Il sesso nel Medioevo

Per molti secoli quest’epoca storica è stata oggetto di discredito anche nel campo sessuale. Cinture di castità e Ius primae noctis i simboli che maggiormente si pensava rappresentassero un’epoca definita come buia.

Se è vero che i primi secoli dopo la caduta dell’occidente comportarono un peggioramento nelle condizioni femminili rispetto all’età imperiale[1], i cambiamenti che furono introdotti dal cristianesimo non fecero altro che estendere un modello di comportamento già in uso nelle classi dominanti al tempo dell’Antica Roma.

Il matrimonio per i romani era adatto al concepimento e non al divertimento. Questo certo non impedì agli antichi di amare la propria sposa, ma socialmente l’idea del matrimonio felice era molto diversa dalla nostra. Il divertimento doveva essere cercato altrove, nei famosi lupanari..

Dove si faceva sesso?

Nel Medioevo le abitazioni erano molto povere e non garantivano molto l’intimità. Sembra che uno dei luoghi migliori fosse la chiesa, deserta per la maggior parte della settimana, un po’ come i sedili delle nostre auto..

Lo Ius Primae Noctis

Per molto tempo si è immaginato che i signori del tempo avessero diritto a passare la prima notte di nozze – il diritto della prima notte – con la moglie dei loro sudditi. Un vero e proprio falso storico, dato che in realtà il pagamento dovuto era in denaro e non in natura.

La cintura di Castità

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Un altro mito da sfatare è sicuramente quello della cintura di castità, molto probabilmente nato nel XIX secolo. Non sono giunti a noi reperti simili, ne cenni su documenti o opere letterarie.

I bordelli nel Medioevo

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Non è vero neppure che durante l’Evo di mezzo non esistessero luoghi dedicati al piacere maschile; in realtà ne esistevano moltissimi, sopratutto nelle grandi città di tutta Europa.

Questo passo, contenuto in un’ordinanza cittadina di Norimberga (1470) parla da solo:

“Inoltre, il gestore del bordello, uomo e donna, deve fornire alle donne che vivono nella loro casa con le camere, lenzuola e cibo decente, e devono dar loro da mangiare due pasti al giorno e ad ogni pasto due piatti decenti; e per tali spese ogni donna comune che vive nel bordello deve dare al gestore del bordello separatamente la somma di quarantadue pence settimanali, se si utilizza il cibo o no. Inoltre il gestore del bordello deve fare un bagno almeno una volta alla settimana in casa alle donne che vivono in casa, e questo a sue spese.” [2]

Se è vero che i principi morali mal vedessero una simile promiscuità, l’adulterio dell’uomo era concesso (a meno che la donna amata non fosse già sposata). Per la donna invece non c’era possibilità – morale – di fare sesso al di fuori del matrimonio.

Il Freno imposto dalla Chiesa

Le istituzioni religiose cercarono in tutti i modi di “frenare” gli impulsi sessuali delle persone, cercando di limitarle sopratutto al campo riproduttivo.

Una serie di regole limitava anche i giorni in cui era possibile dedicarsi al sesso: no alla domenica (giorno del signore), no al venerdì e il sabato (periodo di confessione e preparazione alla liturgia), no nei periodi importanti del calendario cristiano (pasqua, natale, periodo della pentecoste). L’astinenza più lunga consigliata era quella per la feste di Pentecoste (dai 40 ai 60 giorni).

L’uomo ideale

Quale tipo di uomo la donna avrebbe dovuto preferire? Questa la risposta di un rabbino vissuto nel XIII secolo.

Lei sarà corteggiata dall’uomo che è circonciso nella carne e che giace sul suo petto con grande passione, perché spinge dentro di lei per lungo tempo a causa del prepuzio, che è una barriera contro l’eiaculazione nel rapporto. Così si sente piacere e raggiunge l’orgasmo prima. Quando un uomo non circonciso dorme con lei e poi decide di tornare a casa sua, lei sfacciatamente lo afferra, aggrappandosi ai suoi genitali, e gli dice, “torna indietro, fai l’amore con me.” Questo è per il piacere che lei trova in un rapporto sessuale con lui, dal tendine dei suoi testicoli – tendini di ferro – e dalla sua eiaculazione – quella di un cavallo – che spara come una freccia nel suo grembo. Essi sono uniti senza separare, e fanno l’amore due volte e tre volte in una sola notte, senza mai saziarsi“. [2]

Le posizioni

Rispetto ai romani, la cui fantasia nelle posizioni è a noi giunta sia con gli scritti che con i mosaici di Pompei, nel Medioevo la posizione aveva un ruolo chiave e non poteva essere troppo “volgare”. No al rapporto da dietro, si alla posizione definita non a caso del “missionario”. Sesso orale? Vade retro Satana!

Omosessualità

Contro gli omosessuali la posizione nel Medioevo fu chiara. Già gli imperatori romani del tardo antico, convertiti al cristianesimo, condannarono e perseguirono l’omosessualità come reato grave contro Dio con la pena di morte. Prima del XII secolo sembra che però fosse, nonostante i proclami ufficiali, tollerata. [1]

Tra documenti e realtà

La sessualità medievale, sopratutto all’alto Medioevo, è purtroppo a noi in buona parte sconosciuta. Intervistato dal quotidiano “La Repubblica” lo storico medievista Le Goff rispose alla domanda “che cosa sappiamo del comportamento sessuale di quei secoli bui?con “quasi nulla, perché salvo le espressioni letterarie o artistiche, abbiamo pochi documenti che ci permettono di capire che cosa accadesse nel segreto dell’alcova”.

Questa risposta non significa che non sappiamo nulla dell’epoca, bensì che tra le produzioni letterarie del Medioevo a e ciò che succedeva effettivamente nella camera da letto, c’è una differenza abissale.

Lo stesso le Goff è ancora cinico quando gli si chiede se l’amor cortese sia mai esistito nella realtà e non sia stato al contrario invece solamente un “genere letterario”:  Io credo che l’amor cortese sia puramente immaginario. Esiste soltanto nella letteratura. Ciò non significa che l’amore reale sia sempre stato brutale, che ci sia sempre stata una violenta dominazione dell’uomo sulla donna.
Ma l’amore in cui la donna diventa il signore e il cavaliere il suo servo, non c’è mai stato”. [3]

Articolo di Stefano Borroni

fonti:

[1]Storia dell’Italia Medievale, dal VI al XI secolo, Paolo Cammarosano, Laterza

[2] http://www.medievalists.net/2013/02/14/sex-in-the-middle-ages/

[3]Intervista a La Domenica di Repubblica, citata dal sito “Medioevo in Umbria”- l’amore carnale nel medioevo

 

 

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