Ritrovata antica nave romana; trasportava il “Garum”

garumAl largo delle coste della Liguria – vicino ad Alassio – è stato ritrovato il relitto di un’imbarcazione romana che, secondo le parole degli archeologi,  trasportava un carico della famosa salsa di pesce romana, il “Garum”.

La scoperta, annunciata giovedì, è stata possibile sia grazie al contributo del reparto dei sommozzatori dei Carabinieri, sia al duro lavoro degli archeologi (2 anni la durata delle ricerche).

A dare via ai lavori era stata una scoperta fortuita di un pescatore locale, il quale aveva ripescato con le proprie reti alcuni frammenti di anfore appartenenti al carico dell’imbarcazione, affondata circa 2000 anni fa a circa 200 metri di profondità.

Molto probabilmente stava percorrendo l’antica via commerciale che dalla Spagna e dal Portogallo portava questa preziosa salsa in Italia; nella penisola veniva invece caricato il vino per esser esportato nella penisola iberica.

carabinieri_garum

Gli archeologi hanno potuto descrivere tutto ciò grazie alla fattura delle anfore, riconosciute come di provenienza tipica di una zona nei pressi del fiume Tevere, a Roma.

“è una scoperta eccezionale, databile al primo o al secondo secolo d.C.” ha commentato l’archeologo Simone Luca Trigona, a capo della squadra.

Che cosa era il Garum?

Si trattava di una salsa presente in ogni banchetto romano che si rispettasse. Potrebbe essere paragonato in un certo senso al nostro aceto balsamico – seppure con un sapore diverso – e veniva prodotto partendo dal pesce.

salsa garum

Ne esistevano diverse varietà, ma il procedimento in genere di produzione era questo: si prendevano le viscere dei pesci e si mettevano in un secchio insieme ad una grande quantità di sale. Si aggiungeva del pesce più piccolo, come le trigliette, e si lasciava tutto a macerare sotto il Sole. Il sale evitava che tutto andasse a male. Come ultimo passaggio un setaccio di vimini a maglie strettissime schiacciava il composto producendo un liquame: il garum!

Quello che rimane sul fondo, lo scarto, non veniva buttato ma al contrario era servito ugualmente in tavola. I romani lo chiamavano “Allec”.

Articolo di Stefano Borroni

fonte: http://archaeology.org/news/4005-151214-roman-wreck-garum

http://www.thelocal.it/20151211/sunken-haul-of-roman-fish-sauce-found-off-italy

Il procedimento di lavorazione del Garum è estratto dal libro: “Impero, viaggio nell’Impero di Roma seguendo una moneta”, Alberto Angela, 2010 edito da Mondadori

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