Assicurazioni Generali, un intreccio tra storia, economia e politica

L’istituto di assicurazioni ha attraversato gli anni della storia d’Italia, dal 1831 fino ai giorni nostri. Quali sono gli eventi e le personalità più importanti delle Generali?

Tutto cominciò nel lontano 1831, quando ancora l’Italia era una mera «espressione geografica», per dirla alla Metternich, e nessuno parlava ancora di Garibaldi o dell’impresa dei Mille.
Paradossalmente all’atto di nascita assunse il nome di Assicurazioni Generali Austro-Italiche, nonostante l’Italia di fatto non esistesse, ma mantenne in numerose occasioni il carattere anti-asburgico: nel 1848-49 Leone Pincherle e Isacco Pesaro Maurogonato, tra le principali personalità della compagnia assicurativa, assunsero il ruolo di ministri della Repubblica di San Marco creata a Venezia da Daniele Manin, e in quello stesso periodo venne eliminata dal nome la dicitura “Austro-Italiche” e fu sostituita l’asburgica aquila bicipite con il leone alato, simbolo dei territori italiani.

La storia delle Assicurazioni Generali entra a far parte di diritto della storia d’Italia, sia dal punto di vista economico sia da quello politico: secondo Vera Zamagni, autrice di uno dei testi più importanti sulla rinascita economica in Italia, «una caratteristica saliente dell’istituto fu la natura cosmopolita che si manifestò sia nella formazione del capitale, che nell’apertura immediata di agenzie in tutti i Paesi europei».

Nei confronti dell’impero asburgico, sono due le tappe fondamentali all’interno del quadro politico a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900: il 1866, quando, alla conclusione della terza guerra d’indipendenza, il Regno d’Italia ottiene il controllo del Veneto e di parte del Friuli, e il 1918, al termine della prima guerra mondiale, che permette all’Italia di ottenere la sovranità su Trieste.

Tra i grandi successi delle Generali figurano l’assicurazione di Carlo I d’Austria e della famiglia di Alessandro Manzoni, la costruzione del Canale di Suez e l’impresa polare di Umberto Nobile. Nel 1907 lavorerà per un anno, presso la sede di Praga, Franz Kafka, mentre negli anni ’20 saranno arruolati il cartellonista Marcello Dudovich, il matematico Bruno de Finetti, il poeta Biagio Marin, l’architetto Oscar Niemeyer.

Negli anni difficili del fascismo la compagnia è costretta ad attraversare un processo di epurazione delle personalità ebraiche, che colpisce lo stesso presidente Edgardo Morpurgo, costretto a cedere la presidenza all’ex ministro Giuseppe Volpi di Misurata e ad auto-esiliarsi in Argentina.
Nel secondo dopoguerra, alla conclusione della questione di Trieste nel 1954, le Generali riprendono l’attività a pieno regime tanto da diventare tutt’ora una delle principali società economiche in campo assicurativo e borsistico.

Fonti:

Generali nella Storia. Racconti d’Archivio, Corporate Heritage & Historical Archive, 2017.

V. Castronovo, Storia economica d’Italia, Torino, Einaudi 2013.

V. Zamagni, Dalla periferia al centro. La seconda rinascita economica dell’Italia, Bologna, Il Mulino 1985.

Corriere della Sera, 13 febbraio 2017

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