“Mucche di Troia” e tunnel: la fuga verso Berlino Ovest

Il Muro di Berlino è passato alla storia come il simbolo della guerra fredda. Costruito nell’estate del 1961, fu abbattuto il 9 novembre 1989.

Come si scappava attraverso il Muro di Berlino? Quante persone sono morte nel disperato tentativo di raggiungere il settore Ovest della città tedesca, e quante invece ce l’hanno fatta?
Molti storici hanno tentato di dare una risposta a questa domanda. Come ebbe modo di dichiarare Walter Ubricht, segretario generale del Partito socialista della DDR, «nessuno ha intenzione di costruire un muro». Tuttavia è un fatto storico che il reticolato di oltre 40 km, inizialmente composto solamente da filo spinato e in seguito cementato, abbia diviso la Germania e l’Europa per quasi 30 anni.

Ideato per bloccare quella che che è stata definita una “emorragia di forza lavoro e di credibilità“, il Muro ha attraversato la vita di molti berlinesi. Cittadini come Frieda Schulze, che all’età di 77 anni tenta di calarsi da una delle finestre posto proprio al confine tra i due settori. Cittadini come l’80enne Olga Segler, che tenterà la stessa sorte dalla finestra di casa sua, in Bernauer Strasse 34, ma fallirà.

Molti non ce la fanno: il primo ad essere ucciso dalle guardie di confine è Günter Litfin, il quale tenta di attraversare il canale alle spalle del Reichstag, ma viene colpito alla testa da una raffica di proiettili.
Non mancano i gesti di tenerezza: nel 1962 Monica Schaat, che abita ad Ovest, riesce ad andare sotto le finestre dei genitori, a Est, per sposarsi davanti a loro occhi.
Tra le tecniche di fuga più fantasiose, lo sfondamento è una delle più utilizzate, mentre viene evocato anche l’eroe greco Ulisse con il trucco della “Mucca di Troia“: un’enorme vacca di legno cavo, pezzo da esposizione che fa la spola da un settore all’altro della città.
Ma è soprattutto attraverso i tunnel che si scappa da Berlino, tant’è che l’attuale capitale tedesca prenderà il soprannome di “città delle talpe“.

foto

Tuttavia, l’immagine più famosa è senza dubbio quella di Conrad Schumann, guardia di Polizia di confine e da poco trasferito da Dresda quando, il 15 agosto 1961, salta il reticolato tra Bernauer e Ruppiner Strasse. «L’immagine fa il giro del mondo e porta con sé un messaggio: anche i soldati della DDR stanno scappando», sostiene lo storico Hans-Hermann Hertle.

Fonti:

Corriere della Sera, 31 ottobre 2014

M. Gasparini, Il Muro di Berlino. Storia per immagini del simbolo di un’epoca, 2014.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...