Napoleone, le 10 vittorie più importanti

vittorie_napoleone_migliori.jpgDi origini corse, il generale ed imperatore dei francesi sembrò poter cambiare l’esito della storia per quasi 20 anni.

La sua abilità nel comandare l’esercito francese e il genio militare sono ancora oggetto di studio da parte degli storici, mentre le sue più grandi vittorie in battaglia sono insegnate in tutte le accademie militari. Disprezzato dall’aristocrazia europea, per le sue origini non nobili, riuscì a scalare la gerarchia sociale, sino a diventare di fatto l’imperatore d’Europa.Ciò fu possibile solo grazie alla rivoluzione francese, la quale permise al giovane corso di dare prova delle sue abilità politiche e militari. Napoleone, se da un lato pose fine alla repubblica, dall’altro permise la diffusione delle idee rivoluzionarie in tutto il continente europeo (e oltre).

Nel 1796 gli fu consegnata l’armata d’Italia con il compito di portare la guerra contro gli austriaci nella penisola. Fino a quel momento egli era solamente un giovane ufficiale di artiglieria, sconosciuto ai più, e distintosi a Tolone – sud della Francia, dove aveva aiutato la giovane repubblica a reprimere una rivolta.

Considerato un personaggio molto vicino a Robespierre, accusa che gli costò in seguito quasi la vita,  ricevette un’armata in rovina e priva di armamenti. I soldati, circa 40.000, non ricevevano la paga da mesi.

Lo stesso Napoleone nell’esortare la truppa, chiarì la situazione: “Soldati, voi siete nudi, malnutriti. Il governo vi deve molto, esso non può darvi nulla”.  Eppure, il generale corso riuscì nel giro di pochi mesi a trasformare un esercito allo sbando nel punto d’inizio della sua carriera.

1)Assedio di Mantova(1796-1797) – Campagna d’Italiaassedio di Mantova.jpeg

Da chiarire che in realtà Napoleone ottenne altre importanti vittorie come a Millesimo e Montenotte (13-14 aprile 1796) e Lodi (10 maggio 1796), ma la più importante in assoluto a causa delle sue conseguenze sarà il vittorioso assedio di Mantova.

Napoleone spinse i due comandanti della guarnigione austriaca, il conte Dagobert Siegmund Graf von Wurmser ed il Barone Josef Alvintzy, all’antica tecnica cesariana del “dividi et impera”; invece che cercare di battere sul campo Napoleone cordinandosi tra loro, tentarono vanamente per quattro volte di rompere l’assedio. Iniziato nel luglio dello stesso anno, l’assedio ebbe fine il 2 febbraio 1797 con la caduta della città. L’intero Nord Italia si apriva all’armata d’Italia.

2)Battaglia di Rivoli – Campagna d’Italia

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Contemporaneamente all’assedio di Mantova, Napoleone guidò personalmente le truppe contro l’offensiva austriaca che minacciava il fallimento della spedizione francese. Ottenuta la vittoria, Bonaparte (o Buonaparte) poté dirigersi così in marcia verso Vienna obbligando nel contempo il Papa alla pace (trattato di Tolentino) e ben presto anche gli austriaci (trattato di Campoformio).

L’Italia dopo il Trattato di Campoformio

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3)Battaglia delle Piramidi – Campagna d’Egitto

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Napoleone, a causa dei suoi successi, si era attirato le ire e le gelosie del Direttorio. Per questo motivo gli venne affidata la spedizione in Egitto, con la speranza che le sue sconfitte ne scalfissero l’immagine politica e con l’obiettivo di danneggiare in ogni modo i commerci inglesi.

Nonostante l’inizio infausto dell’operazione e le enormi difficoltà  (la flotta francese fu sconfitta al largo delle coste egiziane dagli inglesi, nella battaglia di Abukir o del Nilo) Napoleone riuscì ancora una volta a cavarsela egregiamente.

Dieci giorni prima dell’ affondamento della flotta francese, il generale ottenne un’importante vittoria sulla leggendaria cavalleria mamelucca, attraverso anche l’adozione di una formazione speciale di fanteria, disposta a quadrato ed estremamente efficace contro le cariche a cavallo.

Napoleone poneva fine a 700 anni di dominazione mamelucca nel paese. La sua spedizione tuttavia era ormai destinata al fallimento; la sconfitta subita a Abukir provocò sia l’intervento del sultano turco oltre che evidenti difficoltà logistiche. Napoleone cercò comunque di avanzare tentando di prendere anche la Siria. L’operazione però non gli riuscì; dovette infatti rinunciare dal conquistare la fortificazione di San Giovanni d’Acri ed infine fu costretto a ritirarsi dal paese.

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Giunto davanti ai famosi monumenti dell’Antico Egitto Napoleone fece una curiosa riflessione: vi erano più anni tra Cesare e l’età dei faraoni, che tra lui e Cesare.  Va ricordata inoltre anche la spedizione scientifica che accompagnò l’esercito francese in Egitto e grazie alla quale scoppiò l’Egittomania, ovvero un grande interesse archeologico internazionale verso l’antica civiltà del Nilo.

4)Battaglia di Marengo (14 giugno 1800) – Seconda campagna d’Italia 

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Divenuto primo console dopo il colpo di stato del 18 brumaio (secondo il calendario rivoluzionario), Napoleone si trovò di fronte ad una dura realtà. Tutte le sue vittorie non era servite a nulla. Se in Egitto infatti ben presto i francesi erano costretti ad abbandonare la regione, in Italia le repubbliche amiche della Francia cadevano e la situazione sembrava tornare al punto di partenza.

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Napoleone attraversa le Alpi, dipinto di Jacques-Louis David

Il suo potere poggiava su fondamenta instabili e già c’era chi a Parigi parlava di un nuovo console; solo nuove vittorie potevano salvarlo. Raggruppato un esercito nonostante le evidenti difficoltà economiche, Napoleone si precipitò ancora una volta sull’Italia, paragonando le sue gesta a quelle di Annibale. La sua discesa in Italia fu tuttavia meno fortunata del generale cartaginese ed impiegò più tempo del dovuto a causa delle resistenze che la spedizione trovò sul suo cammino.

Conquistate nuovamente Milano e Lodi, l’esercito francese seppure in evidente inferiorità numerica, si scontrò contro gli austriaci a Marengo. La battaglia sembrava già perduta quando l’arrivo di Napoleone con i rinforzi cambiò l’esito dello scontro, determinando un’altra vittoria per la Francia. La seconda coalizione si disgregò come neve al sole.

napoleone_incoronazione

Il 2 dicembre 1804 Napoleone è incoronato imperatore dei francesi

5)Battaglia di Ulma (15-20 ottobre 1805) – campagna contro la Terza Coalizione

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Dopo un breve periodo di pace grazie alla quale Napoleone poté gestire e consolidare il proprio potere in patria, nel 1805 fu lanciata la Terza Coalizione (composta ora da Austria, Russia, Gran Bretagna , Regno delle due sicilie e Sacro Romano Impero) contro la Francia ed il neonato impero.

Fallito il progetto di invadere l’Inghilterra via mare a causa della sconfitta navale subita a Trafalgar (nello scontro morì anche lo stesso ammiraglio inglese Nelson) Napoleone fu costretto a scendere nuovamente sui campi di battaglia. Lo schieramento nemico era ancora una volta numericamente superiore al suo esercito, ma non costituiva un fronte unico. Napoleone continuò ad usare il suo stratagemma preferito, affrontando un nemico alla volta. Inizialmente fu il turno degli austriaci, battuti ad Ulma.  Un’intera armata austriaca composta da 60.000 uomini e 30 generali, guidata da Karl Freiherr Mack von Leiberich fu costretta alla resa subendo nel contempo pochissime perdite. Lo stesso generale consegnò personalmente la sua spada a Napoleone. Si tratta di una delle sue vittorie più brillanti, ancora oggi insegnata nelle sue scuole militari.

Dopo la battaglia, l’imperatore poté raggiungere Vienna, conquistandola dopo solo un mese.

6)Battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805)- Campagna contro la Terza Coalizione

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Seppure avesse ottenuto importanti vittorie contro la Terza Coalizione (composta ora da Austria, Russia, Gran Bretagna , Regno delle due sicilie e Sacro Romano Impero) non era ancora stata detta l’ultima parola sui campi di battaglia. Parte dell’esercito austriaco era riuscito a scappare e si apprestava ad unirsi con i russi.

Paragonata dagli storici a quella di Canne, la vittoria ottenuta ad Austerlitz é probabilmente la più grande ottenuta da Napoleone. Definita anche come battaglia dei tre imperatori (vi parteciparono Napoleone, lo zar di Russia Alessandro I e l’imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I) vide anche questa volta la vittoria della Grande Armée su un’esercito più numeroso (70.000 i soldati francesi, 90.000 quelli austro-russi). Fu comunque una carneficina e lo stesso imperatore ne sembrò particolarmente colpito.

Nel suo proclama Napoleone scrisse ai suoi soldati: “Soldati, sono contento di voi! Nella giornata di Austerlitz avete confermato tutto quello che mi aspettavo dal vostro coraggio. Avete decorato le vostre aquile di una gloria immortale..il mio popolo vi rivedrà con gioia, e vi basterà dire: io ero nella battaglia di Austerlitz, perché tutti rispondano: ecco un valoroso!

Scrive Max Gallo nella sua opera su Napoleone:

Che valore avrebbe avuto la sua corona d’imperatore, se ad Austerlitz gli austriaci e i russi avessero battuto la Grande Armata? La sua corona sarebbe rotolata nel fango. Ma ha conquistato l’Europa. E’ lui il padrone e come un Carlo Magno può, se vuole, modellare l’Europa a suo piacimento“.

Dopo la battaglia l’imperatore Francesco I è costretto ad arrendersi; le porte della Germania sono aperte alle forze della Francia. Il Sacro Romano Impero viene smantellato, al suo posto viene creata la confederazione germanica; così facendo Francesco I è costretto ad assumere il titolo di imperatore d’Austria. La pace durerà comunque molto poco..

7)La battaglia di Jena (14 ottobre 1806) – campagna contro la Quarta Coalizione

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Con l’Austria fuori dai giochi, fu la Prussia a prendere il suo posto a fianco della Russia. Nonostante l’eredità di Federico II il grande, a cui si doveva una riforma dell’esercito prussiano seguita da tutta Europa,  lo stato tedesco si trovava ora in una situazione di arretratezza.

Alleatasi segretamente con la Russia nel luglio del 1806, la Prussia intimò  a Napoleone di ritirarsi oltre il Reno. Di fronte all’ennesimo rifiuto fu la guerra.

Ancora una volta Napoleone cercò di attaccare i nemici prima che i loro eserciti si fossero congiunti. In leggera superiorità numerica (120.000 i francesi e circa 110.000 i prussiani-sassoni) l’esercito francese emerse vincitore dallo scontro. Alle sei di mattina del 14 ottobre i cannoni prussiani aprirono il fuoco; alle nove l’inizio dell’attacco generale. Nel pomeriggio la battaglia fu già conclusa e l’esercito prussiano costretto alla ritirata in direzione della città di Weimar. Napoleone non risparmiò critiche a Bernardotte ed elogiò invece Davout che nominerà duca di Auerstadt

La stessa regina di Prussia rischiò la cattura, accusata da Napoleone di aver voluto la guerra.

Alla moglie Giuseppina scrisse: “Mia cara ho effettuato delle belle manovre contro i prussiani. Ieri ho riportato una grande vittoria. Erano 150.000 uomini e ho preso 20.000 prigionieri, mi sono impadronito di 100 bocche da fuoco e delle bandiere. Ero di fronte e non lontano dal Re di Prussia ma non sono riuscito a catturare né lui né la regina(…)”

In sei settimane Napoleone sconfisse la Prussia, prima ancora che i Russi avessero il tempo di fornire supporto agli alleati.

8)Battaglie di Eylau e Friedland – campagna contro la Quarta Coalizione

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Nel 1807 i russi lanciarono a sorpresa un’offensiva in Prussia, mettendo in seria difficoltà la Grande Armata. La battaglia di Eylau (7-8 febbraio 1807)si concluse con una carneficina, senza che dallo scontro ne fosse emerso un chiaro vincitore.

In parità numerica, circa 70.000 uomini per schieramento, fu l’esercito francese a subire più perdite nello scontro. La sconfitta fu evitata grazie alle cariche di cavalleria di riserva guidate da Gioacchino Murat e lanciate contro l’esercito russo che avanzava, mentre Napoleone aspettava i rinforzi che presto riuscirà a ricevere.

Nel giugno, dopo aver fortificato l’esercito, Napoleone avanzò in territorio russo con una forza multinazionale (polacchi, italiani, olandesi, tedeschi oltre ovviamente a francesi). Circa 80.000 uomini soldati francesi giunsero allo scontro  con quasi 60.000 russi, guidati dal generale Leonty Leontyevich Bennigsen.

Il maresciallo Jean Lannes riuscì a tener la sua posizione mentre i russi attraversavano il fiume Alle ed attaccavano, nonostante fosse in inferiorità numerica di 2 a 1. Permise così a Napoleone di raggruppare le sue forze; alle 5 del pomeriggio del 14 giugno 1807 fu lanciato l’attacco principale (circa 65.000 uomini) e le forze russe furono respinte nel piccolo villaggio di Friedland.

I russi perderono quasi 20.000 uomini mentre i francesi la metà; i prussiani si ritirarono lasciando solo ciò che rimaneva dell’esercito zarista.

Solo 5 giorni dopo lo zar chiese la firma dell’armistizio, concluso a Tilsit, sul fiume Memel e pronunciando le seguenti parole:”odio gli inglesi come voi”. Napoleone rispose dal suo canto: “allora abbiamo già fatto pace”. La Quarta Coalizione era definitivamente sciolta.

La massima estensione dell’Impero Napoleonico (1810)

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In rosso i territori governati direttamente da Napoleone, in giallo gli stati satellite, in arancione i regni governati dai suoi familiari.

Dopo aver sconfitto anche la Quinta Coalizione, composta dalla sempre presente Inghilterra e dall’impero d’Austria grazie alla famosa battaglia di Wagram (non esattamente un vero e proprio trionfo) ed aver conquistato la Spagna, Napoleone poteva dirsi veramente imperatore d’Europa.  Napoleone cercò a questo punto di legittimare il suo potere e di dare vita ad una dinastia riconosciuta, prendendo in moglie la figlia dell’imperatore d’Austria Maria Luisa ed abbandonando la famosa Giuseppina. L’Inghilterra continuava nel frattempo ad avversare Napoleone non riconoscendone l’autorità ed i nuovi equilibri politici da lui creati in Europa. Per cercare di far cedere l’Inghilterra fu approntato un blocco navale verso le merci inglesi, che comunque continuarono ad arrivare in tutta Europa..

9)Battaglia di Borodino (26 agosto 1812) – Campagna in Russia

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Il blocco navale voluto da Napoleone non riuscì nell’intento; la Russia nel frattempo era sospettata (giustamente) da Napoleone di continuare a favorire gli inglesi e di aizzare altre nazioni contro i francesi; la situazione difficile in Spagna a causa delle rivolte, creava non pochi problemi di credibilità all’impero. Bonaparte si decise quindi ad attaccare preventivamente la Russia, approntando una forza d’invasione mai vista prima: 500.000 uomini provenienti da tutta Europa lo seguirono nell’impresa, iniziata sotto tutti i buoni auspici.

A Borodino, 70 km da Mosca, 130.000 uomini della Grande Armata riportarono una vittoria sull’esercito russo guidato dal generale Kutuzov, forte di 120.000 uomini. Il fronte era lungo oltre 5 chilometri ma nessuno sembrò cedere. Un continuo cannoneggiamento ambo i lati durò per tutto il giorno, fino a che il 27 agosto i russi non si ritirarono lasciando sul campo quasi 45.000 uomini; le perdite furono tuttavia consistenti anche per Napoleone che perse 30.000 uomini. L’imperatore stesso la definì: “la più dura delle mie battaglie”

Nonostante le vittorie iniziali e anche la facile occupazione della capitale Mosca, la Russia era un paese estremamente vasto. A peggiorare le cose i russi adottarono, come nella seconda guerra mondiale, la tattica della terra bruciata, impedendo così all’esercito di rifornirsi adeguatamente. La stessa capitale fu incendiata. Napoleone non riusciva inoltre a raggiungere uno scontro decisivo, importante per il successo della sua campagna.

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L’imperatore cominciò così la ritirata; gli assalti dell’esercito russo trasformarono tuttavia ben presto la ritirata in una fuga precipitosa, aggravata dalle rigide temperature dell’inverno russo. L’impero di Napoleone non si sarebbe più ripreso; 400.000 uomini il costo di vite umane perdute nella campagna in Russia.

10)La battaglia di Dresda (13-16 ottobre 1813)

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Se le campagne offensive di Napoleone e le sue vittorie sono conosciute, minore è la conoscenza sulla campagna difensiva che fu costretto ad adottare dopo la ritirata dalla Russia. Approfittando della sua debolezza, una dopo l’altra, le nazioni europee a partire dalla Prussia voltarono faccia contro Napoleone, dichiarandogli nuovamente guerra. Seppure contro forze soverchianti, l’imperatore riuscì a rimandare la sconfitta definitiva per molto tempo.

Nonostante le vittorie di Lützen ed a Bautzen, i rinforzi copiosi che affluivano alle forze alleate obbligarono l’imperatore a difendere Dresda, centro nevralgico per l’esercito napoleonico. In evidente inferiorità numerica (130.000 francesi contro 170.000 “alleati”) Napoleone riuscì a battere sul campo la Sesta Coalizione.

Il feldmaresciallo Schwarzenberg attaccò in un grande semicerchio la città, mentre parte delle sue truppe restava sull’Elba. Napoleone, arrivato nel tardo pomeriggio, riuscì a respingere l’assalto , prendendo l’iniziativa già nel giorno successivo. Grazie ad una mobilità maggiore della sua artiglieria, lo scontro fu favorevole ai francesi che lasciarono sul campo solo 10.000 uomini, a fronte dei 30.000 perduti dalla Sesta Coalizione.

Le vittorie dell’imperatore non bastarono tuttavia a salvare l’impero dalla disfatta. Nelle settimane successive le forze francesi furono ripetutamente sconfitte, sino alla battaglia di Lipsia (13-16 ottobre 1813). Qui la Grande Armée andò incontro al suo definitivo tracollo, un fatto imputabile sopratutto all’evidente superiorità numerica del nemico. Ben 400.000 i soldati della coalizione, poco meno della metà i francesi. Fu la fine del sogno imperiale di Napoleone.

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Costretto prima all’esilio sull’isola d’Elba, Napoleone cercò vanamente di tornare alla carica sfidando il congresso di Vienna, il cui lavoro stava ristabilendo i vecchi confini pre-rivoluzionari (a parte alcune eccezioni) e restaurando le vecchie dinastie in tutta Europa. Ancora una volta Bonaparte fu però battuto, a Waterloo (18 giugno 1815), da una nuova coalizione anti-francese.  Posto in esilio sulla sperduta isola di Sant’Elena (Oceano Atlantico), Napoleone finì i suoi giorni qui, forse avvelenato dagli inglesi che lo avevano in custodia.

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L’Europa dopo la fine del Congresso di Vienna

 

Articolo di Stefano Borroni

 

 

 

 

 

 

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