5 dicembre 1746: Balilla tra storia e leggenda

Chi era Balilla? Un personaggio storico realmente esistito oppure una leggenda? A 270 anni dalla sommossa genovese nuovi studi provano a dare una risposta a queste domande.

Solitamente, il nome Balilla evoca nella mente dei più l’immagine di fiumane di giovani, ragazzi e ragazze,educati secondi i dettami dell’ideologia fascista, in cortei celebrativi durante il Ventennio. I Balilla, in particolare, erano la formazione maschile che comprendeva i bambini dagli otto ai quattordici anni. Essi,
insieme ad altri corpi, sempre divisi per età e sesso (dai giovanissimi “Figli della lupa” fino agli ultra diciottenni dei “Fasci giovanili di combattimento”), facevano parte dell’“Opera Nazionale Balilla per l’assistenza e per l’educazione fisica e morale della gioventù”, istituita nel 1926 e presieduta da Renato Ricci, collaboratore di Mussolini, al quale quest’ultimo aveva affidato il compito di creare un’organizzazione giovanile fascista che potesse competere con i due maggiori punti di riferimento per la gioventù dell’epoca, l’Azione Cattolica e gli scout.

Il nome di Balilla, tuttavia, già allora non era sconosciuto ai nazionalisti ed agli esaltatori romantici della storia patria, due categorie senz’altro diverse ma accomunate da una visione della storia spesso non puntuale ed acritica. Così, nell’opera Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli, che sarebbe poi stato adottato come inno nazionale dall’Italia repubblicana, si trova un altro riferimento a questo personaggio: «I bimbi d’Italia / Si chiaman Balilla».
Il poema, messo in musica, debuttò nel 1847 a Genova, nel contesto della commemorazione della rivolta avvenuta un secolo prima contro gli austriaci che occupavano la città, il 5 dicembre 1746. La sommossa, secondo la tradizione, avrebbe preso avvio dal lancio di un sasso contro un soldato austriaco da parte di un giovanetto passato alla storia come Balilla. In seguito, la propaganda risorgimentale vide in questo gesto contro un esercito straniero un autentico atto di patriottismo italiano ante litteram.

foto

Emilio Busi, Luigi Asioli, La cacciata dei tedeschi da Genova per il moto del Balilla, 1842, Museo Civico di Pistoia

Ma chi era veramente questo Balilla? Difficile rispondere. Per molti anni fu identificato con Giovanni Battista Perasso, un ragazzo di dieci anni all’epoca dei fatti, in base ad una firma poi rivelatasi contraffatta. Più di recente, due studiosi di questioni militari, Riccardo Delle Piane e Paolo Giacomone Piana, hanno fatto nuova luce sull’identità di questo misterioso personaggio grazie ad alcuni documenti rinvenuti presso l’Archivio di Stato di Genova. Secondo quanto emerso, si tratterebbe in realtà di tale Andrea Podestà, un venticinquenne arruolatosi nel reggimento di un nobile genovese e dal temperamento abbastanza turbolento, «rissoso ma non criminale, in possesso di una certa esperienza militare: […] caratteristiche comuni ai capi popolari delle insurrezioni di tutti i tempi».

Niente a che fare, dunque, con il Balilla fanciullo patriota della tradizione. L’insurrezione di Genova, inoltre, e prima di questa, la sua adesione allo schieramento anti-austriaco, avvenne soprattutto per impedire che l’antica repubblica marinara perdesse la sua già precaria indipendenza e per mantenerne l’integrità territoriale, minacciata non tanto dalle potenze straniere, quanto dai vicini ed italiani Savoia, mentre lo stesso comandante delle truppe austriache era un italiano, Antoniotto Botta Adorno. Si tenga presente, inoltre, che il termine “italiano” nella mentalità di metà Settecento iniziava appena ad identificare un’omogeneità etnica oltre che geografica. Questa consapevolezza, in realtà, avrebbe iniziato a prendere piede soltanto in seguito e quando, durante il Risorgimento, essa giunse a piena maturazione, venne legittimata e diffusa prendendo a prestito eventi che nulla avevano a che fare con quel pensiero. In questo modo, uno sconosciuto soldato genovese che lottò per l’indipendenza di un piccolo stato preunitario divenne il bambino-eroe di un’Italia divisa in cerca di esempi di patriottismo.

Francesco Mistri

Fonti:

T. Maiorino, Fratelli d’Italia. La vera storia dell’inno di Mameli, Mondadori, 2001;
A. Padovano, Storia insolita di Genova: dalle origini a oggi, Newton Compton Editore, 2008;
N. Zapponi, Le organizzazioni giovanili del fascismo 1926-1943, in Storia contemporanea, n.4-5 1982.

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