Rivelato il segreto della longevità dei templari

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Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell’ordine templare

L’aspettativa di vita dei templari è da sempre oggetto di dibattito. Riuscivano a vivere infatti 25-40 anni in più rispetto ai propri contemporanei.

Ne è un fulgido esempio il loro ultimo gran maestro Jacques De Molay, morto all’età di 67 anni. Considerando che la sua morte non fu dovuta a cause naturali ma alla condanna sul rogo, avrebbe potuto tranquillamente spegnere altre candeline.

Tralasciando leggende e misteriose fonti di vita eterna, gli studiosi hanno provato ad individuare i reali fattori che permisero ai cavalieri del tempio di sopravvivere tanto a lungo.

Al servizio dei pellegrini

Riconosciuti ufficialmente nel 1128 come un’istituzione indipendente, i templari non erano propriamente dei crociati. Non prendevano infatti i voti provvisori del pellegrinaggio ma erano costantemente impegnati nella guerra santa. Il loro compito principale, almeno inizialmente, erano quello di proteggere i pellegrini che giungevano in Terrasanta per visitare i luoghi sacri del Cristianesimo.

Sebbene potenti, arrivarono insieme ai cavalieri ospitalieri a controllare più del 40% delle frontiere in oriente, non erano così numerosi come si vuol credere; superavano di poco gli ospitalieri (circa 300). Si “limitavano” in effetti a comandare le truppe mercenarie che costituivano il nucleo dei presidi e dei reggimenti da campo. Si trattava inoltre, quella dei templari, di una scelta di vita molto costosa; la costruzione del castello di Safet, uno dei più grandi dei templari in Palestina, venne a costare qualcosa come un milione e centomila bisanti saraceni*. Nonostante le ricche proprietà accumulate ad occidente, in oriente i templari e gli altri ordini sembra versassero in gravi difficoltà economiche[1]

Nonostante ciò l’ordine venne soppresso nel XIV secolo si sospetta per il desiderio del re di Francia Filippo IV, denominato il bello, di appropriarsi dello loro proprietà e delle loro ricchezze.

*Il Bisante era una moneta d’oro nota con questo nome poichè prodotta dalla città di Bisanzio, capitale dell’impero romano d’oriente (o impero bizantino)e riconosciuta in tutto il mondo Mediterraneo. Quando i crociati conquistarono la Terrasanta a seguito della prima crociata, anche nel neonato regno di Gerusalemme si rese necessaria la coniazione di una nuova moneta, il Bisante Saraceno. Si trattava di monete d’oro prodotte nella zecca di San Giovanni d’Acri. Considerando che Johannes, abate di Monte Tabor concesse alcuni decenni dopo per 20 bisanti saracenati in enfiteusi una terra sita in Acri, ci da l’idea dell’enorme quantità di denaro necessaria per costruire il castello (documento consultabile qui)

Il segreto della longevità

 

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Fortezza templare a Ponferrada, Spagna

La longevità sembra essere una caratteristica peculiare dei Templari. I casi più noti includono Ugo di Payns, il co-fondatore e primo Gran Maestro dell’Ordine, morto nel 1136 all’età di 66 anni e Geoffrey de Charney, precettore di Normandia, deceduto a 63 anni insieme al Gran Maestro Jacques De Molay sul rogo.

“L’eccezionale longevità dei Templari è stato generalmente attribuita ad uno speciale dono divino,” spiega Francesco Franceschi, docente presso l’Università Cattolica di Roma

La spiegazione potrebbe essere molto più semplice, vista la rigorosa osservanza delle abitudini di vita specificate da Bernardo di Chiaravalle, spesso legate all’igiene e alla nutrizione.

“Lavarsi le mani prima di mangiare era obbligatorio. Inoltre, il refettorio era sempre molto pulito, grazie al ricambio delle tovaglie. La cacciagione era proibita come cibo. Pesce, formaggio, olio d’oliva e frutta fresca erano al contrario molto apprezzati “, ha sostenuto  Franceschi, intervistato da Discovery.

Questi ha anche osservato come tali abitudini fossero in netto contrasto con la dieta medievale, molto ricca di grassi e calorie, responsabile di malattie come il diabete e la gotta (oltre ad ipertensione ed obesità).

 

Come sostengono i ricercatori che un’ottima condizione fisica fosse indispensabile per chi doveva combattere. La carne, sulla base dei documenti individuati dagli studiosi, sembra fosse mangiata al massimo tre volte alla settimana, evitando di consumare quella grigliata.

I Templari consideravano i frutti di mare come un valido sostituto per la carne, approfittando così degli effetti benefici degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi.

Inoltre, i cavalieri sembra consumassero grandi quantità di legumi, oltre a frutta e verdura.

Come ha sostenuto sempre Franceshi, “i legumi sono la più potente fonte naturale di probiotici e agiscono come nutrienti per i batteri” buoni “della flora intestinale. Questo è stato uno dei segreti della loro dieta sana. ”

Infine, i Templari bevevano modeste quantità di vino, mescolandolo con polpa di aloe, pianta che vanta proprietà antisettiche, antibatteriche e fungicidi.

“Crediamo che la dieta e  loro abitudini di vita possano dare una spiegazione alla straordinaria longevità dei Templari”, hanno scritto i ricercatori. “Se questo è il caso, il motto ‘imparare dal passato’ non è mai stato così appropriato.”

Traduzione e articolo di Stefano Borroni

Fonti:

articolo di Rossella Lorenzi per Discovery: http://news.discovery.com/history/knights-templar-secret-of-longevity-revealed-160408.htm

http://www.lastampa.it/2016/03/30/scienza/benessere/la-dieta-dei-templari-ecco-perch-vivevano-anni-pi-degli-altri-Ifot9dsuRkeFPx5Exh4VEI/pagina.html

[1] Jonathan Riley Smith, breve storia delle crociate, Oscar Mondadori

 

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