Le Sette (antiche e moderne) meraviglie del mondo

Articolo di Giulia H. S.

LE 7 MERAVIGLIE DEL MONDO ANTICHE

Questa lista comprende strutture e opere architettoniche, artistiche e storiche ritenute, nell’antichità, le più belle e straordinarie da greci e romani. Vennero costruite più di 2000 anni fa e andarono distrutte per cause diverse, tanto da essere visibili tutte assieme per un tempo limitato, cioè tra il 250 a.C. e il 226 a.C. . Una di esse è però sopravvissuta agli eventi della storia: la più antica di tutte, ovvero la Piramide di Cheope, in Egitto.
Si tratta di opere diverse per tipologia ma simili sotto altri aspetti, ovvero per:
  • le tecniche artistiche impiegate in modo perfetto;
  • le notevoli dimensioni;
  • la preziosità dei materiali utilizzati;
  • le tecnologie insolite, innovative e fino ad allora sconosciute utilizzate per costruirle, tali da causare ammirazione e stupore;
Attorno alla metà del III secolo a.C. l’elenco comincia a definirsi sul numero di sette, questo perché viene ritenuto il numero perfetto: nell’antichità sette sono i mari, i pianeti, i giorni della Creazione, i bracci del candelabro ebraico, i Saggi, le Pleiadi. Oltretutto, nel mondo cristiano, sette sono le Virtù, i Vizi, i Sacramenti, ma aggiungiamo anche le note musicali e i colori.
Vengono menzionate da Antipatro di Sidone in una poesia del 140 a.C. circa, il più antico documento a noi pervenuto che le nomini. Ad esse, inoltre, è dedicata l’opera del V secolo d.C. De septem orbis spectaculis. Disponiamo oltretutto di una serie di incisioni, frutto della fantasia di storici, studiosi, artisti e architetti, per ricostruire l’aspetto delle 6 meraviglie perdute e immaginare come fosse in origine l’unica meraviglia sopravvissuta.
Nel Rinascimento, quando si riaccende l’interesse per le sette meraviglie del mondo, la lista viene redatta nella sua forma finale, ossia quella che oggi conosciamo:
  • PIRAMIDE DI CHEOPE (2596-2506 a.C.): alta in origine 146 m, si tratta del monumento più antico ma l’unico arrivato quasi integro fino a noi. Sorge nella Necropoli di El-Giza, assieme a quelle di Chefren e Mykerinos.
  • GIARDINI PENSILI DI BABILONIA (604-522 a.C.): secondo alcuni studiosi, sarebbero stati fatti costruire da Nabucodonosor per la moglie. Sospesi su terrazze, erano ricchi di alberi e piante varie, sostenuti da pilastri intagliati e venivano bagnati tramite un innovativo sistema di irrigazione.
  • STATUA DI ZEUS A OLIMPIA (437-432 a.C.): alta circa 13 m, ricoperta da lamine d’oro e da avorio, era il capolavoro dello scultore e architetto ateniese Fidia (490-430 a.C.), uno degli artefici del Partenone di Atene.
  • TEMPIO DI ARTEMIDE A EFESO: progettato da Chersifrone, architetto cretese di Cnosso, presentava 127 colonne di 20 m ciascuna, un basamento largo 78,5 m e lungo 131 m. Era ritenuto eccezionale per la sua scenografica collocazione nel paesaggio.
  • MAUSOLEO DI ALICARNASSO: venne eretto per commemorare Mausolo, signore della Caria (una regione nell’ovest dell’Anatolia, colonizzata dai greci) morto nel 353 a.C.. Ad occuparsi della sua costruzione furono gli architetti Satiro e Pitide; della decorazione, invece, gli scultori Scopas, Leochares, Briasside e Timoteo. Si innalzava su un altissimo basamento (19 m circa) con 36 colonne ioniche sovrastate da una piramide a 24 gradini. Pochi resti della struttura sono visibili nella città turca di Bodrum. Da quest’opera deriva il termine mausoleo, che indica una tomba monumentale.
  • COLOSSO DI RODI (294-282 a.C.): venne realizzato da Carete di Lindo, allievo di Lisippo, noto scultore originario di Sicione che realizzò diversi ritratti di Alessandro Magno. Si trattava di una statua alta circa 33 m (il termine “colosso”, di origine asiatica, significava “statua”, ma da allora assume il valore di “statua di enormi dimensioni”) raffigurante Elio, il dio del sole protettore di Rodi. Essa poggiava ciascun piede su due piedistalli posti ai lati dell’ingresso nel porto dell’isola. Fonti antiche riportano il fatto che crollò nel 288, a causa di un violento terremoto.
  • FARO DI ALESSANDRIA: venne iniziato nel 297 a.C. e completato nel 280 a.C. dall’architetto Sostrato di Cnido a Pharos, l’isola che si trova davanti al porto di Alessandria. La fama dell’edificio è tale da far sì che il suo nome indichi ogni torre guida dei naviganti. Esso era alto 134 m e visibile fino a 48 km di distanza, di giorno mediante degli specchi in bronzo lucidati e di notte tramite l’accensione di fuochi. Era sormontato, in origine, da una statua di Zeus o Poseidone, che venne poi sostituita da una raffigurante Helios. Rimase funzionante fino al XIV secolo, quando due terremoti ne comportarono il crollo.

LE 7 MERAVIGLIE DEL MONDO MODERNE

Durante le Olimpiadi del 2000 a Sydney, Bernard Weber, della società svizzera New Open World Corporation, propone di indire un referendum mondiale via internet per decretare le nuove Sette meraviglie del mondo. Esse vengono annunciate il 7 luglio 2007 (7/07/2007):
  • GRANDE MURAGLIA CINESE (Cina, 700 a.C.)
  • PETRA (Giordania, 312 a.C.)
  • COLOSSEO (Italia, 80)
  • CHICHEN ITZA (Messico, 600)
  • MACHU PICCHU (Perù, 1450)
  • TAJ MAHAL (India, 1643)
  • CRISTO REDENTORE (Brasile, 1931)
La Piramide di Cheope, oltretutto, viene nominata meraviglia onoraria, essendo l’unica meraviglia antica a noi pervenuta.
Fonti:
ComunicArte 1 (volume di arte antica) – storia dell’arte, storia delle idee, Omar Calabrese, Le Monnier, 2006
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