Fernand Braudel e la teoria dei tre tempi storici

Fernand Braudel è stato uno dei più importanti storici del XX secolo. Nato in Francia nel 1902 e morto all’età di 83 anni il 27 novembre 1985, ha scritto importanti libri e saggi, come «Civiltà e imperi del Mediterraneo» e «L’identità della Francia», e ha elaborato alcune delle più innovative teorie storiche, tra cui la teoria dei tre tempi.

L’opera e il pensiero di Fernard Braudel sono intrinsecamente legati all’ambito delle scienze sociali e alla corrente della Scuola delle Annales, che si sviluppa in Francia all’inizio degli anni ’30. La nuova impostazione metodologica è innovativa: rispetto agli storici precedenti, ciò che Braudel, Marc Bloch e Lucien Febvre introducono è la concezione della storia non come un racconto cronologico di fatti e avvenimenti passati, ma come uno strumento per conoscere e comprendere la società umana.

La svolta del pensiero di Braudel si inserisce all’interno della seconda guerra mondiale: tra il 1941 e il 1944 lo storico francese è internato nei campi di Magonza e Lubecca ed è proprio in questa circostanza che elabora la sua teoria storica, che lo avrebbe portato ad inaugurare, al termine del conflitto, la cosiddetta “seconda fase” degli Annales.

Il rapporto che viene sottolineato maggiormente è quello tra la storia profonda e la storia evenemenziale: lo storico non deve limitarsi all’analisi e all’indagine del singolo fatto o avvenimento cronologico, ma dev’essere in grado di comprendere il contesto storico in cui esso avviene e la modifica delle relazioni di potere che esso inaugura.
E’ utile una metafora che lo stesso Braudel utilizza.

Una sera, mentre mi trovavo all’interno dello Stato di Bahia, mi è accaduto di trovarmi improvvisamente al centro di un nugolo prodigioso di lucciole fosforescenti. […] Tali sono gli avvenimenti, tanti punti luminosi. Al di là del loro splendore, al di là della loro singola storia, resta da ricostruire il paesaggio che hanno fatto balenare ai nostri occhi: la strada, la macchia, il bosco ceduo, l’argilla rossastra, i declivi del suolo.. […] Di qui la necessità di andare oltre l’alone luminoso degli avvenimenti, che è soltanto un primo stadio e spesso, preso a sé stante, una storia poco degna di nota.

E’ proprio nel rapporto tra lucciole e paesaggio, all’interno del quale è possibile leggere il paradigma fatto/contesto, che Braudel introduce la teoria dei tre tempi storici. Secondo lo studioso ogni studio e interpretazione storica dovrebbe procedere su tre livelli distinti:

  • una micro-storia, basata sul singolo evento e un’analisi fattuale del reale (le lucciole).
  • una storia congiunturale, posta ad un livello intermedio e basata su cicli materiali ed economici.
  • una storia strutturale, o di lunga durata, che rappresenta l’elemento profondo dell’indagine storica (il paesaggio).

Fonti

R. Chartier, La mano dell’autore, la mente dello stampatore, Carocci Editore, Roma 2015.
F. Braudel, Storia, misura del mondo, trad. it. di Graziella Zattoni Nesi, Il Mulino, Bologna 1998

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