Quando la Musica incontra la Storia

Articolo di Lorenzo Naturale

Nel precedente articolo, tramite una selezione di 10 canzoni, abbiamo mostrato a che risultati interessanti possa portare la fusione tra Storia e Musica (in quel caso rock, metal e rispettivi sottogeneri). E’ stata una selezione dura, che da un lato è riuscita a dare una chiara visione d’insieme, ma dall’altro ha escluso tutta una serie di artisti, generi ed argomenti che meriterebbero di essere nominati e trattati. L’obiettivo che si pone questo articolo è, dunque, dare spazio a più generi e più argomenti storici.
Il celeberrimo filosofo tedesco Nietzsche affermò: “Senza la musica la vita sarebbe un errore”. Tralasciando le varie implicazioni filosofiche di questa sua massima, non posso far altro che condividere il pensiero e continuare l’esperimento.
L’elemento in comune tra tutte le tracce musicali, naturalmente, sarà la Storia. Tuttavia, questa nuova selezione – per l’occasione ampliata a 20 canzoni – non conterrà solo brani rock e metal; certo saranno presenti, ma non come unici generi, poiché si spazierà dal country al folk, dalla classica allo swing, dal punk al pop.
Buona immersione nella Musica e nella Storia!

1.) Motorhead – 1916

Ho deciso di mettere prima nella lista questa per due motivi: il primo poiché stanno passando esattamente 100 anni da ogni giorno del 1916; secondo, il cantante di questo gruppo, Lemmy Kilmister, icona indiscutibile del genere, sensibile ai temi della guerra, è morto l’anno scorso a causa di una malattia fulminante incurabile. Per questi due motivi ritengo sia doveroso proporre questa canzone e proporla in prima posizione.
L’anno forse più duro di tutta la Grande Guerra è stato proprio il 1916: la Battaglia degli Altipiani, Verdun, lo Jutland… Migliaia di vite – soprattutto giovani – furono stroncate  sui campi di battaglia. E questo brano li ricorda per quello che erano: intrepidi, coraggiosi, illusi. Racconta la loro voglia di far parte della Storia, del cameratismo, di fare il loro dovere per la propria nazione… ma anche delle sofferenze, di quella macabra distesa di fango e cadaveri che erano i campi di battaglia, della morte. Cose che accomunavano tutti, indifferentemente dalla divisa e dall’età; talvolta anche dal sesso.
Il video è accompagnato da immagini e filmati ricolorati (e non) dell’epoca. Sembrano surreali a tal punto da non sembrare nemmeno vere, quasi provenissero da un tempo remoto che non è mai esistito. Invece, ci mostrano l’Europa del 1916 ed i protagonisti dell’epoca. 100 anni in Storia non sono quasi niente; eppure dal 1916 al 2016 è cambiato tantissimo. Prendiamo spunto da questo Centenario per meditare e ricordare. Quotidianamente.

2.) U2 – Sunday Bloody Sunday

La regione dell’Ulster, di maggioranza protestante e filo-britannica, nel 1921 non venne inclusa nel neonato Stato irlandese. Al suo interno, tuttavia, continuava ad esistere una significativa parte di popolazione irlandese e cattolica, che era mal tollerata dai protestanti oltranzisti. Nel 1966 venne costituita la “Ulster Volunteer Force”, un’associazione paramilitare di protestanti che si macchiò di persecuzioni violenti ai danni di cittadini cattolici. Nel 1969, per rispondere all’organizzazione sopracitata, i nazionalisti cattolici decisero di costituire l’IRA, “Irish Republican Army”, un altro organismo paramilitare che mirava a proteggere i cittadini cattolici dalle persecuzioni. Due associazioni paramilitari si contendevano la zona e, naturalmente, la situazione non era affatto pacifica. Quello stesso anno il Governo britannico decise di inviare a Belfast dei reparti dell’esercito per tenere sotto controllo la situazione. Tuttavia, domenica 30 gennaio 1972, a Belfast, durante una manifestazione cattolica, le truppe britanniche presenti spararono sulla folla, uccidendo e ferendo un gran numero di manifestati e scatenando le reazioni dell’IRA. Quella domenica venne ricordata come “Bloody Sunday” ed è da qui che la celebre canzone degli U2 prende spunto.

3.) Iron Maiden – Alexander The Great

Il celeberrimo gruppo heavy metal inglese dedicò questa canzone al grandissimo sovrano e conquistatore macedone, Alessandro Magno.

4.) Giuseppe Verdi – Nabucco

Uno dei cori più noti della musica classica, collocato nella III parte del “Nabucco”, forse la più completa opera di Verdi. Ad intonare il canto lamentoso sarebbero gli Ebrei imprigionati nelle terre di Babilonia. Infatti, sotto il sovrano babilonese Nabuccodonosor II (vissuto circa tra il 634 a.C. 562 a.C.), diversi giudei dalla Palestina e dal Regno di Giuda furono fatti prigionieri; questo periodo è conosciuto nelle cronache come “Cattività babilonese” e fu un vero trauma per gli ebrei, poiché dovettero reinterpretare le loro sacre scritture ed identità senza un Tempio ed un regno stabile.

5.) The Irish Rovers – Johnny I hardly knew ye

I “The Irish Rovers” interpretano qui un brano antimilitarista irlandese del tardo Settecento. Nella versione del gruppo il testo è stato modificato, sebbene la critica all’arruolamento e alle guerre sia evidente. La versione originale parla dei soldati di Athy, un paese nella  Contea di Kildare, che furono mandati a combattere nel Ceylon (l’attuale Sri Lanka) per la britannica E.I.C. (East India Company) durante le Guerre Napoleoniche e nel periodo immediatamente successivo.  “Johnny” rappresenta proprio quei soldati menomati e straziati a tal punto che, una volta tornati in patria, gli stessi familiari fanno fatica a riconoscere.

6.) Eric Bogle – The Green Fields of France

Il compositore, a cui sono cari i temi della guerra (specialmente della Prima Guerra Mondiale), prese l’ispirazione guardando la lapide di un soldato britannico di 19 anni che morì durante la battaglia della Somme del 1916. Ed è a proprio a questo soldato, Willie McBride, a cui l’autore si rivolge nella canzone in un tono malinconico, domandandogli della sua morte o se lui ed i suoi compagni credessero in quello che facevano all’epoca e, contemporaneamente, confrontando i campi francesi dell’epoca a quelli verdi e rigogliosi dei giorni nostri.

7.) Running Wild – Calico Jack

John Rackham nacque a Bristol il 21 dicembre 1682 e fino al 16 novembre 1720 (data nella quale morì per impiccagione) fu uno dei più terribili e famosi pirati mai esistiti. Inventore del Jolly Roger (la celebre bandiera nera raffigurante in bianco un teschio con sotto incrociate due sciabole), la sua vita sembra essere uscita di uno dei migliori romanzi di Salgari o Stevenson: saccheggi e combattimenti, fughe rocambolesche da prigioni e vascelli avversari e una storia d’amore con una famosa pirata, Anne Bonny; un vita da romanzo d’avventura che però è autentica e non frutto di fantasia. Il suo soprannome, “Calico Jack” deriva dal tessuto con il quale le sue vesti erano realizzate, il calicò. La canzone è ispirata alla sua figura.

8.) Ex Deo – Romulus

Gruppo metal canadese i cui testi sono incentrati sulla Roma antica e l’Impero. Questo brano, come si evince dal titolo, è ispirato dalla figura di Romolo, leggendario fondatore dell’Urbe eterna.

9.) Inno degli Stati Confederati d’America – I wish I was in Dixie Land

Conosciuto anche come “Dixie Land”, questo brano fu l’inno nazionale dei neonati Stati Confederati d’America alla vigilia della Guerra di Secessione americana, combattuta tra il 1861 ed il 1865. Il testo evidenzia l’attaccamento verso le terre del Sud degli Stati Uniti, ad economia prettamente agricola, ed alle coltivazioni tipiche di quelle terre. Sebbene sia considerata una canzone-simbolo della descriminazione verso i neri, nel testo non c’è alcun riferimento alla schiavitù. Vale la pena di ricordare che la questione della schiavitù fu solo una dei tanti motivi per cui si combatté la guerra e non la causa principale, visto che si contrapposero società completamente diverse sotto praticamente ogni aspetto. Inoltre, l’emancipazione dei neri era una tematica cara solo a certe élite intellettuali progressiste ma non al popolo, tant’è che la stragrande maggioranza della popolazione continuò a discriminare e a volere le leggi razziali.

 

10.) Creedence Clearwater Revival – Fortunate Son

1969: la guerra del Vietnam infuria e migliaia di giovani americani sono chiamati alle armi per servire il proprio paese. Ma chi? E per quale ragione? La canzone sottolinea con pungente ironia la propaganda e l’arruolamento: certo, i giovani sono chiamati alle armi, ma non quelli dei senatori o di altri personaggi importanti. A dover partire per una guerra falsa ed infame, infatti, sono spesso e volentieri i figli di gente comune.

11.) Scorpions – Winds of Change

Il gruppo rock tedesco scrisse questa famosissima canzone in occasione del disgelo diplomatico e del processo di disgregazione dell’Unione Sovietica, divenendo simbolo dell’abbattimento del Muro di Berlino nel 1989.

12.) Fabrizio de André – Sidùn

Questo straziante brano del cantautore genovese ha come tema la città di Sidone, in Libano. Tra il 1975 ed il 1990 la città fu teatro di crudelissimi scontri tra le milizie di palestinesi, israeliani, siriani, Hezbollah e Amal. La canzone è introdotta dalle voci di Ronald Reagan (presidente degli Stati Uniti) e Ariel Sharon (Primo Ministro di Israele), alle quali fa da sfondo il rumore dei carri armati in movimento.

13.) Dead Kennedyes – Holidays in Cambodia

Con il tipico sarcasmo pungente e sfacciato che caratterizza la band punk statunitense, i Dead Kennedyes prendono in giro uno (stereotipato) studente del college americano, privilegiato e moralista. La canzone, inserita nel LP “Fresh Fruit for Rotting Vegetables” (1980) è una riflessione satirica delle condizioni sociali, politiche ed economiche che contraddistinguevano gli studenti americani da quelli della Cambogia, dove appunto qualche anno prima si consumò il Massacro dell’Università di Thammasat (6 ottobre 1976).

14.) Johnny Horton – Sink the Bismark

Canzone che parla di una famosissima nave da battaglia tedesca della Seconda Guerra Mondiale, la “Bismark”, chiamata così in onore del Cancelliere unificatore della Germania. La nave terrorizzò i mari del Nord nelle prime fasi della guerra a tal punto che la Royal Navy investì consistenti risorse in una vera e propria caccia alla nave, che risultò nell’affondamento della Bismark stessa il 27 maggio 1941.

15.) The Clash – Spanish Bombs

Un classico musicale di un altrettanto classico gruppo musicale punk-rock britannico. Come si può intuire dal titolo, la canzone è incentrata sulla Spagna e, più precisamente, sulla Guerra Civile Spagnola (1936-1939), che vide contrapposte le forze golpiste filofasciste di Francisco Franco e le forze del “Fronte Popolare”, una coalizione composta da socialisti, repubblicani, comunisti e anarchici.

 

16.) Pink Floyd – Goodbye Blue Sky

Il celeberrimo gruppo britannico scrisse questa canzone in memoria dei terribili bombardamenti effettuati dalla Germania nazista sopra le città inglesi, molte delle quali vennero rase al suolo. Video e musica sono più che efficaci nell’esprimere il senso di angoscia e desolazione in relazione a quei bombardamenti.

17.) Stormy Six – Stalingrado

Noto gruppo rock italiano, nel 1975 scrissero questa canzone ispirata ai durissimi scontri avvenuti tra il 1942 ed il 1943 a Stalingrado, dove le forze dell’URSS bloccarono e batterono l’avanzata nazista, consacrando la città a simbolo della lotta contro il Nazismo.

18.) Neil Young – Cortez The Killer

Il noto musicista country canta della brutale opera di conquista del conquistadór spagnolo Hernán Cortéz (1485 – 1547), che in poco tempo piegò l’Impero azteco arrivando a cingere d’assedio e radere al suolo la sua capitale, Tenochtitlán,  fondando al suo posto l’attuale Città del Messico.

19.) Joan Baez – China

La musicista Joan Baez scrisse questa canzone in occasione della famosissima rivolta in Piazza Tienanmen a Pechino, svoltasi tra l’aprile ed il giugno del 1989.

20.) Bathory – One Road the Asa Bay

Dedicata all’amico scrittore C. Dean Andersson, Quorthon, polistrumentista e fondatore della band, in questo brano parla del processo di cristianizzazione della Scandinavia, avvenuto gradualmente circa tra il VIII e XII secolo. “Asa Bay” è ricavato dallo pseudonimo dello scrittore, “Asa Drake”.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...