Le nuove immagini della Yamato

L’enorme nave da battaglia giapponese giace sul fondale da più di 70 anni. Il 7 aprile del 1945 venne affondata mentre faceva rotta verso l’isola di Okinawa, colpita da 10 bombe e 13 siluri statunitensi.

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L’esplosione della Yamato

Ancora una volta si dimostrava che l’epoca delle fortezze navali era tramontata a favore delle portaerei; il dominio sui mari doveva passare infatti anche attraverso quello sui cieli. Il Giappone non si sarebbe ancora arreso per diversi mesi, secondo la storiografia ufficiale per via dei bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, ma di certo fu un duro colpo al morale della potenza nipponica. Solo una piccola parte dell’equipaggio riuscì a mettersi in salvo –  269 sopravvissuti su 2375 uomini

Colata a picco in acque relativamente basse, la Yamato “riposa” a 350 metri di profondità. Il suo sonno disturbato solo in poche occasioni, ovvero in due principali spedizioni (1985 e 1999) anche se recentemente si è sviluppato un maggiore interesse nei suoi confronti

Pochi giorni fa le autorità giapponesi hanno però diffuso un nuovo video in cui si mostrano alcuni dettagli del relitto. Hiroshi Shintani, a capo del dipartimento del museo marittimo della città di Kure ha così dichiarato: “speriamo che alla vista di queste immagini della yamato, spingeremo molte persone a riflettere sulla pace”

Le immagini sono state girate da un piccolo sommergibile guidato dalla distanza e senza equipaggio. Ben visibile nel dettaglio il crisantema imperiale posto a prua della nave

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La Yamato è forse una delle navi da battaglia più avanzate mai costruite nella storia; dopo il secondo conflitto mondiale queste enormi imbarcazioni da guerra caddero infatti in disuso. Commissionata nel 1941 ebbe un grande utilizzo nel corso di tutta la campagna del Pacifico.

L’esplorazione della gemella, l’unica “copia” della Yamato, la Musashi

Ancora oggi il suo nome nel paese del Sol Levante è sinonimo di orgoglio nazionale e rappresentazione delle capacità dell’ingegneria giapponese.

Articolo di Stefano Borroni

In un breve video è possibile osservare con più attenzione il relitto della Yamato: http://www.asahi.com/ajw/articles/AJ201606230025.html

 

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