“Nodo alla gola”: Alfred Hitchcock e il capolavoro in una sola ripresa

Scritto da Arthur Laurents e diretto da Alfred Hitchcock, Nodo alla gola (Rope) è uno dei film più belli e, allo stesso tempo, poco conosciuti della storia del cinema.
Il film, girato nel 1948 per la Warner Bros e distribuito in Italia solamente nel 1956, presenta una serie di novità tecniche assolutamente spettacolari: è la prima pellicola a colori del regista britannico, il quale ha 49 anni quando decide di girare questo film e ha già prodotto capolavori assoluti, da L’uomo che sapeva troppo (1934) a Rebecca – La prima moglie (1940) a Notorious – L’amante perduta (1946).
Inoltre il film, girato tutto in un unico appartamento, è composto da 11 piani-sequenza, gran parte dei quali uniti tra di loro in modo da far sembrare il tutto come un’unica ripresa. Si può vedere così la cinepresa passare dietro alla schiena di uno dei personaggi, oppure dietro uno degli oggetti sulla scena (una sedia, un vecchio baule..). Come avrebbe poi detto lo stesso Hitchcock a Truffaut nella celebre intervista del 1962, si trattava della “idea un po’ folle di girare un film costituito da una sola inquadratura“.
Una sorta di pre-Birdman, il film scritto e diretto da Alejandro González Iñárritu nel 2014 che ha vinto 4 premi Oscar come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior fotografia.
Non è lo stesso successo che riscosse il film di Hitchcock nel ’48: la critica fu fredda e poco accogliente e molte sale sia negli Stati Uniti sia in Europa decisero di non proiettare la pellicola a causa del suo contenuto pericoloso e immorale.

nodo alla gola locandina

Fatto sta che Nodo alla gola rimane uno dei più grandi capolavori del regista londinese. La trama trae spunto da un fatto di cronaca nera realmente avvenuto negli Stati Uniti durante gli anni ’20: l’uccisione di un ragazzo di 14 anni, Bobby Franks, da parte di una coppia di omosessuali, N. F. Leopold Jr. e R. A. Loeb. L’aspetto sconvolgente dell’omicidio fu il fatto che la vittima era stata scelta a caso, per il puro gusto di compiere il delitto perfetto.
E’ su queste basi che nell’anno della Grande crisi del 1929 l’autore teatrale Patrick Hamilton scrive Rope, il quale ispira direttamente Hitchcock e Laurents che proprio sopra il soggetto dell’opera, inserendovi elementi tratti dal Delitto e castigo di Dostoevskij, costruiscono il loro film.

Il legame con Dostoevskij è fondamentale per comprendere il film. In questo senso sembra di vedere un chiaro collegamento con Irrational man, il film scritto e diretto da Woody Allen nel 2015: uccidere per commettere il “delitto perfetto” (per citare lo stesso Hitchcock). Come Raskol’nikov decide di uccidere l’avida usuraia, Brandon e Philip assassinano David per dimostrare la loro superiorità intellettuale e morale e per avere la prova che il “delitto perfetto” è qualcosa di riservato a pochi eletti.

nodo alla gola

Trama: il film inizia con la scena dell’omicidio da parte dei due protagonisti, Brandon (John Dall) e Phillip (Farley Granger), e con la decisione di questi di organizzare un party proprio nell’appartamento dove si è appena consumato il delitto.
Tra gli invitati figura anche Rupert (James Stewart), l’ex-professore dei due ragazzi i quali sperano che possa cogliere la loro superiorità mentale e possa apprezzare il loro gesto. In realtà, tra l’alcool e la tensione latente che cresce sempre di più, in un vortice di dialoghi che tiene lo spettatore letteralmente incollato davanti allo schermo, Phillip si lascia sfuggire qualche parola di troppo che insospettisce sempre di più Rupert.
Sarà proprio il personaggio nel ruolo di James Stewart, alla sue prima esperienza con Hitchcock, a dover scoprire il delitto che è maturato in quella stanza e trarne le dovute conseguenze: con la sua abilità e la sua intelligenza sarà proprio Rupert a smascherare i due assassini e ad assicurarli alla giustizia.

Nel video, un breve estratto di Nodo alla gola.

 

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