6 storie incredibili sulla seconda guerra mondiale

Quello che molti di noi si ricordano di più sulla Seconda Guerra Mondiali sono le lezioni di storia che spesso tendono a ridursi alle nazioni in lotta, all’Olocausto, i nazisti ed a come quasi tutte le nazioni partecipanti sacrificarono le rispettive economie e i loro stessi abitanti per vincere la guerra. In nessuna scuola si raccontano però agli alluni e alle alunne queste 5 incredibili storie sulla 2° Guerra Mondiale.

LE STREGHE DELLA NOTTE

streghe della notteFormato da sole donne, il 558esimo Reggimento di bombardieri notturni fu addestrato per missioni di bombardamento dietro le linee tedesce, volando con aeroplani degli anni Venti costruiti in legno e tela, senza radio e senza radar e con le bombe attaccate tramite un semplice filo. Queste caratteristiche costrinsero gli aerei a volare a bassa quota, eludendo i sistemi d’individuazione e sorprendendo i nemici nelle notti più oscure.

Volando tra le 15 e le 18 missioni per notte (ognuna di loro!), i loro aerei tornavano spesso, “pieni di buchi”, stando a quanto detto da Nadezhda (Nadia) Popova. La donna si arruolò a soli 19 anni con l’unico motivo di vendicarsi: per il suo fratello morto al fronte, la sua casa occupata dai tedeschi e la sua città natale rasa al suolo dai bombardamenti nazisti. Quando fu abbattuta nel Nord del Caucaso nel luglio 1942, incontrò un altro pilota abbattuto che diventò suo marito quando la guerra finì. il Tenente colonnello Popova volò in ben 852 missioni e fu abbattuta più volte nel gelo assoluto. Fu fortunata comunque, poiché vide molte delle sue compagne bruciare nella carlinghe degli aerei infiammati mentre cadevano dal cielo.

Il reggimento, conosciuto non ufficialmente come “I falchi di Stalin”, furono appellate in maniera molto più cupa e originale dai tedeschi: Nachthexen, letteralmente “streghe della notte”.

IL SOTTOMARINO KAMIKAZE NIPPO-TEDESCO

sottomarino segreto tedesco

Poco prima della fine della guerra, i Nazisti inviarono un sottomarino con tutte le loro armi segrete ai giapponesi. Probabilmente, i tedeschi non avevano mai sentito il detto “Mai mettere tutti i tuoi segreti nello stesso sottomarino”. Tra le armi c’era anche moltissimo uranio. Che cosa stavano progettando i tedeschi ed i giapponesi? Volevano costruire una bomba radioattiva progettata specificatamente per colpire la costa Ovest degli Stati Uniti. Avevano il sottomarino kamikaze, avevano il piano e l’idea… ma non avevano l’uranio. Come mai? Pare che il sottomarino, in viaggio verso il Giappone, fu intercettato dagli statunitensi.

Questo non è ancora accertato, ma pare che quello stesso uranio fu usato per la bomba atomica che colpì Hiroshima. Ma i giapponesi avevano ancora un asso nella manica: i sottomarini kamikaze poteva ancora fare danni, anche se senza l’uranio. Se solo i giapponesi fossero stati precisi e bravi ad organizzare come i tedeschi, avrebbero avuto
successo. Ma il Giappone si arrese due giorni prima del pianificato attacco al Canale di Panama, quindi la U.S. Navy li fece saltare in aria. Tutto è bene ciò che finisce bene.

IL BOMBARDIERE CHE CATTURO’ UN U-BOAT

u570

Il 27 agosto 1941, l’U-Boat U-570, il Kapitanleutnant (tenente capitano) Hans-Joachim Rahmlow, emerse vicino alle coste dell’Islanda. Quasi immediatamente, fu visto da James Thompson, il caposquadra di una pattuglia operativa in Islanda in funzione anti-sottomarina. Immediatamente, Rahmlow ordinò un’immersione rapida, ma era troppo tardi. Il bombardiere Hudson di Thompson sganciò 4 cariche di profondità, una delle quali colpì gravemente l’U-570, distruggendone il sistema d’illuminazione.

Essendo inesperto negli U-boats e comandando un equipaggio non preparato, Rahmlow, intimorito e spaventato da una probabile fuga di gas cloridrico, riemerse immediatamente. Quando parte dell’equipaggio apparve sul ponte, Thompson fece fuoco con le mitragliatrici dell’aereo. I tedeschi capirono subito che era inutile combattere un aereo in mare aperto e si arresero. Thompson volò a bassa quota per dare un’occhiata, ma nessuno alzò un dito per difendere il sottomarino, temendo che altre cariche di profondità venissero sganciate. L’aviatore allora chiamò rinforzi aerei e diede l’ordine di avvertire la Marina per recuperare l’U-Boat.

Nel tempo trascorso prima dell’arrivo della Royal Navy, l’equipaggio distrusse i libri con i codici e la macchina ENIGMA a bordo. L’U-boat fu quindi portato in Islanda e spiaggiato per evitarne l’affondamento. Venne inoltre riparato e non c’erano tracce di gas cloridrico. Un equipaggio con più esperienza sarebbe probabilmente riuscito a scappare. L’U-570 venne rinominato come “HMS Graph” e usato dalla Royal Navy. La resa dell’U-570 è unica, in quanto l’unico sottomarino ad essersi arreso ad un aereo.

VERA ATKINS: L’INTERROGATRICE SPIETATA

Odette_Sansom

Vera Atkins mandò in azione ben 400 agenti segreti, addestrandoli per mesi e insegnando per filo e per segno ogni dettaglio delle loro nuove identità. Quando la guerra finì nel 1945 con oltre 100 agenti mai più ritornati, decise di scoprire di persona cosa fosse successo a quelle donne, entrando nella Commissione britannica per i crimini di guerra. Era conosciuta per le sue terribili ed eccelse abilità nell’interrogatorio: annotò in un suo rapporto di aver fatto confessare i crimini commessi dal comandante di Auschwitz. La Atkins investigò molto su queste faccende, ma uso queste informazioni per cercare le sue spie. Nomi incisi sulle pareti di prigioni, schizzi d’un disegnatore di bozze di “Vogue” che sopravvisse a numerosi campi di concentramento, lettere intercettate: tutte tutto questo fu registrato ed usato per le sue indagini.

Quando ritornò negli Stati Uniti, si impegnò nel pubblicare e tenere viva la memoria delle vite dei suoi agenti scomparsi, così tanto che qualche volta appare per qualche istante nei film dedicati alle loro vite. Ma la Atkins era una donna riservata e ancora nessun film è stato fatto in merito alla sua incredibile tenacia e fedeltà ai suoi agenti.

L’UOMO CHE RUBO’ I DIAMANTI

diamond

Nel maggio 1940, i Paesi Bassi vennero occupati dai Nazisti e una cosa sulla quale i tedeschi avevano puntato gli occhi fin da subito, era una cassa di diamanti presente ad Amsterdam. Il tenente colonnello Monty Chidson, spia in servizio nella città olandese di Den Haag, pensò di rubare i diamanti nel caso di un’invasione per non farli cadere in mani sbagliate. “Armato” solo con una chiave per il mercato dei diamanti e alcuni consigli base su come aprire una cassaforte, Monty andò ad Amsterdam, entrò nel mercato (che nel frattempo era stato abbandonato) e passò 24 ore tentando di aprire la cassaforte mentre le truppe tedesche si avvicinavano alla sua posizione. Infine, dopo aver sentito vari movimenti nel mercato, Monty riuscì ad aprire la cassaforte e a scappare con i diamanti e addirittura a spedirli in Inghilterra, dove furono restituiti agli esiliati governo e famiglia reale olandesi.

L’UOMO CHE RICEVETTE DUE “VICTORIA CROSS”

victoria cross

La Victoria Cross (Croce di Vittoria) è la massima onorificenza ottenibile da un solato britannico o del Commonwealth. E’ stata assegnata solo 1357 volte da quando è stata introdotta e solo tre persone la ricevettero
più d’una volta.

Il Capitano Charles Upham fu l’unico uomo ad essere insito della Victoria Cross per due volte nella Seconda Guerra Mondiale. Volontario per l’esercito della Nuova Zelanda, si arruolò nel 1939 e divenne operativo l’anno seguente. La sua prima Victoria Cross la ricevette nel maggio 1941, quando i tedeschi invasero l’isola. Guidò il suo plotone nell’attacco contro posizioni ben difese a 2.7km di distanza. Durante l’attacco, distrusse due nidi di mitragliatrice e un’anti-aerea con delle granate. Poi aiutò a portar via un ferito dal fronte e soccorse una compagnia neozelandese in difficoltà. Il 30 maggio guidò i suoi uomini in un attacco al fianco d’una compagnia tedesca che stava avanzando, uccidendo 22 tedeschi con la sua mitragliatrice Bren.

La sua seconda Victoria Cross se la guadagnò l’anno seguente, esattamente il 25 luglio 1942, durante la prima battaglia di El-Alamein. Durante la difesa della cresta di Ruweisat, lanciò una granata in un camion pieno di tedeschi, correndo sotto un intenso ed incessante fuoco di mitragliatrici. Guidò poi attraverso le linee nemiche in una Jeep armata con una mitragliatrice tedesca, convincendo dei soldati italiani a spingerlo fuori dalla sabbia. Durante una carica alla baionetta, venne colpito ad un gomito e dovette resistere con un braccio rotto. In quel momento, i tedeschi avevano accerchiato i neozelandesi, ma Upham continuò a combattere fino a quando non riuscì più a stare in piedi.

Upham fu sempre molto umile riguardo al suo coraggio, confidando ad un giornalista nel 1945: “Certamento mi sentivo fiero di essermi distinto, ma centinaia di altri soldati hanno fatto più di quello che ho fatto io”. Condusse una vita tranquilla dopo la guerra, evitando di farsi pubblicizzare per le sue azioni e morendo all’età di 86 anni nel novembre 1994.

Traduzione di Lorenzo Naturale

Articolo apparso originariamente suhttps://www.warhistoryonline.com/world-war-ii/5-unbelievable-true-stories-about-wwii-that-should-be-made-intomovies.html/2

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...