Cosa propone esattamente il referendum costituzionale?

Il prossimo autunno gli italiani sono chiamati ad esprimere il loro voto sul referendum costituzionale a favore o contro la riforma Boschi, approvata dal parlamento nell’aprile 2016.
L’attenzione mediatica su questo evento è molto alta, ma cosa propone esattamente la riforma costituzionale?

Innanzitutto, occorre qualche premessa metodologica: il referendum è previsto dall’articolo 138 della Costituzione e, per poter avere validità, non è necessario raggiungere alcun quorum (come nel caso, invece, del referendum abrogativo).

1) Riforma del senato, fine del bicameralismo perfetto

La riforma propone il superamento del bicameralismo perfetto che caratterizza l’assetto istituzionale italiano fin dal 1948: attualmente tutte le leggi, sia ordinarie sia costituzionali, e i voti di fiducia devono essere approvate da entrambe le camere. I costituenti presero tale decisione a causa del cosiddetto “complesso del tiranno“: dopo 20 anni di regime fascista e di illibertà politica, era necessario premunirsi e cautelarsi di fronte all’eventuale emergere di nuove forme dispotiche di governo, e così si optò per elaborare questo sistema di doppio controllo.
Con la riforma Renzi-Boschi, invece, la Camera dei deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che dovrà approvare le leggi ordinarie e di bilancio e accordare la fiducia al governo.

Il Senato diventa un organo rappresentativo delle autonomie regionali, composto da 100 senatori (invece dei 315 attuali) che non saranno eletti direttamente dai cittadini: 95 di loro saranno scelti dai consigli regionali (21 sindaci e 74 consiglieri regionali).
A questi, si aggiungeranno 5 senatori nominati dal presidente della repubblica che rimarranno in carica per sette anni. Non saranno più nominati dei senatori a vita, carica che resta valida solo per gli ex presidenti della repubblica.
I senatori non saranno più pagati dal senato, ma potranno percepire solamente lo stipendio da amministratori.

Il Senato potrà esprimere pareri sui progetti di legge approvati dalla camera e proporre modifiche entro 30 giorni dall’approvazione della legge, ma la Camera potrà anche non accogliere gli emendamenti. I senatori continueranno a partecipare anche all’elezione del presidente della repubblica, dei componenti del consiglio superiore della magistratura e dei giudici della corte costituzionale.

2) Elezione del presidente della repubblica

All’elezione del presidente della repubblica non parteciperanno più i delegati regionali, ma solo le camere in seduta comune. Sarà necessaria la maggioranza dei 2/3 dei componenti fino al 4° scrutinio, poi basteranno i 3/5.

3) Abolizione del Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro

Il CNEL attualmente è composto da 64 consiglieri ed è un organo ausiliario dotato di funzione consultiva per quanto riguarda le leggi sull’economia e sul lavoro. La Costituzione conferisce al CNEL anche l’iniziativa legislativa.
La riforma Boschi ne prevede la soppressione.

4) Titolo V della costituzione e competenze stato/regioni

Con l’eventuale approvazione della riforma, alcune materie tornano sotto competenza esclusiva dello stato. Tra queste è importante ricordare: l’ambiente, la gestione di porti e aeroporti, i trasporti e la navigazione, la produzione e la distribuzione dell’energia, le politiche per l’occupazione, la sicurezza sul lavoro e l’ordinamento delle professioni.

5) Referendum abrogativo e leggi d’iniziativa popolare

Il quorum che rende valido il risultato di un referendum abrogativo resta sempre del 50%+1 degli aventi diritto al voto, ma se i cittadini che propongono la consultazione sono 800 mila, invece che 500 mila, il quorum sarà ridotto: basterà che vada a votare il 50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche, non il 50%+1 degli aventi diritto.
Per proporre una legge d’iniziativa popolare non saranno più sufficienti 50 mila firme, ma ne serviranno 150 mila.

Fonti: gazzettaufficiale.it, camera.it, corriere.it, internazionale.it

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10 pensieri su “Cosa propone esattamente il referendum costituzionale?

  1. Ho qualche domanda, se potete rispondermi brevemente:
    Cos’è il CNEL?
    Perché parlate di complesso del tiranno?
    Anche se sono d’accordo con lo snellimento del numero dei senatori e con la velocizzazione dell’approvazione della proposte istituzionali, non ci espone davvero, soprattutto ora, al rischio di trovarci i populisti o i filo fascisti di nuovo liberi di operare?
    Grazie comunque per il netto chiarimento.

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    • Buonasera

      Il Cnel è il “Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro” organo ausiliario, previsto dalla costituzione all’art 99, che gli attribuisce funzioni di consulenza delle camere e del governo per le materie e secondo le funzioni stabilite dalla legge (…) nelle intenzioni del costituenti tale organo in un primo momento fu concepito quasi come una terza camera, rappresentativa degli interessi economici (…) – (manuale di diritto pubblico, Claudio Rossano). Il complesso del Tiranno si riferisce al fatto che nella creazione di un parlamento bicamerale i costituenti volevano evitare un’eccessiva concentrazione di potere controbilanciando le scelte prese da una camera, prolungando l’iter legislativo. In realtà furono prese più misure contro l’estrema concentrazione nelle mani dell’esecutivo, ad esempio fu concesso al presidente della repubblica il potere di sciogliere le camere (potere che non viene usato però per via della mancata legittimazione popolare dello stesso) così che potessero essere indette nuove elezioni o la nomina di un nuovo governo. Le considerazioni sul rischio o meno che qualche gruppo parlamentare possa approfittarne è ovviamente un ragionamento che non spetta a noi giudicare. – Stefano.

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  2. Perché non ci spiegate l’articolo 70 che prima era composto di 9 parole ed ora è incomprensibile e riporta a numerosi altri articoli, comma, periodo, ..?
    Perché non si accenna che i senatori eletti amministrare città o regioni avranno l’immunità parlamentare?
    Se i senatori eletto per amministrare città o regioni si dedicano alla politica che si interessa delle loro città?
    Per fare i senatori si spostano gratis o avranno una indennità, quindi il costo su chi ricade?

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  3. Snellire la politica è necessario per poter prendere decisioni senza perdere tempo, tagliare sul numero dei senatori si deve. Il dubbio rimane sugli uomini che guidano e guideranno questo paese, troppi conflitti di interessi esistono tra quelli che fanno politica e di quelli che gestiscono Regioni e Comuni, di conseguenza c’è ed aumenta sempre più la corruzione. Perché non si è fatto nulla per risolvere questo problema ? siamo a una svolta epocale, non si hanno le idee chiare sulle decisioni da prendere e nel frattempo si riempiono le tasche alla faccia del popolo bue.

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  4. Il bicameralismo perfetto voluto dai Padri Costituenti ha avuto l’effetto deleterio che spesso le leggi rimbalzano per anni fra le due Camere,
    mentre il Paese attende e le altre nazioni vanno avanti l’Italia aspetta…
    Il sistema sembra democratico in realtà è spesso ostaggio delle minoranze le quali, per votare a favore, vogliono in cambio una contropartita;
    ed ecco che per fare una legge è necessario distribuire privilegi a pioggia

    Con la Riforma si pone fine a tutto ciò:
    chi vincerà le elezioni avrà la maggioranza necessaria per fare le leggi, se agli italiani non piaceranno voteranno diversamente alla elezione successiva.

    Con la Riforma, le leggi elettorali rimangono di competenza bicamerale e saranno sottoposte alla Corte Costituzionale prima di essere applicate,
    quindi non potrà più succedere il caos che è venuto fuori dal Porcellum né ci sono pericoli di deriva autoritaria

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    • Il vero problema non sta nell’assetto istituzionale, ma in quello politico. Se si facessero le leggi per il bene comune e non per interessi personali, di partito o di lobby, gli attuali strumenti legislativi andrebbero bene così. Quindi, è davvero necessaria questa riforma? No, non lo è, o almeno non così: è la mentalità politica che deve cambiare.

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  5. Pingback: I precedenti del referendum costituzionale in Italia | Amanti della storia

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