“Che gioia uccidere gli italiani”, i racconti shock della Wehrmacht

Alcuni anni fa due storici tedeschi hanno raccolto in un libro da più di 500 pagine le conversazioni quotidiane registrate dai servizi segreti alleati durante il conflitto. Le informazioni vennero originariamente raccolte durante un’operazione segreta volta a svelare la psicologia del nemico.

L’enorme materiale prodotto è stato così analizzato dagli storici Neitzel e Welzer – oltre 150mila le pagine di archivio dell’Intelligence Service britannico e di quello statunitese – ed ha fornito nuove prove della brutalità nazista o se si vuole citare Hannah Arendt della “Banalità del Male”
La guerra se da un lato fa emergere le azioni di eroismo e coraggio dall’altra dà libero sfogo ai peggiori lati del genere umano. Come scriveva Primo Levi: “A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”.
Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero.
Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager” [1]
Quello stesso nemico, per i soldati intercettati, non aveva alcun valore. Così raccontava un soldato ad un altro:
In un villaggio in Russia c’erano partigiani. E’ chiaro che dovevamo fare terra bruciata, uccidemmo donne, bambini, tutto e tutti[2]
invasione_polonia.jpg
Anche nel caso dell’invasione della Polonia:
Bombardavamo e mitragliavamo a volo radente attorno a Poznan, volevamo fare tutto il possibile con le mitragliatrici di bordo. Soldati, civili? La gente non mi faceva pena, ma uccidemmo anche cavalli, per i cavalli fui dispiaciuto fino all’ultimo giorno[2]
Molti ufficiali tedeschi già all’inizio del conflitto rivelarono il cattivo comportamento di alcuni compatrioti. Il 20 settembre del 1939, durante la campagna in Polonia, la sezione operazioni della XVI armata tedesca informò che le truppe cominciavano a sentirsi a disagio “a causa delle misure ampiamente illegali” utilizzate dalle SS guidate qui da von Woyrsh. Secondo gli stessi soldati tedeschi “sfogavano i loro spiriti bellicosi contro civili inermi [3]
In Italia sono famose le stragi di cui si macchiarono le truppe naziste dopo l’armistizio del 1943. Marzabotto, Sant’Anna, Le fosse ardeatine (solo per citarne alcune) sono spesso ricordate come l’emblema della crudeltà nazifascista. Solamente nel 1994 con il ritrovamento del famoso “Armadio della Vergogna” si è incominciata a gettar luce su queste tristi vicende
“In Italia, in ogni luogo dove arrivavamo, il tenente ci diceva sempre “cominciate ad ammazzarne un po” così racconta un caporalmaggiore della Wehrmacht ad un suo compagno di prigionia od ancora: “Il tenente ci diceva, ammazzatene venti, così avremo un po’ di pace, alla minima loro sciocchezza via altri cinquanta. Ra-ta-ta-ta con le mitragliatrici, lui urlava, “crepate, maiali”, odiava gli italiani con rabbia“.
In Italia sono almeno 400 le stragi compiute sulla popolazione inerme, con una perdita stimata di 15.000 vite umane, in cui in molti casi fondamentale è stato l’aiuto fornito dalle stesse milizie italiane [4]
fosse_ardeatine.jpg
L’odio dei soldati nazisti era comunque rivolto a tutti nemici; educati sin dalla giovane età al mito della Germania e del suo Fuhrer, il fanatismo dei soldati tedeschi si spingeva sin all’inverosimile.
Come sostennero gli ex piloti Baeumer e Greim.  “Avevamo un cannone da 20 mm, volando bassi su Eastbourne abbiamo visto una festa in una villa, abbiamo sparato, ragazze in abito sexy e uomini eleganti schizzavano via nel sangue, amico mio che divertimento!
Articolo di Stefano Borroni
Fonti:
[1] Se questo è un uomo, Primo Levi, Einaudi
[3] La grande storia della seconda guerra mondiale, Martin Gilbert, Oscar Mondadori
lista delle principali stragi nazifasciste in Italia: http://www.criminidiguerra.it/CrimiNazi.shtml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...