Quali sono i simboli ufficiali della Repubblica italiana?

La Repubblica italiana nasce ufficialmente il 18 giugno 1946, in seguito al referendum istituzionale del 2 giugno che contrappose la monarchia alla repubblica.
Come sappiamo, vinse la seconda scelta ma quale sono i simboli ufficiali del nostro sistema istituzionale?
Il Tricolore

tricolore

Il primo simbolo ufficiale della patria è la bandiera nazionale italiana. Essa nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso“. Sul significato dei colori è tutt’ora in corso un’interessante discussione: secondo una delle teorie più accreditate, il bianco e il rosso comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese.
In seguito alle prime due guerre d’indipendenza, il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella utilizzata durante la prima guerra d’indipendenza (1848-49).

Attualmente, il tricolore è definito dall’articolo 12 della Costituzione italiana: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni“.

L’inno nazionale

inno di mameli

Scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli e musicato poco dopo a Torino da Michele Novaro, il «Canto degli Italiani» nacque nel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria e alla prima guerra d’indipendenza.

Il 12 ottobre 1946 l’Inno di Mameli diventa l’inno nazionale della Repubblica Italiana: il brano, un 4/4 in Si bemolle maggiore, è composto da sei strofe e da un ritornello che viene cantato alla fine di ogni strofa.

L’emblema

emblem

La realizzazione dell’emblema del Repubblica italiana ha inizio nell’ottobre del 1946, quando il governo De Gasperi istituisce una Commissione, presieduta da Ivanoe Bonomi. Si decide di bandire un concorso nazionale aperto a tutti, basato su poche tracce: esclusione rigorosa dei simboli di partito, inserimento della stella d’Italia, “ispirazione dal senso della terra e dei comuni”. Ai primi cinque classificati sarebbe andato un premio di 10.000 lire.

Sul sito ufficiale del Qurinale è presente la descrizione del simbolo del nostro Paese: “l’emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione […]. Il ramo di quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano […]. La ruota dentata d’acciaio, simbolo dell’attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro“. La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo essa splende raggiante. Così fu rappresentata nell’iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario“.

Il concorso fu vinto dal professore e artista Paolo Paschetto, nato il 12 febbraio 1885 a Torre Pellice (Torino) e morto il 9 marzo 1963.

Questi tre elementi che abbiamo analizzato sono i simboli più importanti della Repubblica italiana. Di questi, solamente la bandiera nazionale trova una sua descrizione e collocazione nella Costituzione.
Tuttavia esistono altri due simboli ufficiali, a cui si può affiancare la festa della Repubblica del 2 giugno.

Lo stendardo presidenziale

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Lo stendardo presidenziale costituisce il segno distintivo della presenza del Capo dello Stato e segue perciò il Presidente della Repubblica in ogni suo spostamento. L’attuale stendardo presidenziale si ispira alla bandiera della Repubblica Italiana del 1802-05 e vuole legare l’insegna del Capo dello Stato al tricolore, sia come preciso richiamo storico del nostro Risorgimento, sia come simbolo dell’unità nazionale. La sua forma quadrata e la bordatura d’azzurro simboleggiano le Forze Armate, di cui il Presidente della Repubblica è Capo.

Il Vittoriano

vittoriano

Il Vittoriano, il cui nome deriva dal primo sovrano d’Italia Vittorio Emanuele II, fu inaugurato in Piazza Venezia a Roma il 4 giugno 1911 da Vittorio Emanuele III in occasione della celebrazione dei 50 anni dell’unità d’Italia.
All’interno del complesso monumentale, opera dell’architetto Giuseppe Sacconi, il 4 novembre 1921, data in cui si celebravano i 3 anni dalla fine della prima guerra mondiale, fu collocata la salma del Milite Ignoto in memoria dei tanti militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome o il luogo di sepoltura.

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