Raffaello Sanzio e la “Scuola di Atene”

La “Scuola di Atene”. Sull’affresco

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La Scuola di Atene – Raffello Sanzio – 1508/1510 – base 7,70 m – Roma, Palazzo Vaticano, Stanza della Segnatura.

L’affresco della Scuola di Atene, una delle più importanti opere realizzate dall’artista nel corso della sua breve ma brillante carriera, presenta una grandiosa architettura realizzata basandosi su un progetto del Bramante (per ringraziarlo del fatto di averlo presentato al papa), il quale riprende la Basilica di Massenzio. Le volte a botte cassettonate sono sorrette da pilastri con nicchie con all’interno delle statue, sotto le quali figurano dei bassorilievi.

I personaggi della composizione sono occupati in attività diverse: alcuni scrivono, disegnano o pensano, altri parlano, stando seduti o in piedi. Questa disposizione naturale e libera delle figure è testimone della libertà e creatività proprie dell’uomo filosofico. E sono proprio due grandi filosofi dell’antichità a stare al centro dell’opera, sulla sommità della gradinata, inquadrati dall’ultimo arcone con uno sprazzo di cielo sullo sfondo: si tratta di Platone (vestito di rosso e raffigurato come Leonardo da Vinci) e Aristotele (vestito di azzurro). Li possiamo identificare grazie ai libri che portano in mano e ai loro gesti: Platone regge il Timeo e con un dito indica verso il cielo, simboleggiando l’idealismo, mentre Aristotele reca in una mano L’Etica e volge il palmo dell’altra verso il basso, simboleggiando il realismo.

Intorno a loro sono presenti altri filosofi, saggi e artisti, antichi o contemporanei a Raffaello:

  • a destra, in basso, Euclide, con le sembianze di Bramante, nell’atto di mostrare alcuni disegni geometrici ad alcuni allievi;
  • dietro ci sono Zoroastro (che regge la Sfera Celeste) e Tolomeo (che tiene in mano il Globo Terrestre);
  • a sinistra, dietro a Pitagora e al fianco di Sodoma, notiamo l’autoritratto di Raffaello, vestito di bianco;
  • in primo piano, da solo e nell’atto di penare e scrivere, è presente Eraclito, con le sembianze di Michelangelo. Raffaello decise di aggiungere la figura del grande artista dopo che ebbe visto la prima parte della volta della Cappella Sistina, da lui realizzata a partire dal 1508 e resa visibile il 15 agosto 1511, rimanendone estasiato. La collocazione dell’artista in primo piano è un segno di rispetto e riconoscimento del suo genio;

Non si sa quanto fu frutto della fantasia dell’artista, e quindi venne da lui inventato, e quanto derivò invece dalle conoscenze del papa e dei suoi teologi. Di sicuro Raffaello, per la definizione del tema, collaborò con dotti e studiosi, i quali ne ammiravano le capacità artistiche e quindi furono bel lieti di aiutarlo.

Dalla vista di tale opera, possiamo affermare che Raffaello ha animato i personaggi con una naturalezza unica nel suo genere e per questo va ricordato come uno dei Maestri della storia dell’arte italiana.

Raffaello Sanzio. Una breve biografia

Raffaello Sanzio AutoritrattoINV. 1890 - n° 1706

Raffaello Sanzio – Autoritratto (presunto) del 1506 ca. – Firenze, Galleria degli Uffizzi

Raffaello Sanzio (Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520), pittore di grande talento e uomo dai modi gentili, aveva solo 25 anni quando Giulio II lo chiamò a Roma, probabilmente su suggerimento dell’architetto Bramante. Il papa aveva infatti deciso di ristrutturare alcuni ambienti del Vaticano con lo scopo di dimenticare la presenza del peccaminoso Alessandro VI (Rodrigo Borgia), nominato pontefice alcuni anni prima di lui.

La prima stanza decorata da Raffaello fu quella della Segnatura, ossia la biblioteca privata del papa, con temi legati all’ordinamento ideale della cultura umanistica, divisa in teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza, a ciascuna delle quali è dedicata una parete. Qui, tra il 1509 e il 1511, realizzò quindi la Disputa del Sacramento, La Scuola di Atene e Il Parnaso.

 

Articolo di Giulia H. S.

FONTI:

A regola d’arte 3 (dal Quattrocento al Cinquecento), E. Bernini, R. Rota, Editori Laterza, 2008

La grande storia dell’arte (volume 1 – Il Rinascimento italiano), a cura di S. Zuffi, Electa, 2015

Immagini: tratte da Wikipedia

 

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