta sul piano teologico: i primi due seguono la Regola benedettina, mentre gli Ospitalieri, pur seguendo una Regola propria (alla quale aderiscono attorno al 1130 circa), si basano su quella agostiniana. Oltretutto, gli Ospitalieri avevano anche un ramo femminile.

L’organizzazione dell’Ordine ed il suo simbolo.

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Evoluzione dell’equipaggiamento e delle divise dei membri tra il 1160 e gli inizi del 1300. Notare l’evoluzione della croce e del cambio cromatico della divisa.

Vista la militarizzazione e l’origine dell’Ordine, ne seguì una divisione interna: vi erano fratelli che seguivano unicamente le funzioni di liturgia e assistenza ai pellegrini, feriti e malati, mentre altri fratelli erano inquadrati nelle fila degli Ospitalieri che combattevano. A capo dell’Ordine stava il Maestro. In primo luogo, egli era aiutato dal capitolo generale dell’Ordine e altri alti ufficiali, tra i quali spuntava la figura del Gran Commendatore, che era il sostituto del Maestro. Seguivano poi altri ufficiali: il Maresciallo, capo dell’esercito; il Turcoplier, a capo delle milizie ausiliarie; l’Ammiraglio, che gestiva e dirigeva la flotta; il Dapifer, incarico della logistica e dei rifornimenti; un Tesoriere, il quale si occupava delle finanze; l’Ospitalario, cioè il responsabile delle attività assistenziali ed un Infermiere, che si occupava dell’assistenza medica dei frati; infine, il Priore conventuale, responsabile delle celebrazioni religiose. Esistevano anche una serie di cariche minori.

Il simbolo che contraddistingueva i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni era una croce bianca (originariamente denominata “greca”) su un vessillo nero. Questa era riportata anche sul saio nero (più probabilmente marrone scuro) che i monaci indossavano, anche quando andavano in battaglia. La croce simbolo dell’Ordine divenne poi la “croce patente” e, successivamente, la più nota “croce di Malta”. Anche il colore della divisa in alcuni casi cambiò: dal 1259, infatti, papa Alessandro IV concesse ai vari sergenti di vestire rosso, mentre i cavalieri usavano il nero tradizionale. Questa regola cadde in disuso dopo 19 anni, quando tutti i membri cominciarono ad usare una tunica scarlatta. Quando Acri cadde e gli Ospitalieri furono costretti a ritirarsi nelle varie isole mediterranee, soprattutto a Cipro e Rodi, il vessillo divenne di colore rosso, mentre la croce rimase bianca.

La diffusione ed i contrasti.

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Armatura ed equipaggiamento di un membro dell’Ordine, c. 1140. Notare la croce greca

Proprio a partire dal XII° secolo, anche grazie alla militarizzazione, l’Ordine si espanse e arrivò a possedere numerose proprietà tra il Vicino Oriente e l’Europa: dai vari stati italiani alla Francia e nel Sacro Romano Impero e poi anche in Inghilterra e in Spagna, dove parteciparono alla Reconquista.

Con la diffusione dell’Ordine arrivarono anche i contrasti con le varie autorità, specialmente quelle imperiali. E’ il caso del Regno di Sicilia e del Mezzogiorno italiano: infatti, in quelle località, nella Crociata tra il 1228 ed il 1229, l’Ordine, implicitamente alleato del Papato, entrò in contrasto con il sovrano di quelle terre, cioè Federico II di Hohenstaufen, successivamente noto come Federico II di Svevia. Nonostante negli anni precedenti alla crociata i rapporti fossero buoni, tra il 1220 ed il 1231, il sovrano emanò una serie di provvedimenti che limitarono e danneggiarono le libertà dell’Ordine e le sue proprietà. Ciononostante, l’Ordine ne uscì rafforzato e riuscì a far valere le sue prerogative su alcune sue proprietà. Nemmeno la scomunica nei confronti di Federico II, emanata da papa Gregorio IX nel 1239, rovinò i rapporti.

Gli insuccessi, le riconquiste ed il lento declino.

A partire dalla metà del XII° secolo le numerose sconfitte militari fecero perdere numerosi possedimenti all’Ordine. Fra il 1256 e il 1261, l’Ospedale era intervenuto, in qualità di alleato dei genovesi, nei conflitti che vedevano contrapporsi, in Terrasanta e nel Mediterraneo, le città marinare italiane. Con l’arrivo di Carlo I d’Angiò in Sicilia nel 1265 la situazione peggiorò ulteriormente; comunque la loro posizione nel Sud Italia si rafforzò, poiché facevano da tramite nei principali scali italiani per la Terrasanta. Anche qui la situazione non era rosea: nel 1291, guidati dal maestro Giovanni de Villiers, gli Ospitalieri parteciparono alla strenua difesa di Acri. Nel maggio dello stesso anno, a seguito della caduta della città stessa, l’Ordine si trasferì a Cipro, abbandonando la Terrasanta.
Da questo momento, l’espansione prima dei Mamelucchi e poi degli Ottomani, la fine delle Crociate ed il ridimensionamento parziale del potere temporale del Papa fecero crollare l’egemonia europea in Terrasanta e, più in generale, nel vicino Oriente. L’Ordine, non potendo far fronte da solo ai numerosi nemici, dovette progressivamente ritirarsi e vedere inesorabilmente crollare la sua potenza ed il suo prestigio, oltre a dover rafforzarsi militarmente e a trascurare sempre di più le sue funzioni di assistenza.

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In blu i territori dell’ordine

Dal 1291, quando l’Ordine si stabilì nel regno di Cipro, i Cavalieri si interessarono delle vicende politiche del regno e tentarono di riconquistare i territori perduti. E’ ciò che avvenne tra il 1306 e il 1310, quando il maestro dell’Ospedale, Folco de Villaret, conquistò l’isola di Rodi e alcune isole adiacenti, insediandovi il capitolo generale dell’Ordine. Fu un avvenimento importante poiché questo modo l’Ospedale acquisì una nuova autonomia e sicurezza, non dovendo temere di subire la sorte dell’Ordine del Templari, soppresso nel 1312 tramite la messa al rogo del Maestro dell’Ordine Jacques de Molay. Grazie a questo, gli Ospitalieri recuperarono molti possedimenti appartenuti ai Templari in Europa.

A Rodi si creò, grazie alle attività di Maestri come Elione de Villeneuve (1319-1346) e Filiberto de Naillac (1396-1421), un vero e proprio stato degli Ospitalieri. La stabilità del regno venne minata quando il Maestro Fernández de Heredia (1377-1396) ed alcuni suoi confrati giurarono fedeltà al papa di Avignone, durante il Grande Scisma. Questo provocò una spaccatura ed una serie di conflitti all’interno dell’Ordine.

L’espansione ottomana minò seriamente l’esistenza dell’Ordine, tant’è che nel 1522 il Maestro Filippo de Villiers de l’Isle-Adam dovette arrendersi agli Ottomani e cedere loro l’Isola di Rodi per poi trasferirsi in Italia. Solo nel 1530, dopo gli accordi presi con l’Imperatore Carlo V, l’Ordine poté essere stabilito a Malta fino all’età napoleonica. Dopo varie vicende susseguitesi nel corso dei secoli, oggi gli Ospitalieri, da secoli diventati proprio “Cavalieri di Malta, hanno la loro sede nell’omonima isola.

Articolo di Lorenzo Naturale

FONTI:

David Nicolle e Christa Hook, “Knights Hospitaller Part 1”, Osprey Warrior, Osprey Publishing.

http://www.treccani.it/…/ospitalieri-di-s-giovanni-di-geru…/

http://www.guerriersma.com/…/reconstitu…/hopital/accueil.htm

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