Le origini della befana: figurazione di un ciclo terminato

Contrariamente a come potrebbe sembrare, il nome di “befana” non deriva da “epifania”, né viceversa. E la strega del 6 gennaio non è una figura cristiana, nonostante tale data coincida con quella che è tradizionalmente la venuta dei Magi presso il fasciatoio di Gesù – il “bambino-luce” (si legga a tal proposito questo articolo: https://www.facebook.com/112850062095704/photos/a.151036451610398.24627.112850062095704/1040616785985689/?type=3&comment_id=1040665382647496&comment_tracking=%7B”tn”%3A”R”%7D ).

Come detto nell’articolo sulle origini del Natale, il solstizio d’inverno per tutte le antiche popolazioni europee coincideva con la morte del Sole, mentre il 25 dicembre con la sua rinascita. Tuttavia, nonostante l’astro solare fosse già rinato, l’anno nuovo dopo il solstizio non era ancora iniziato: seguiva un periodo di dodici giorni (fino al 6 gennaio, appunto) in cui non vi era né l’anno vecchio né l’anno nuovo, era un periodo letteralmente senza tempo in cui tutto era permesso e nel quale, come nel Trinuxtion Samonii celtico, gli spiriti dei morti potevano tornare sulla Terra.

Così scrisse Cesario di Arles nel VI secolo (!), rivolgendosi agli abitanti delle campagne francesi: “Quando arriva la festa delle calende di gennaio vi rallegrate stupidamente, diventate ubriaconi, vi scatenate in canti erotici e in giochi osceni […]. Se non volete partecipare al loro peccato collettivo, non permettete che vengano in corteo, davanti a casa vostra, mascherati da cervi, da streghe, da una qualunque bestia”.

Cervi e streghe dunque: i primi rappresentavano l’anno nuovo, poiché le corna di cervo, ricambiandosi ogni anno, erano simbolo di ciclicità – le streghe invece, solo cristianamente viste come tali poiché in realtà erano delle semplici vecchie, erano l’anno passato che si avvicinava alla sua morte definitiva, coincidente con la nascita dell’anno nuovo. In alcune culture europee, nei primi giorni di gennaio si svolgeva una battaglia simbolica tra guerrieri-cervo e guerrieri-strega, che simboleggiava il conflitto cosmico ed eterno tra Bene e Male: qualora vincesse l’esercito selvaggio dei guerrieri-cervo, se ne poteva trarre un buon auspicio perché vittoria della Luce sull’Oscurità. Tale tradizione ricorda da vicino quella della “caccia selvaggia”, di derivazione germanica ma arrivata anche in Nord Italia con i Goti, secondo cui gli dèi avrebbero condotto una battuta di caccia in cielo assieme agli spiriti dei guerrieri morti e portati nel Valhalla, proprio nei dodici giorni successivi alla rinascita del Sole (25 dicembre).

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Caccia selvaggia

La befana è dunque una donna, un tempo (in primavera) fertile e donatrice di vita, simile quindi alle Veneri preistoriche come la Venere di Willendorf, e che ormai ha camminato per tutto l’anno, invecchiando e morendo. Dopo questo lungo viaggio, non è un caso se “la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte“.

Allo stesso modo, le calze che i bambini lasciano presso il camino riprendono il percorso del “nuovo” Sole e del nuovo anno: il compito dell’anno vecchio è di giungere dal camino (che collega ogni dimora al cielo, quindi al cosmo, dove si svolge simbolicamente la battaglia tra Bene e Male) e portare frutta e dolci – simbolo di fertilità, oppure carbone, non come punizione bensì per riaccendere il focolare nel camino: in questo modo, la befana-anno vecchio avrebbe ceduto il posto al fuoco e alla luce, quindi alla trasposizione del Sole in ogni dimora attraverso il camino, che come già detto collega il cielo, casa del Sole, alle case degli uomini. A questo punto la befana è anche figurazione delle antiche dee solari, poi “trasformate” in streghe, e così il camino in cui viene fatto rinascere il Sole, e quindi l’anno, divenne il calderone per le pozioni. In epoca rinascimentale, le streghe venivano dunque punite nei roghi, con lo stesso fuoco purificatore che dava vita a nuova Luce, a un nuovo anno, a un nuovo Sole.

Daniele B.

Fonte e ulteriore approfondimento: http://atrium.altervista.org/substrato-arcaico-dietro-babbo-natale-la-befana-morte-dellanno-vecchio-regressione-al-caos-primigenio-ri-nascita-dellanno/

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