La storia di Denis Karagodin

Ci sono voluti cinque lunghi anni di ricerche, ma alla fine Denis Karagodin ce l’ha fatta: è riuscito a scoprire il nome degli assassini del bisnonno, ucciso nel 1938 durante le purghe staliniane.
E la storica scoperta ha già fatto discutere molto.

Era il 2012 quando Denis Karagodin, 34 anni e una laurea in filosofia, iniziò una complessa ricerca d’archivio per indagare sulla morte del bisnonno Stepan.
Stepan Karagodin era un contadino cosacco di Tomsk, una piccola cittadina nella Siberia centrale: nel 1937 era entrato in contrasto con il regime sovietico e l’anno successivo era stato accusato di attività di spionaggio filo-giapponese e di organizzazione sovversiva.

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L’indagine, basata sull’atto che attesta la fucilazione di 36 persone, ha permesso di far emergere tutta una serie di legami che secondo Denis Karagodin permetterebbe di conoscere i nomi dei tre agenti del Servizio di Sicurezza (NKVD, Narodnyj Komissariat Vnutrennich Del) che nel 1938 misero in atto l’esecuzione del bisnonno: direttamente da Stalin fino al capo della polizia segreta e vicedirettore della prigione di Tomsk, Nikolai Yezhov.
E’ un caso senza precedenti: si tratta, infatti, della prima volta nella storia che vengono alla luce i nomi esatti dei carnefici delle purghe staliniane, direttamente associabili alle vittime.

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«Gli storici e gli specialisti del settore con cui ho avuto modo di parlare non possono credere che ho tra le mani documenti di questo tipo. Sono tutti sotto shock» dice Denis Karagodin.
Pochi giorni dopo aver pubblicato la notizia con i nomi dei tre assassini del bisnonno, Karagodin ha ricevuto una lettera da una donna, che ha poi rivelato essere la nipote di uno dei tre esecutori.
Si scusava per ciò che era accaduto quasi 80 anni prima: «Non riesco a chiudere occhio ormai da alcuni giorni. Provo un senso di profonda vergogna per tutto ciò che è successo. Mi amareggia il pensiero di non poter far nulla per rimediare, tranne che riconoscere di appartenere alla famiglia di Zyrianov N.I. e ricordare in chiesa nelle mie preghiere il suo bisnonno».

Fonti: The Guardian, BBC, Washington Post.

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