La prima riunione del Gran Consiglio del fascismo: 15 dicembre 1922

«Fu la sera del 15 dicembre 1922 che Mussolini, senza essersi preventivamente consultato con alcuno dei suoi collaboratori più intimi, convocò nel suo appartamento al Grand Hotel di Roma alcuni tra i più influenti capi del partito presenti nella capitale».

Con queste parole, lo storico contemporaneo Alberto Aquarone descrive quella che potremmo definire la prima riunione ufficiosa del Gran Consiglio del regime fascista, l’organismo politico principale del regime fino all’estate 1943. Vi parteciparono importanti dirigenti fascisti: Giacomo Acerbo, relatore della riforma elettorale che sarebbe stata approvato nel novembre 1923, Cesare Maria De Vecchi, quadriumviro della marcia su Roma, Emilio de Bono, ministro delle Colonie dal 1929 al 1935, Edmondo Rossoni, esponente della politica sindacale fascista, ed altri influenti capi di partito.

Tuttavia non fu questa la prima riunione ufficiale del Gran Consiglio. Essa si tenne il 12 gennaio 1923, sempre al Grand Hotel di Roma, con un numero maggiore di partecipanti.
L’organismo politico, che avrebbe ricevuto una sanzione giuridica vera e propria solamente con la costituzionalizzazione del dicembre 1928, si interessò nei primi anni di vita dell’organizzazione interna del partito, dei rapporti di questo con le altre forze politiche e della situazione interna in generale.

Il giorno precedente la prima riunione operativa del gennaio 1923 fu pubblicato sul «Popolo d’Italia» un comunicato in cui erano esposti i principi che avrebbero guidato il nuovo organismo. Esso doveva tenersi «tutti i mesi il giorno 12 alle ore 22» e vi potevano partecipare:

  • i ministri fascisti, i sottosegretari alla Presidenza e agli Interni
  • i membri della Direzione del Partito
  • il direttore generale della PS
  • il commissario straordinario alle Ferrovie
  • il segretario della Federazione delle Corporazioni sindacali fasciste
  • il dirigente del movimento cooperativo
  • i commissari politici del fascismo
  • lo Stato Maggiore della Milizia per la sicurezza nazionale
  • il direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio.

Guglielmo Motta

Fonti:

A. Aquarone, L’organizzazione dello Stato totalitario, Einaudi, Torino, 1965.

Partito Nazionale Fascista, Il Gran Consiglio nei primi cinque anni del’era fascista, Libreria del Littorio, Roma-Milano, a.v, p. XI.

A. Tamaro, Venti anni di storia 1922-1943, Editrice Tiber, Roma, 1953.

C. M. De Vecchi, Una sconcertante storia del fascismo: Mussolini vero, in «Tempo», a. XXI, n. 51, 22 dicembre 1959, p. 34.

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