Morto l’ultimo sopravvissuto a Treblinka

Nel sistema dei lager creati dalla Germania durante la seconda guerra mondiale, Treblinka è uno dei più tristemente noti.

Secondo per vittime, dalle 700.000 alle 900.000, solo ad Auschwitz II, fu costruito nel 1942 nella Polonia – a soli 60 km dalla capitale Varsavia – operando insieme a quelli già realizzati di  Bełżec e Sobibór.

L’obiettivo del campo era quello di raccogliere gli ebrei provenienti dai diversi ghetti della Polonia, così da attuare definitivamente l’Operazione Reinhard e sopprimere gli ebrei sopravvissuti alle altre “purghe”.

Il campo, oltre per la ferocia con cui venivano trattati i prigionieri, è divenuto famoso anche per un’aperta rivolta: un gruppo di prigionieri ebrei detenuti a Treblinka rubarono le armi, diedero fuoco al campo e fuggirono nei boschi circostanti. Dei 200 riusciti a fuggire, la maggior parte furono immediatamente uccisi o catturati dagli abitanti dei villaggi polacchi e fecero ritorno al campo.

memoriale_treblinka.JPG

memoriale di Treblinka, Polonia

Samuel Willenberg è stato uno dei 67 prigionieri riusciti a fuggire da Varsavia, poi unitosi alla resistenza polacca, grazie al proprio aspetto “non ebreo”. Finita la guerra si trasferì in Israele dove trascorse il resto della sua vita a raccontare la propria esperienza attraverso la sua scrittura, conversazione e scultura. Willenberg è morto la scorsa settimana nella sua casa di Tel Aviv; aveva 93 anni.
Samuel Willenberg era nato nella città polacca meridionale di Czestochowa nel 1923. Il padre, un pittore, insegnava in una scuola ebraica locale, mentre sua madre si era convertita dal cristianesimo al giudaismo dopo il matrimonio. Dopo l’invasione del paese nel 1939, la famiglia si divise. Due sorelle furono arrestate nel 1941 a Czestochowa, mentre Samuel fu rastrellato insieme ad altri  6.000 ebrei nel ghetto Opatow (nel sud della Polonia) e trasportato in treno a Treblinka nell’ottobre 1942. Un conoscente gli consigliò di dire ai tedeschi che fosse un muratore, cosa che gli salvò la vita.

Solitamente a Treblinka i prigionieri non arrivavano come forza lavoro, ma erano direttamente destinati alla camere a gas; alcuni tuttavia erano selezionati per i lavori di manutenzione del campo. Sopravvivevano in sostanza, solo per aiutare i nazisti a fare il lavoro sporco.

I nazisti rasero al suolo Treblinka nel 1943 inotrato e lo trasformarono in una fattoria, nascondendo tutte le prove. Nel 2014, uno scavo archeologico del sito ha rivelato la prova inequivocabile del suo passato macabro, dalle fosse comuni alle fondamenta di mattoni delle camere a gas.

Willenberg , riuscito a scappare al massacro, ha anche disegnato uno schema esatto del campo dalla memoria per l’utilizzo degli storici, e ha scritto un’autobiografia, “Rivolta a Treblinka,” tradotta in otto lingue.

Articolo di Stefano Borroni

Fonti:

http://www.history.com/news/last-survivor-of-treblinka-dies-at-93

http://www.theguardian.com/world/2016/feb/20/samuel-willenberg-survivor-of-nazi-death-camp-treblinka-dies-aged-93

http://www.huffingtonpost.com/entry/samuel-willenberg-dead-treblinka-survivor_us_56cacb94e4b0928f5a6c5d1d

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