Nel Museo egizio di Torino conservati i resti della regina Nefertari

Il museo egizio di Torino potrebbe ospitare qualcosa di inatteso;  un paio di gambe mummificate esposte qui potrebbero appartenere ad una delle donne più belle dell’antichità, Nefertari, moglie e favorita di Ramses II, il quale governò l’Antico Egitto tra il 1290 e 1224 a.C 

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I resti conservati al museo di Torino, credits: Micheal Habict

Questo almeno è ciò che sostiene un team internazionale al lavoro su campioni antichi più di 3.200 anni.

Non rimane molto della mummia a parte il femore frammentato, una rotula e una parte della tibia. Sarebbe una scoperta unica del suo genere visto che si tratterebbe anche dell’unica regina dell’epoca di Ramses ad essere identificata finora. Così ha commento l’egittologo Michael Habicht:

“Nefertari è una delle più  grandi ed importanti regine d’Egitto al pari di Hatshepsut, Nefertiti e Cleopatra”

Nota per le impressionanti pitture murali della sua tomba nella Valle delle Regine, non troppo distante dalla Valle dei Re, che raffigurano la sua bellezza senza tempo in forma insolitamente realistica, Nefertari era molto colta, tanto da giocare un ruolo attivo nella politica estera.

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La regina Nefertari

Tuttavia si conosce molto poco della sua scomparsa.

“Sappiamo che diede alla luce quattro figli e quattro figlie e che  partecipò alla cerimonia di apertura dei templi scavati nella roccia di Abu Simbel nell’anno 24 del regno di Ramses II . Dopo quell’evento, è scomparsa dalla storia”

Gli egittologi stimano che probabilmente morì intorno al 25 ° anno del marito di regno, dopo aver raggiunto un’età di circa 40-50 anni.

La tomba di Nefertari, conosciuta come QV66, è stata pesantemente saccheggiata nell’antichità e la sua mummia fatta a pezzi e gettata in giro dagli antichi ladri.Quando il diplomatico e archeologo italiano Ernesto Schiaparelli aprì infatti la sepoltura della regina nel 1904, trovò una serie di resti, tra cui frammenti del sarcofago di granito rosa che in precedenza conservava la mummia di Nefertari;  le sue gambe erano troncate.

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Il tempio di Abu Simbel, l’opera più conosciuta di Ramses II

Frank Rühli, capo dell’Istituto di medicina evolutiva presso l’Università di Zurigo in Svizzera, ha voluto confermare, seppure con le dovute cautele, la possibile scoperta

“Anche se non esiste la certezza assoluta, i risultati parlano a favore di una identificazione dei resti di Nefertari

Una ricostruzione antropometrica e la valutazione delle dimensioni delle ginocchia hanno rivelato che appartenevano a una donna la cui statura variava tra 165 cm (5 piedi 5 pollici) e 168 cm (5 piedi 6 pollici).

un’altezza sorprendente, vista l’altezza media del tempo, tanto che come sostiene sempre Frank Rühli:

I dati sulle donne del Nuovo Regno e 3 ° Periodo Intermedio mostrano che  probabilmente era più alta rispetto all’84 per cento delle donne del suo tempo

Le Analisi dei materiali utilizzati per l’imbalsamazione hanno mostrato che sono coerenti con le mummificazioni dell’epoca, mentre i raggi X del ginocchio sinistro hanno identificato tracce di arteriosclerosi, suggerendo che le gambe siano appartenute ad una persona non più giovane, con un’età compresa tra i 40 e i 60 anni.

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I sandali ritrovati nella tomba di Nefertari

Il test del DNA è stato inconcludente, purtroppo i campioni prelevati si sono dimostrati contaminati, mentre la prova al radiocarbonio sembrerebbe retrodatare la morte di 200 anni.

La tomba di Nefertari conteneva anche un paio di sandali in materiale vegetale – erba, foglie di palma e di papiro – in uno stile tipico delle dinastie XVIII e XIX. Secondo i ricercatori, l’ottima qualità e la forma dei sandali suggerirebbe che di si tratta proprio di calzature reali.

Articolo e traduzione di Stefano Borroni

Fonti:

http://www.seeker.com/queen-nefertaris-dismembered-legs-have-been-found-2120387796.html

http://www.archaeology.org/news/5051-161130-nefertari-mummified-legs

studio pubblicato su: http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0166571

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