L’esercito romano nel Tardo impero

L’esercito romano del V Secolo d.C. era un’entità molto diversa da quella a cui siamo abituati: il classico legionario con scutum e gladius corto. L’equipaggiamento, i soldati e la dottrina tattica erano cambiate sensibilmente.
L’esercito romano fu riformato da Costantino nel 325 per far fronte alle nuove esigenze dell’Impero.

esercito_tardo_imperiale_romano.jpgInnanzitutto, Roma aveva raggiunto la sua massima espansione fisiologica (tanto che fu necessaria la divisione in Oriente ed Occidente) ed ulteriori conquiste avrebbero soltanto appesantito ulteriormente l’amministrazione ed assottigliato le difese. L’esercito romano era nato come un esercito estremamente aggressivo, e la classica organizzazione a legio lo rispecchiava. Tuttavia, dimostrava tutti i suoi limiti quando c’era da difendere un vasto confine come quello reno-danubiano. Costantino divise quindi l’esercito in due categorie: Comitatenses e Limitaneii.

I Comitatenses mantenevano le maggiori similitudini con gli eserciti imperiali del passato. Essi erano eserciti mobili composti da fanteria e cavalleria rispettivamente sotto il comando del Magister Peditum e Magister Equitum (ma successivamente le due figure confluirono nel Magister Militum).

I Limitaneii, invece, erano le truppe di confine, stazionate lungo le frontiere dell’Impero od in città fortificate. Il compito dei Limitaneii era quello di mantenere sicuro il fronte ed, in caso di attacco, resistere e stallare il nemico sino all’arrivo dell’esercito di Comitatenses.

Bisogna ora sfatare un mito: spesso, il tardo esercito romano viene visto come un esercito molto meno efficacie ed addestrato rispetto a quelli del I-II secolo. Ciò non può essere più distante dalla realtà: l’esercito romano del V secolo manteneva la stessa disciplina e professionalità e, molto probabilmente, l’Impero Romano sarebbe caduto molto prima senza queste riforme. Questa credenza viene generata dal fenomeno della cosi detta “barbarizzazione” dell’esercito. In realtà, i soldati provenienti dalle provincie galliche o britanniche dell’Impero erano ormai completamente romanizzati e la loro efficacia in battaglia non era inferiore al decrescente numero di soldati italici. Le riforme di Costantino non fecero che istituzionalizzare questo mutato scenario. La divisione fra legionari provenienti dall’Italia ed Auxilia provenienti dalle provincie esterne era ormai anacronistica: la cittadinanza romana era ormai estesa praticamente a tutto il territorio e sempre meno volontari venivano reclutati dalle provincie italiche, rendendo molto difficoltoso mantenere un esercito in stile classico.

esercito_romano_V_secolo.jpg

credits: Johnny Shumate – Deviantart

L’ultimo elemento che si modificò fu l’equipaggiamento. Il Gladius corto venne sostituito dalla più lunga Spatha (anche  se questa differenza è rilevante per noi, dato che per un romano la parola Gladius indicava generalmente una spada). Inizialmente la Spatha fu utilizzata da reggimenti di cavalleria, ma venne successivamente estesa anche alla fanteria. La lancia aumentò di importanza, dato i suoi innegabili vantaggi, specialmente contro la cavalleria.

Anche l’elmo venne modificato. Nonostante mantenesse la classica struttura romana, con piastre guanciali e posteriori, il volto era più esposto, consentendo una migliore visibilità (molto utile quando si tende a combattere contro popoli che favoriscono l’uso di cavalleria). Per quanto riguarda l’armatura, si preferì tornare alla classica cotta di maglia o armatura a scaglie. Probabilmente questa decisione fu dovuta ai costi ed alla difficoltà di produzione della lorica segmentata.

L’interrogativo più grande si pone per lo Scutum che abbandonò la forma rettangolare per una ovale. Non si conosce la precisa ragione del cambiamento, ma si possono fare delle ipotesi. Ovviamente lo scudo rettangolare offriva maggiore protezione, ma era anche meno maneggevole. Uno scudo ovale, invece, permetteva una maggiore libertà al soldato che, unito alla maggiore lunghezza e capacità di taglio della Spatha, poteva destreggiarsi meglio nel combattimento.

Un’ultima curiosità finale: il comandante di un esercito di Comitatenses era denominato Comes, mentre il comandante di una guarnigione di Limitaneii aveva l’appellativo di Dux. Questi due termini saranno poi riadattati nel moderni titoli nobiliari di Conte e Duca.

Articolo di Gabriele Pellecchia

Fonti: Notitia Dignitatum, P. Southern e K. Dixon – Il tardo esercito Romano.

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