Il canto gregoriano. Parte I – L’alto Medioevo

Il canto gregoriano è indubbiamente la base su cui l’Europa, dopo la fine del mondo classico, ricostruì sapientemente i suoi canoni musicali, soprattutto nel Basso Medioevo. La musica dell’antica Roma, infatti, era soggetta a una serie di regole sociologiche (ad esempio poteva essere eseguita solo da donne) e tecniche, derivanti in buona parte anche dalla Grecia e dai princìpi di alcuni antichi matematici, tra cui lo stesso Pitagora.

Con la caduta dell’impero d’Occidente, il cui anniversario cade proprio nella data di oggi, anche il mondo della musica cadde (pur mantenendo alcuni elementi romani, tra cui la “Saltata” che in epoca bassomedievale divenne il “Saltarello“): la musica popolare del Medioevo era quindi un’evoluzione di quella celto-germanica, e non è a tal proposito un caso che la musica irlandese (paese notoriamente di tradizione celtica) sia così simile a quella medievale, soprattutto se “romanzata” e riarrangiata modernamente.

Ecco dunque che Papa Gregorio I, ossia Gregorio Magno (540-604), ebbe la geniale idea di mettere in musica preghiere e passi biblici: nasce il canto gregoriano.

I primi cinque secoli circa di canto gregoriano sono accomunati da una caratteristica: la monofonia. Questa consiste in un canto unico di tutte le voci: i monaci cantano lo stesso testo allo stesso tempo, stesso ritmo e stesse note. Ne risulta un coro di voci gravi e tonanti, poiché rigorosamente maschili, estremamente suggestivo e dall’atmosfera molto contemplativa.

Ecco quindi uno splendido esempio di canto gregoriano altomedievale in monofonia, il Kyrie Eleison (espressione greca comunemente tradotta in “Signore, Pietà”), in solo una delle numerosissime versioni.

Buon ascolto!

Articolo di D. Bonino

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2 pensieri su “Il canto gregoriano. Parte I – L’alto Medioevo

  1. Pingback: Il canto gregoriano. Parte II – Il basso Medioevo | Amanti della storia

  2. Non è esatto pensare che Papa Gregorio musicò passi biblici. Egli non era affatto in musicista. Ma, messo in allarme da un proliferare incontrollato di espressioni musicali in cui l’aspetto “artistico” prevaleva su quello “religioso”, egli vi volle mettere ordine, in maniera alquanto draconiana, abolendo la pratica dei “Giubili alleluiatici”, imponendo, fra le altre cose, la regola che ad ogni sillaba del testo corrispondesse una sola nota. Da qui la nascita del Canto gregoriano. Per cui il Canto non da lui composto ma… imposto.

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